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Ex Preventorio, esposto alla Corte dei Conti per gli sprechi Dopo la destinazione alla “Lega del Filo d'oro” ricorso alla magistratura
15 giugno 2004

Sedici anni di mancato utilizzo della struttura “Preventorio” (nella foto), dodici miliardi di ex lire spesi per continue ristrutturazioni, modifica della destinazione rispetto a quanto previsto dalle leggi regionali, configurano un rilevante spreco di denaro pubblico. Sono queste le motivazioni che hanno spinto i movimenti civici “Riscatto della città – Politica Nuova – Ambientalisti” ad inoltrare alla Procura della Corte dei Conti il 15 maggio scorso, un esposto denuncia, affinché si indaghi sulla sussistenza d'ipotesi di reato e individuati gli eventuali responsabili. Nella denuncia vengono evidenziati una serie di fatti. Nell'88 la Regione nell'ambito del piano ospedaliero stanziò: 10 miliardi di vecchie lire per la ristrutturazione della struttura con destinazione a Centro di Riabilitazione, 2 miliardi di vecchie lire per la costruzione su altro suolo di una casa di riposo per anziani. Sulla base di ciò l'ex Direttore Generale dell'Asl BA/2, Cannone, spese 300 milioni di vecchie lire per un progetto di ristrutturazione del “Preventorio”. Nel 2002 con la legge regionale sul Riordino Ospedaliero stabiliva la destinazione della struttura di “via Terlizzi” a “RSA” e Attività di riabilitazione estensiva ambulatoriale, semiresidenziale e residenziale. Dopo due anni di silenzi, si prospettò la destinazione della struttura alla associazione “Lega del filo d'oro”. Su tale proposta si espresse il Direttore Generale dell'Asl, sulla base di due constatazioni: mancata utilizzazione del “Preventorio” come Rsa, il deperimento della funzionalità e dell'integrità della struttura e lo spreco del denaro pubblico derivante. A seguito di ciò, con una petizione popolare di 5mila firme raccolte nel 2003, i movimenti civici firmatari della denuncia, chiesero formalmente alla Regione di attivare quanto previsto dalla legge regionale e contestò l'ipotesi della nuova destinazione, sia perché non prevista dal Piano regionale, sia perché avrebbe comportato una ulteriore ristrutturazione del “Preventorio” e quindi altre risorse pubbliche. Inoltre si suggeriva all'ente regionale di prendere in esame l'ipotesi di destinare la struttura “Apicella” per il “Filo d'oro”, sulla quale la Provincia stava elaborando un progetto similare. L'iniziativa e le proposte dei movimenti civici, non hanno sortito nessun effetto e la Regione è andata dritta per la sua strada: niente più Rsa e via libera alla “Lega del Filo d'oro”. Da qui la denuncia alla Corte dei Conti, affinché quest'ultima accerti gli eventuali reati sullo spreco di denaro pubblico. Francesco del Rosso francesco.delrosso@quindici-molfetta.it
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