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Eletto, con qualche polemica, il coordinamento del Partito Democratico di Molfetta Lista “bulgara” di 40 nominativi e inutilità delle Primarie. Protestano alcuni iscritti
11 febbraio 2008

MOLFETTA - Non è cominciata nel migliore dei modi l'assemblea per l'elezione del Coordinamento del Partito Democratico a Molfetta nella nuova sede del partito in via Margherita (nella foto, la sede: sulla soglia, il portavoce Giovanni Abbattista). Alla fine è stata votata per acclamazione una lista di 40 nominativi, tutti coloro che avevano presentato la propria candidatura e che, in pratica, conteneva tutte le componenti del nuovo partito che, ricordiamo è nato dalla fusione della Margherita e dei Ds. Per evitare rischi e sorprese, come è avvenuto in passato, si è cercato di evitare di arrivare alle Primarie, proponendo un insieme di nomi, ma che, in realtà era una specie di lista bulgara, bloccata, ma rappresentativa di tutte le componenti. Una soluzione a metà strada tra il Manuale Cencelli (di democristiana memoria) e il Centralismo democratico (un'eredità del Pci). La paura era anche quella di contarsi e dover verificare che alcuni candidati ottenendo più voti degli altri, potessero rivendicare posizioni di privilegio. Questo metodo non è piaciuto ad alcuni iscritti che hanno protestato perché non rispondeva ai criteri di partecipazione e democrazia e non permetteva loro di votare. Già il fatto di escludere dal voto chi non aveva partecipato alle primarie del 14 dicembre, non è piaciuto a molti. L'altro pasticcio è stato quello di garantire l'elettorato passivo, ma non quello attivo. In pratica, chi non aveva votato alle primarie, poteva candidarsi ed essere eletto, ma non votare. Momenti di tensione ci sono stati quando un iscritto ha chiesto di candidarsi oltre ai 40 candidati già presentati. Per evitare le primarie e quindi lasciare libera scelta agli elettori, il nuovo candidato è stato inserito al posto di uno dei 40 che ha rinunciato. Eletto per acclamazione il coordinamento, è stata fissata per domani la prima riunione per l'elezione, all'interno dello stesso organismo del coordinatore, che secondo le voci più accreditate dovrebbe essere l'attuale portavoce avv. Giovanni Abbattista, il quale a conclusione dell'assemblea ha dichiarato: “La scelta di procedere in questa direzione, assunta sostanzialmente all'unanimità dall'assemblea, dimostra la coesione e l'unità di intenti di un partito che è riuscito con successo a costruire, in questi mesi, una sintesi nobile tra storie, culture e vissuti diversi, e che si accinge ad affrontare le sfide che ci sono davanti con entusiasmo e consapevolezza dello straordinario contributo che può dare al rinnovamento stesso della politica a Molfetta. Il buon esito della fase di radicamento sul territorio del PD, che ormai è giunta a conclusione, è ancora più importante se visto alla luce degli importantissimi appuntamenti che ci vedranno, tra poche settimane, impegnati nelle competizioni elettorali per scegliere quale Governo dare al nostro Paese e quale amministrazione alla nostra città. A nessuno sfugge, ovviamente, la delicatezza dei passaggi che ci apprestiamo ad affrontare. Sotto quest'ultimo profilo è sempre più diffusa la consapevolezza che Molfetta vive una vera e propria crisi delle dinamiche di raccolta del consenso dovuta alla concentrazione di poteri (politico, economico, amministrativo) nelle mani di una sola persona. Questo dato di fatto rappresenta una assoluta anomalia nel quadro politico locale dal momento che condiziona pesantemente il regolare confronto democratico, determinando distorsioni evidenti. La gestione assolutistica del potere da parte del Sindaco/Senatore, a quanto risulta dalle voci di corridoio intenzionato a perpetuare il cumulo degli incarichi candidandosi ancora una volta sia al Parlamento che al governo della città, viene vissuta con disagio ed imbarazzo anche all'interno della stessa maggioranza. A partire da oggi, il Partito democratico intende svolgere fino in fondo il proprio ruolo con coraggio e senso di responsabilità per rendere possibile un cambiamento di cui Molfetta ha enorme bisogno, mettendo al centro della discussione una idea diversa di città, un modo nuovo di fare politica, alternativo a quello che il Sen. Azzollini incarna. Su questo, su un progetto che parta dai bisogni reali della città e dalle risposte concrete da darvi, chiediamo a tutte le forze politiche, sociali e dell'associazionismo di questa