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Corso Umberto I, una sfida da vincere per il bene comune di Molfetta Il 'responso' dell'incontro organizzato ieri dall'associazione 'Molfetta Shopping' ha messo in luce pro e contro del progetto di riqualificazione della zona centrale dando voce ad un confronto tra amministratori, commercianti e cittadini. La maggioranza dei negozianti a favore del restyling ed entro Natale si deciderà se continuare a puntare su un'opera che costerà 6 milioni di euro.
15 novembre 2010

MOLFETTA – Numerosa e interessata la platea che ieri, nella sala Finocchiaro della Fabbrica di San Domenico di Molfetta, ha assistito al secondo appuntamento, "Prospettive e sviluppo del commercio urbano in relazione al progetto di riqualificazione del quadrilatero commerciale" dove si sono avvicendate le delucidazioni dei progettisti, di alcuni amministratori e delle varie associazioni di commercianti per discutere sempre più nel dettaglio quale sarà la nuova immagine del corso cittadino. Nel confronto finale con il pubblico presente sono venuti a galla nuovi, o forse antichi nodi non ancora sciolti, che hanno ricordato errori amministrativi passati che non devono ripetersi e soprattutto bloccare la sfida che la città deve affrontare per rimettersi a lucido e recuperare anni trascorsi nel dimenticatoio più totale.
Moderatore della manifestazione, Michele Palombella, che ha dato la parola ai rappresentanti politici e delle associazioni di categoria presenti.
«Il problema di rilanciare il marketing urbano – ha iniziato Corrado Minervini, presidente di zona Unimpresa – è una partita iniziata dal 2000 quando la città si trovò a doversi confrontare con le realtà della grande distribuzione, come l’Outlet e l’Ipercoop della zona Asi, che favorì il graduale abbandono della città da parte della gente. Il punto di forza delle‘città virtuali’ sono i parcheggi, un deficit mai contrastato per favorire l’accesso al centro con i relativi vantaggi economici, sociali e di vivibilità. L’attuale crisi non sta facendo altro che peggiorare le cose – precisa – C’è quindi bisogno di interventi che diano ossigeno al settore connesso poi all’indotto occupazionale. Solo la specializzazione e l’innovazione, ovvero il nostro distinguerci, resta l’unica possibilità di sopravvivere. Mi auguro che il Comune ci venga incontro».
I parcheggi, diceva Minervini, un tema ricorrente nei vari interventi che ha scoperchiato le lacune gestionali dell’amministrazione essendo la prima opera da fare, molti anni fa, e che ovviamente si ripropone come elemento indispensabile per attrarre e far accedere un flusso crescente di visitatori in città. Progetti al riguardo, con strutture vicino al centro, ne sono stati fatti ma mai realizzati ed ormai è impensabile di riproporli per ilo maggior numero di veicoli circolanti che a volte paralizzano molti punti nevralgici di Molfetta.
Tutto ciò a fronte di uno sviluppo edilizio fiorente e di un crescente predominio della zona commerciale: possibile che osservando col tempo la crisi del complesso economico urbano non si sia riusciti a costruire almeno un parcheggio?

LE VOCI ISTITUZIONALI
Portavoce dei progettisti, l’ingegnere Rocco Altomare, dirigente del settore territorio del Comune, e  l’architetto Orazio Lisena che hanno chiarito soprattutto l’obbiettivo di rilanciare, l’intera città partendo dal centro, analizzando poi punti progettuali, architettonici e canoni estetici scelti.
«Intervenire su una delle zone più importanti di Molfetta – ha iniziato l’ingegnere - non vuol dire trascurare il resto della cittadina. Abbiamo individuato un quadrilatero di riferimento (Corso Umberto I, piazza Principe di Napoli, Corso Margherita di Savoia, via Vittorio Emanuele, via Baccarini, via de Luca, via XX settembre e via Bari) come start della ristrutturazione in un quadro più generale che dalla spina dorsale abbraccerà  l’abitato dalla ferrovia fino al mare e alle zone periferiche.
L’operazione non sarà semplice soprattutto per salvaguardare, innestare e rivalutare quelle parti storiche e più antiche
in un luogo trascurato e lasciato a se stesso da tempo. Daremo a questi elementi storici una funzione ed una visibilità che prima non avevano. Lo stesso vale per il verde e la chiesa senza facciata.
Per il deflusso delle acque sarà posizionato un tronco di fogna bianca nel sottosuolo- continua - mentre per evitare le ‘inondazioni’ delle piogge ci saranno caditoie longitudinali e trasversali lungo il percorso che secondo i nostri calcoli riusciranno a far defluire i fiumi di acqua piovana anche nel peggiore dei casi.
Sottolineo che lo scopo è riqualificare e non ristrutturare lo spazio urbano. Vogliamo creare una lunga piazza serena, senza rumori e smog. Invito chiunque ad interagire con suggerimenti utili a migliorie di ogni genere; abbiamo bisogno della vostra partecipazione. A Natale avremo il progetto definitivo».
La risposta sul deflusso delle acque piovane si basa su calcoli e non su un modello in scala che simuli un evento del genere, la discesa di acqua lungo il corso, dando maggiore sicurezza al riguardo, come da tempo si opera nel campo dell’ingegneria idraulica.
In concreto l’opera, se si farà, porterà a una zona salotto, una dedicata al passeggio con dei piccoli cambiamenti rispetto al disegno iniziale.
Lisena si è soffermato sui cambiamenti che saranno attuati all’attuale veste data a Molfetta dall’architetto De Judicibus nel 1862 quando sentì l’esigenza di espandere la città verso est.
Ha evidenziato che la trama centrale del corso non subirà cambiamenti, come le trame a spina di pesce laterali, sostituendo l’attuale basamento con un asse vulcanico simile circondato da due corridoi di pietra calcarea.
Si è soffermato sull’inutilità dei marciapiedi, non essendo contemplato traffico veicolare, dando quindi maggior risalto alle vetrine dei negozi e sulla eliminazione dei filari di alberi.
Inoltre saranno valorizzati alcuni punti di interesse come il Sagrato del Sacro Cuore, installato un info-point per dare notizie a chi visita la città e aiuole tematiche agli incroci.
 
