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E liberaci dalla rassegnazione. La teologia della pace in don Tonino Bello Un libro di Alessandro D’Elia, edizioni “la meridiana”
15 ottobre 2000

«Se è vero che la teologia, proprio per quel suo essere luogo di incontro tra le provocazioni di Dio e quelle della storia, deve organizzare l’impianto dei suoi interessi attorno all’ordine del giorno che le pone il mondo, c’è da concludere che, oggi come non mai, essa è chiamata ad avvolgere il suo filo conduttore attorno al pilastro dottrinale della pace». Così scriveva don Tonino Bello, nel 1988, per introdurre una collana sulla teologia della pace dal titolo Percorsi… di teologia della pace. Proprio all’interno di questa collana oggi le edizioni la meridiana pubblicano un volume di Alessandro D’Elia dal titolo E liberaci dalla rassegnazione. La teologia della pace in don Tonino Bello (pp. 152, L. 25.000). Il libro tenta di rispondere al bisogno, da più parti avvertito, di avere tra le mani un testo che raccolga in maniera sistematica i numerosi, affascinanti ma anche frammentari spezzoni di teologia della pace che fanno di don Tonino un testimone più che un teologo. Interpellato dagli eventi storici e soprattutto da coloro che subiscono violenza e oppressione nella storia e dalla storia, don Tonino aveva fatto della costruzione della pace la sfida più importante per i cristiani del nostro tempo. Alessandro D’Elia nel suo lavoro evidenzia come la teologia della pace in lui si ponga non come elaborazione teorica ma come studio di metodi e strategie conformi al Vangelo e capaci di rappresentare un’alternativa valida all’uso della violenza tanto nei vissuti quotidiani di ciascuno di noi quanto nei grandi scenari internazionali. Non è possibile però trovare, negli scritti di don Tonino, un trattato organico a proposito. La sua riflessione teologica, che parte da precise fonti (la letteratura sapienziale e profetica, i salmi, il Vangelo) e dalle riflessioni di Teilhard de Chardin, Karl Barth, Dietrich Bonhoeffer, Italo Mancini, Giacomo Lercaro, Giorgio La Pira, Ernesto Balducci, non è classificabile secondo gli schemi classici e accademici. Quella di don Tonino non è neanche un’indagine speculativa bensì una voce ricca di intuizioni profetiche che si confronta con la storia, con la vita concreta e con problematiche socio-culturali. Nella teologia della pace di don Tonino si avverte non soltanto un chiaro e netto superamento della teoria della guerra giusta, ma soprattutto l’individuazione di un modello strategico di pace: la difesa popolare nonviolenta. Per lui, infatti, la pace non è tanto “utopia”, ossia luogo immaginario e inesistente, quanto “eutopia”, ossia spazio effettivo e reale da realizzare perché entra nell’ordine delle possibilità storiche. Sicuramente l’eutopia della pace che don Tonino continua a proporci, anche attraverso questo libro, rappresenta un contenuto scomodo, che tuttavia egli ha offerto con coraggio profetico a tutto il popolo cristiano, accettando di pagare personalmente un prezzo di incomprensioni e sofferenze: anche per questo può rappresentare una sfida fondamentale per la Chiesa del nuovo millennio. Elisabetta Ierimonti Il volume è disponibile in libreria o può essere richiesto direttamente alla casa editrice (telefax: 080/3346971-3340399; e-mail: edizioni@lameridiana.it).
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