città, ma anche a tutti quei cittadini che condividono questa analisi, di avviare un confronto che, senza steccati o pregiudizi di sorta dovuti a schematismi ormai obsoleti, porti a costruire una nuova stagione amministrativa. Il Partito Democratico, già nei prossimi giorni, si assumerà responsabilmente il compito di operare in tale direzione per rendere concreta questa prospettiva”. Si chiude così questa brutta pagina del Pd, non certo esaltante a livello di immagine per un partito che si presenta in modo nuovo, ma ha paura di contarsi e di aprirsi all'esterno e ha preferito garantire la nomenclatura. Un atteggiamento comprensibile, ma non giustificabile, che ci auguriamo rappresenti l'ultima nota negativa di un partito nel quale molti ripongono le proprie speranze di rinnovamento della politica in Italia e a Molfetta. In questa giornata nera c'è stato un lampo di sole: la decisione di abbattere tutti gli steccati (esterni) e le preclusioni verso gruppi o persone singole. A tal proposito verrà presentato un progetto politico attorno al quale aggregare tutti i partiti e i sindaci stanchi di Azzollini e decisi a riconquistare la città. Molfetta si accinge, perciò, a vivere una nuova stagione politica, come è avvenuto nel 1994 fa quando venne realizzato movimento politico “Il Percorso” che raccolse consensi trasversali sotto lo slogan “Restituire la città ai cittadini”. A distanza di quasi 15 anni il Partito Democratico torna al principio ispiratore di quello slogan e si fa promotore di un radicale rinnovamento che superi gli schieramenti con l'obiettivo di un rinnovamento integrale della politica e del modo di fare politica. I 40 NOMI DEL COORDINAMENTO PD Questi i nomi dei membri del Coordinamento del Circolo di Molfetta del Partito Democratico: Abbascià Grazia, Abbattista Giovanni, Altomare Cosimo, Amato Tommaso, Angeletti Damiano, Bartoli Maria, Bovenga Francesco, Binetti Tobia, Calvani Giulio, Capurso Pietro, Carlucci Franca, Corrieri Martina, De Bari Vito, De Candia Giuseppe, De Candia Marianna, De Dato Onofrio, De Gennaro Ignazio, Del Rosso Olimpia, De Palma Pasquale, Di Molfetta Michele, Facchini Nicoletta, Farinola Michele, Favuzzi Domenico, Fiumefreddo Valentina, Gadaleta Laura, Losito Onofrio, Mastropierro Assunta, Mastropierro Giambattista, Mezzina Antonio, Minervini Francesca, Minervini Gianfranco, Mirto Damiana, Natalicchio Michele, Panunzio Mauro, Picca Pietro, Salvemini Maddalena, Scherza Gaetana, Solimini Annalia, Tatulli Raffaele, Tedesco Nicolò. Fanno parte di diritto del Coordinamento: Altomare Annalisa, Cives Domenico, De Nicolo Pietro, Minervini Guglielmo, Sallustio Nino, Salvemini Mino, Spadavecchia Enza. Sono stati poi eletti dall'Assemblea di Circolo come delegati all'Assemblea Provinciale del Partito Democratico: Amato Oronzo, Mancini Angela, Pacifico Patrizia, Roselli Paolo, Valente Angela, Zelano Saverio. Ulteriori notizie e approfondimenti nello SPECIALE ELEZIONI all'interno della rivista mensile QUINDICI in edicola alla fine della settimana.
Autore: Felice de Sanctis
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MI SA CHE SI STA FACENDO UN PO DI CONFUSIONE! Prima di tutto bisogna scindere i due episodi che si sono verificati. Da una parte ce stata la richiesta di un partecipante all'assemblea di sotoporre i nominativi del direttivo al voto ( ed è del tutto legittimo); Daltra parte bisogna sottolineare l'evento di Democrazia che è avvenuto e che non è mai stato messo in discussione. Lo sottolinea il fatto stesso che la proposta del partecipante a cui facevo riferimento è stata messa in discussione e in votazione, ED E' PER VOTAZIONE DEMOCRATICA CHE LA SUA PROPOSTA E STATA RESPINTA. Quindi che questo sia un partito nuovo e democratico è evidente, percè questo stesso fatto ha un valore democratico e nuovo; la possibilità di poter dire la propria senza nessun "limite" e vincolo non so se veniva visto di buon occhio dai partiti di vecchio stampo. E fa bene il sig. Saverio Petruzzella a ricordare che l'atmosfera era di euforia e di massima partecipazione democratica, lo sottolinea anche il numero dei partecipanti all'assemblea (altro che antipolitica) del resto la giornata non è stata solo caraterizzata da questo avvenimento ma anche da una discussione politica molto ma molto interessante e gioiosa. Quindi cerchiamo di scindere gli avvenimenti e di valutare la giornata nel suo complesso. Per quanto riguarda le candidature si potevano presentare fino a lle dieci(se non erro) quindi se il signore che ha dissentito aveva voglia di candidarsi lo poteva fare nei termini previsti dal regolamento e non presentarsi in tarda ora e rivendicare un qualcosa che il regolamento non prevede. Ciocia Fabio

