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Entro aprile il piano delle coste per la difesa e il rilancio delle spiagge libere
15 febbraio 2014

Spiaggia libera sul Lungomare, tutela di Torre Calderina e regolamentazione per l’uso privato della costa. Finalmente anche Molfetta avrà un piano delle coste, dopo quasi un decennio di blackout amministrativo. L’ultimo piano approvato, infatti, risaliva al 2004, amministrazione targata Tommaso Minervini. Poi più nulla, malgrado sulla base del P.R.C (Piano Regionale coste) i Comuni avevano l’obbligo di adottare entro il 31 dicembre 2013 i Piani Comunali delle Coste (P.C.C). Grazie alla proroga concessa dalla Regione (non rispettare la scadenza avrebbe voluto dire incappare in una procedura sostitutiva) l’amministrazione di centrosinistra guidata da Paola Natalicchio ha potuto reimpostare un’azione protesa a coprire le mancanze del passato. Con una delibera della Giunta Comunale del 15/1/14 è stato affidato al settore Territorio del Comune nella persona del dirigente, l’architetto Sabina Lenoci, l’incarico di redigere il piano comunale delle coste. Il piano dovrà essere consegnato entro il 10 aprile 2014. La notizia è stata confermata a “Quindici” dall’Assessore all’urbanistica e ambiente Rosalba Gadaleta: “abbiamo agito in modo tempestivo, visto che i tempi erano strettissimi. Ci è sembrato doveroso non perdere tempo”. In questo modo si cercherà di affrontare al meglio la stagione estiva, avviando anche un’azione di concerto con la Regione Puglia, senza trascurare gli strumenti della democrazia partecipativa, come Agenda XXI. Il nuovo piano delle coste dovrà prevedere la zonizzazione, il ripristino dell’assetto costiero e regolare gli insediamenti balneari, restando comunque in simmetria con il piano regionale. Sono due i parametri tecnici che dovranno essere tenuti presenti per la classificazione delle fasce costiere: l’analisi della criticità dell’erosione e l’analisi della sensibilità ambientale. Sono 9 i gradi di tutela che fungono da riferimento normativo per tutti i Comuni (frutto del meccanismo di incrocio dei differenti livelli di criticità all’erosione e di sensibilità ambientale): le zona che hanno un basso livello saranno privilegiate per le nuove concessioni, mentre quelle che hanno un alto livello saranno escluse da queste. Il Piano delle coste di Molfetta per lunghissimo tempo è stato un criptico e insondabile oggetto misterioso che l’Amministrazione di centrodestra di Antonio Azzollini si è affrettata subito, pigramente, a riporre in soffitta. Eppure la situazione delle coste molfettesi non è delle più felici. Nel corso degli anni Quindici ne ha parlato più volte. Se ogni molfettese si recherebbe in una spiaggia libera potrebbe occupare una superficie disponibile a dir poco lilipuziana: appena 4 cm! Infatti su 11.225 metri di costa, appena 3mila metri sono accessibili ai bagnanti e di questi il 30% è stato ipotecato ai privati mediante concessione demaniale. Nel 2004 l’intervento sopra citato, dell’amministrazione Tommaso Minervini, con un un vincolo ben preciso: non meno del 60% della costa dev’essere libera e di gratuita fruizione per i cittadini. Poi il nulla dell’Azzollini’s age e adesso la speranza che qualcosa possa cambiare. Occhi tutti puntati sull’atteso piano che dovrebbe prevedere la salvaguardia delle coste, la regolamentazione dell’uso privato e la valorizzazione dell’area pubblica. Tra le novità più significative dovrebbe esserci il ritorno dei bagnanti sul lungomare. E’ allo studio infatti, l’attivazione dell’area urbana di balneazione con la spiaggia libera del lungomare. Il provvedimento potrebbe avere dei risvolti pratici assai significativi rendendo un servizio ai cittadini impossibilitati a ricorrere all’utilizzo dell’automobile, fungendo da attrattiva turistica e permettendo di dare respiro alle poche spiagge libere cittadine già presenti, nei mesi estivi sempre gremite. L’amministrazione è inoltre in azione per la tutela di Torre Calderina e per reperire i fondi necessari alla realizzazione del progetto, cercando di muoversi tramite diversi canali di finanziamento previsti a livello regionale. Nel piano si cercherà, quindi, di promuovere obbiettivi di tipo naturalistico e di protezione e verifica delle condizioni di difesa delle coste dall’erosione marina. Ad Aprile ne sapremo di più, non dimenticando ancora una volta l’avvilente e inquietante punto di partenza, non solo penalizzante per l’amministrazione Natalicchio ma per tutta la comunità: quello del nulla assoluto

Autore: Onofrio Bellifemine
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