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Elezioni: centrodestra tiene ma non festeggia, Tommaso Minervini in bilico? Europee: Uniti nell'Ulivo primo partito. Provinciali: eletti Cives (Margherita) e Zaza (rifondazione comunista)
15 giugno 2004

Centrosinistra in crescita e vincente, arretramento del centrodestra e crollo di Forza Italia. Il passaggio elettorale ci consegna una Puglia non più feudo del centrodestra con alcune eccezioni, tra cui Molfetta. Nella nostra città il centrodestra mantiene le posizioni delle politiche e comunali del 2001, sia come coalizione sia nei rapporti di forza tra i partiti. Ancora una volta Molfetta è stata generosa verso l'on. Amoruso che ha incassato il favore di oltre il 60% dei molfettesi, con punte anche del 70% in alcune zone di Ponente, dove si sono scontrati i professionisti delle preferenze: Amato, De Robertis, Palmiotti, Tammacco, contro i quali i candidati del centrosinistra hanno fatto un'onorevole battaglia di contenimento, contribuendo alla mancata elezione degli avversari. Nulla di nuovo, da quelle parti il consenso è sempre andato verso chi si dimostra più “mandarino” degli altri. Ma il potere e le disponibilità condizionanti della “local governance” nulla hanno potuto contro il vento del cambiamento che ha soffiato forte su tutta la Puglia e in particolare su Bari e Provincia, con l'elezione al primo colpo dell'accoppiata Emiliano-Divella. Quindi a Molfetta nonostante la valanga di voti, i candidati del centrodestra sono rimasti tutti al palo. E' il caso di dire: “Anche i ricchi piangono”. Mentre l'ottima prestazione della Margherita e Rifondazione ha permesso l'elezione del dott. Domenico Cives e di Antonello Zaza. Se i partiti della lista Uniti nell'Ulivo avessero confermato gli stessi voti dell'urna europea, sicuramente anche il consigliere uscente Gianni Mastropierro ce l'avrebbe fatta. Mentre l'on. Amoruso (nella foto) è rimasto deluso perché malgrado l'alto numero di voti non è riuscito a diventare presidente della Provincia, presidenza che è andata al candidato del centro-sinistra, Vincenzo Divella. Centrodestra, la crisi dietro i numeri Il responso provinciale ci mostra una città saldamente in mano al centrodestra, con gli stessi rapporti di forza di tre anni fa. Un dato che potrebbe far felice il sindaco, Tommaso Minervini, poiché non è cambiato nulla, verrebbe meno ogni pretesa di verifica. Ma queste elezioni dovevano essere l'occasione di per placare i “mal di pancia” e gli appetiti, invece l'occasione è sfumata ed ora le cose potrebbero complicarsi. Oltre alle situazioni critiche maturate nell'ultimo anno, si sommeranno le frustrazioni e la rabbia dei mancati eletti. I partiti della Casa delle Libertà hanno un gran voglia di buttare a mare il progetto civico che tiene in sella Tommaso Minervini. Nel mirino gli assessori: Uva (Urbanistica), Mezzina (sponsorizzata da Angione) e Nappi. Inoltre monta la diffidenza verso quelli del “Nuovo Psi”, che potrebbero passare da ala sinistra del centrodestra, ad ala destra del centrosinistra. Ma nessuno ha la stoffa e l'autorevolezza d'imporre al sindaco una verifica, (l'anno scorso una richiesta del genere fu avanzata dal costituente Udc ma nessuno la prese sul serio), tutti aspettano le mosse del sen. Azzollini. Nella maggioranza di centrodestra il clima del dopo-voto è da fine dell'impero o da vigilia di una svolta, dagli esiti che potrebbero essere traumatici. Addirittura, in caso di rottura tra il senatore e il sindaco, qualcuno azzarda il voto anticipato e quindi tra 12 mesi elezioni regionali e comunali insieme, con un esponente della famiglia Azzollini candidato sindaco per la sola Casa delle Libertà. Centrosinistra, prove tecniche di rimonta Naturalmente è grande la soddisfazione nel centrosinistra per la conquista di due seggi alla Provincia, anche se frutto più di un evento esterno che di una rimonta. I numeri dicono che il vento della riscossa ha solo sfiorato la nostra città. Dal responso europeo la lista Uniti nell'Ulivo (Margherita-Ds-Sdi) con i 7.341 (25,99), si scopre il primo partito, ma il centrosinistra non va oltre il 40,49%, che diventa 36,65 alle provinciali. Quest'ultimo è un dato incoraggiante rispetto al 28,62% delle comunali del 2001, ma ancora insufficiente per una prospettiva vincente. Solo la Margherita e Rifondazione hanno tirato la carretta, Sdi, Verdi e Udeur hanno solo raccolto i voti dei fedelissimi, mentre il 6,56% dei Ds è solo un timido segnale d'incoraggiamento. Cifre che non bastano ed è difficile pensare che tra due anni, se non prima, i numeri potrebbero essere diversi. A questo punto la questione d'andare oltre la formula Ulivo+Rifondazione si pone al centro del dibattito nel centrosinistra, considerando che dall'altra parte ci sono soggetti che, almeno nell'idealità di fondo, si riconoscono in un'identità progressista. In attesa di un'altra primavera Anche se i numeri elettorali continuano da essere favorevoli al centrodestra, sottotraccia emergono indicazioni di tendenza. Il 36,65% rispetto al 28,62 è un'inversione di tendenza e quindi lo stato depressivo in cui era caduto il centrosinistra dopo la batosta delle comunali, sembra aver toccato e superato la fase più acuta. Ma soprattutto è l'elezione dei due consiglieri l'elemento importante. Questo fatto sta provocando una serie di effetti positivi: timidamente sta montando l'interesse, la voglia di mettersi in gioco, di partecipare di coloro che negli ultimi anni si sono rifugiati nel privato, forse in attesa di un segnale che il cambiamento è possibile, che un'altra primavera a Molfetta è possibile. Come spesso “Quindici” ha scritto negli ultimi tre anni, al centrosinistra serviva una scossa esterna e con le provinciali, la scossa è arrivata. Il vento del cambiamento che ha strapazzato il centrodestra in tutta la Puglia, non tarderà a passare dalle nostre parti con i primi segnali di decomposizione del blocco di potere che occupa la città. Al centrosinistra spetta ora, con lungimiranza ed intelligenza, creare ed accelerare gli eventi. Francesco del Rosso francesco.delrosso@quindici-molfetta.it
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