SINDACO
«Il problema principale è rappresentato dai parcheggi – ha esordito il sindaco Antonio Azzolini - La villa appena restaurata non mi sembra il luogo adatto dove collocare garage sotterranei.
Riguardo all’aspetto economico non ci sono problemi:
i soldi ci sono e sono pronto a trovare anche un surplus, se necessario.
Scartata la villa, non penso ci siano altri posti, anzi la soluzione migliore sarebbe spostarsi dal centro, già affollato da troppi veicoli e che dovrebbero sparire del tutto. La zona del lungomare non la escluderei. Ditemi dove e io farò partire i lavori. L’importante è che vi mettiate d’accordo sul prodotto finale che questi interventi vi daranno. Natale sarà la data ultima per definire tutto.
 
LE VOCI dei RAPPRESENTANTI dei COMMERCIANTI:
Ai rappresentanti di categoria non dispiace l’idea del nuovo progetto ma nutrono dubbi sulla funzionalità, tempistica, modalità dei lavori.
Livio Masciopinto, presidente Confesercenti di Molfetta, Michele Farinola, presidente Molfetta Shopping, Salvatore Farinato, delegato Confcommercio di Molfetta e lo stesso  Minervini, hanno quindi posto domande con alcuni interventi del pubblico presente.
Masciopinto ha posto l’attenzione sui tempi dei lavori, su una programmazione funzionale e una manutenzione con sorveglianza, parchimetri, un controllo delle acque piovane preciso al millilitro per evitare i danni subiti 10 anni fa e agevolazioni sulla Tarsu e sull’occupazione di suolo pubblico.
Farinato ha proposto l’eliminazione di parcheggi interrati (come si è pensato per quello sotto la villa comunale) pensando a ‘Park and ride’ più distanti abbinati ad un servizio di bus-navetta verso il centro e la garanzia di posti auto per gli esercenti.
Farinola ha chiesto quali saranno le modalità di intervento e se si potranno tener aperti i negozi durante i lavori.
Ha chiesto anche precisazioni sulle piazzole di carico e scarico e nutrito ancora dubbi sulla canalizzazione delle acque piovane. Inoltre è stato voluto, da tutti, un comitato di rappresentanza che possa controllare lo stato delle cose.
 
LE VOCI (non) ISTITUZIONALI:
Tanti i dissensi esposti da associazioni e cittadini.
L’elemento principale contestato è ovviamente la storicità del luogo, la sua unicità e il tempo che gli ha dato quella forma. Un monumento, come è stato definito da molti, che racconta la storia di tutti ed in un certo senso paragonabile al Duomo.
Un documento lasciato in eredità su cui si vive la storia passeggiandoci sopra, quindi da lasciare inalterato alle future generazioni. Dello stesso avviso Legambiente che a fronte del fenomeno di omologazione dilagante dovuta alla globalizzazione, chiede come distinguersi se non recuperando i tesori del passato?
Il consigliere comunale, Gianni Porta ha domandato coma si fa ad invertire una tendenza (quella della frequentazione dell’Outlet) ormai diventata abitudine, se alla base manca un disegno strategico che coinvolga tutta la città. 
Combattere la città virtuale’ con i valori storici, umani e sociali che solo il corso può avere’ è stata l’affermazione, applaudita, dell’architetto Poli.
C’è poi chi si è lamentato che per mandare un operaio a pulire in zona Madonna delle Rose non ci sono soldi, ma per questi progetti si. Ciò resta un mistero.
Al margine, sedata dal moderatore, una polemica su fondi regionali acquisiti dal Comune in passato per costruire parcheggi, di cui si erano già decise le collocazioni. Ma questa è storia vecchia, si spera.
Il costo dell’opera sarà di 6 milioni di euro, di cui 4 sono già nelle casse comunali e
i tempi previsti per inizio e fine lavori ovviamente restano un interrogativo come la bocciatura o meno del progetto.
Presenti all’incontro il vice sindaco Pietro Uva e l’assessore all’Ambiente. 
 
 © Riproduzione riservata
Autore: Domenico Sarrocco
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