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E alla fine “Il Vicario” andò in scena Dopo la “censura” operata dai Salesiani che avevano negato il loro teatro due giorni prima dello spettacolo
15 luglio 2005

E' ormai da anni che il gruppo teatrale del Liceo scientifico “Einstein”, diretto dal prof. Ragno, porta in scena opere provocatorie, che si propongono di comunicare un messaggio impegnato, schierato: di fronte alla sofferenza, la rassegnazione non è mai la risposta. “Il Vicario” di Rolf Hochhuth (rappresentato al teatro Odeon di Molfetta il 16 maggio scorso, e poi al teatro comunale “Umberto I” di Bitonto, in occasione della rassegna “Sipario@scuola”, il 6 giugno), è un dramma che ruota attorno a due apparati di potere, la macchina nazista e la diplomazia del Vaticano, e racconta la lotta di due uomini contro la deportazione degli ebrei. Da una parte c'è Kurt Gerstein (storicamente esistito, chimico e ufficiale delle SS), che rifornisce i campi di sterminio del terribile veleno Zyklon B. Dall'altra Riccardo Fontana (dietro cui si adombra la figura di padre Kolbe), giovane gesuita, personificazione dei preti cattolici che ebbero il coraggio di schierarsi apertamente contro la ferocia dei nazisti e l'omertà di tutti gli altri. L'intero lavoro, spingendosi oltre la dimensione storica in cui è collocato, vuole essere una metafora sui silenzi della nostra società; l'indifferenza, l'egoismo, sono minacce che ancora oggi, in forme diverse, mettono a rischio l'esistenza autentica degli uomini. L'opera va letta in questa prospettiva; noi, giovani del gruppo teatrale, siamo convinti dell'universalità del testo di Hochhuth, che propone un atteggiamento critico nei confronti della storia e della vita, fondato sull'etica della responsabilità. Rappresentare “Il Vicario” è stato per noi un lavoro faticoso, costruito settimana dopo settimana, prova dopo prova. Eppure, la nostra esperienza a teatro ci ha permesso di acquisire sicurezza, autoconsapevolezza e fiducia nelle nostre capacità. Abbiamo imparato a fare delle scelte controcorrente e ad avere il coraggio di portarle al termine. L'ansia del palcoscenico, la paura di balbettare sulla scena e di dimenticare tutto, sono solo il prezzo modico da pagare per crescere. Per trasmettere dei valori: Kurt Gerstein e Riccardo Fontana sono, per noi, due eroi della non-rassegnazione, che levano la voce contro un'umanità malata e vuota. Giovanni La Forgia
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