Poichè noto che "il gusto della polemica" ormai è diventato il "sale della nostra democrazia" voglio precisare alcuni aspetti formali che il sottoscritto era chiamato a garantire. 1) L'unica persona per regolamento abilitato ad raccogliere le candidature era il sottoscritto. 2) Il sottoscritto per una intera settimana, sacrificando anche ore al proprio lavoro, era presente in sede per raccogliere candidature ed in alcuni giorni se non presente perchè fuori sede per motivi professionali ha sempre garantito la presenza di un suo delegato nella persona di Franco Tatulli 3)Alle ore 09.00 del 10.08.2008 ora ultima (secondo regolamento)per la presentazione di candidature le stesse erano in numero 40 per il coordinamento locale e 6 per quello provinciale 4) Dopo le ore 09.00 Pietro Capurso presentava una sua candidatura, il sottoscritto gli evidenziava che la stessa era in ritardo ma che per evitare polemiche varie ed inutili si accettava la stessa che diventava quindi la 41^ candidatura. 5)A questo punto Franco Tatulli decideva di ritirare la propria candidatura per evitare per un solo candidato tutto l'impegno legato all'organizzazione di una giornata elettorale. 6) Preso atto di questo e verificato che il numero dei candidati era uguale al numero max degli eletti si sottoponeva al voto DEMOCRATICO dell'Assemblea (circa 120 persone) la necessità o meno di procedere ad una votazione in cui anche il candidato con 0 voti sarebbe comunque entrato tra gli eletti. 7) Questa votazione si concludeva nel seguente modo: Favorevoli a procedere comunque alle primarie: 2 Astenuti: 5 Favorevoli a non procedere alle primarie:il resto dell'assemblea. 8)Come avvenuto in altri comuni della Provincia ho proceduto alla nomina degli eletti per acclamazione assembleare. 9)Confermo che Lella (Maddalena) Salvemini in sede assembleare e pubblicamente mi annunciava le sue dimissioni dal Coordinamento perchè non d'accordo con il metodo utilizzato. La stessa in data successiva ha inviato per iscritto le stesse. Questa sera alle ore 19,30 il coordinamento si riunisce per convincere Lella a ritirarle ed eventualmente ratificarle se tale tentativo (come io non spero) andrà a vuoto. Questa è la parte formale che spetta al sottoscritto, volutamente non entro nell'aspetto politico dove la sede più propria per discuterne è la sede del Partito Democratico in Via Margherita di Savoia, aperta tutte le sere a chiunque. Mi scuso per il lungo post, ma non è stato facile sintetizzarlo. Resta la mia personale grande stima verso le due persone che hanno votato contro che conosco da anni come persono che hanno nel loro DNA un alto senso della democrazia. Michele Natalicchio


Io c'ero all'evento di domenica scorsa e posso dire che non c'è stata alcuna polemica (al contrario di quel che dice il dr. De Sentis), anzi l'atmosfera era di euforia e di massima partecipazione democratica. Quello che è successo, a mio parere, è stata solo una piccola e chiara provocazione (e ci mancherebbe che mancasse in un momento di partecipazione aperto a tutti). Per la cronaca: un'ora prima della votazione, si poteva candidare chiunque; la persona autrice della provocazione ha richiesto una conferma della sua candidatura (risultata mancante) durante l'assemblea circa alle ore 11,00 (dopo il termine ultimo per le candidature e affermando di esser lì avendo rinunciato al suo momento di relax domenicale in maneggio). Poichè nel momento delle elezioni, cioè dopo una'ora di assemblea in cui ci si poteva candidare e all'inizio delle votazioni, il numero dei candidati corrispondeva a quello degli eleggibili, non ha avuto più senso votare, per cui si è deciso, democraticamente in sede di una assemblea aperta a tutti, di proclamare il coordinamento per acclamazione. Come testimone, che a differenza del maneggio ha perso una messa domenicale ed un altro evento di tipo religioso, evidenzio la grande democrazia nella partecipazione al nuovo movimento (non sono mai stato in politica) e la cosa mi ha fatto notevolmente piacere. Come vede Dr. De Santis, per evitare di adombrare la sua buona fede, la invito a rettificare il suo articolo che, onestamente, dopo aver letto altri articoli, mi è sembrato (per la prima volta da quando frequento questo sito) tendenzioso. Prof. Saverio Petruzzella



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