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Fascino dei tempi. Magia dei luoghi
15 novembre 2019

“Ragazzi a letto presto questa sera!” Qualche mugugno, poi la bella notizia. “Domani la mamma farà il pane…” Era un rito per tutta la famiglia. Ci si alzava alle cinque […] C’era abbondanza quella mattina in casa, pur trovandoci in piena guerra. È con questa ammirabile descrizione di un focolaio familiare che mi richiama alla memoria scene di Piccole donne di Louisa May Alcott che si apre Fascino dei tempi. Magia dei luoghi di Pasquale Tempesta. Al culmine di settant’anni di attività giornalistica, con alle spalle anche l’onorificenza di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana e la Stella al merito di Maestro del Lavoro, l’autore giunge a racchiudere in quest’opera una serie di scritti tra i più significativi della sua carriera. Ma già da una prima lettura, il libro sembra molto di più di una semplice raccolta di articoli, prendendo la forma di un diario dei ricordi in cui l’autore si diverte ad essere ora narratore, ora un abile biografo, ora una guida turistica. L’opera, infatti, è costituita da cinque macro aree nelle quali emerge il desiderio di inoltrarsi con la mente negli spazi dell’uomo per cogliere non solo i fatti ma soprattutto il patrimonio ideale che costruisce la nostra storia. L’abilità sta nella lente utilizzata, ora convergente, ora divergente. Tempesta, con naturalezza, si avvicina e si allontana dai fatti in modo tale da rendere un fatto di cronaca collocabile nel passato e nel presente. Se la prima sezione, Sull’onda dei ricordi, è quella più nostalgica dove sapori e odori rievocati dall’autore tracciano un tessuto di vita passata che rivela lo stretto legame con la sua terra e il suo Paese, salvando dall’oblio tradizioni e folklore, è nella seconda e nella quinta sezione che il vicino e lontano giocano un ruolo chiave. Tra storia e cronaca e In giro, infatti, tracciano una mappa dettagliata di luoghi ed eventi che dalla piccola realtà pugliese sconfina al di fuori dell’Italia. È così che Tempesta ci guida dalla sua natale Bitonto, raccontandoci di quella volta in cui la neve squarciò il tendone del circo, fino alle lontane Auschwitz e Birkenau, da Gallipoli a Malta passando per l’Abruzzo. Ne Incontri memorabili, la terza area, l’autore muta in biografo, raccontando alcuni tra i numerosi incontri con personaggi della cultura, della politica e dello sport. La lente però è sempre presente, e così dal particolare ci si allontana collocandosi al di là di spazio e tempo per vedere uomini come Aldo Moro e Giovanni Modugno, senza frontiere, liberi nel loro pensiero. Degna di nota, infine, è la quarta sezione Fra la Puglia e i teatri attrazione quasi fatale, nella quale attraverso storie inedite disegna un itinerario tra i teatri pugliesi dal Petruzzelli fino al “Traetta” di Bitonto. Sicuramente, oggi, molte realtà dei luoghi e tempi raccontati da Pasquale Tempesta sono cambiate il bello d questa opera sta proprio nel suo fine, dimostrare che l’anima di questi luoghi e di questi ricordi è rimasta la stessa e che basta un sapore, un odore per rievocare alla mente ricordi solo all’apparenza sopiti. © Riproduzione riservata

Autore: Daniela Bufo
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