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Corso Umberto I Palazzi – XI
15 maggio 2019

Palazzo su Corso Umberto I angolo con Via Muscati La nuova strada che doveva collegare la stazione ferroviaria con la città tagliò in due il fondo del Capitolo Cattedrale di Molfetta situato a mezzogiorno dell’incrocio tra Via Torre del Pane e Via Cavallotti. Estrapolato il suolo espropriato nel 1865 per la nuova strada, la parte rimasta a ponente fu venduta dal Demanio il 21 novembre 1870 per mezzo di asta pubblica a Pietro de Lago fu Raffaele, Gaetano Lanza fu Giuseppe e a Speranza Maudara fu Giovanni, vedova di Tiberio Pansini. La famiglia de Lago con questo acquisto ampliò il giardino che già possedeva a Torre del Pane accanto a un loro trappeto. Nel 1929 Susanna Pansini vedova de Lago vendette ai muratori Balacco Giovanni, Ignazio e Domenico fu Michele e Poli Corrado Maria fu Corrado tutto il giardino pari a circa 19 are. I suddetti muratori costruirono un grande fabbricato con l’ingresso principale su via Muscati, 46. Un lato dell’edificio fa prospetto su Corso Umberto I. Il fabbricato fu progettato dall’ing. Domenico Valente (1855-1947). Nell’approvare il progetto, il Comune raccomandò ai costruttori di allinearsi al fabbricato Calvario che diremo in appresso. Il fabbricato oltre al piano terra ha 3 piani superiori. La facciata su Corso Umberto I è spartita in tre riquadri da 4 lesene scanalate. Quelle che iniziano dalla zoccolatura del piano terra fino al cornicione marcapiano del primo piano sono a bugnato liscio; a metà del balcone dell’angolo primo piano una fascia modanata corre intorno dall’angolo di Corso Umberto I fino ad interessare le due finestre su Via Muscati; da questa fascia si innalzano le lesene scanalate che terminano alla sommità con variegati capitelli corinzi. Le lesene del terzo piano hanno un riquadro per tutta l’altezza e terminano in alto con capitelli piani di stile liberty. La stessa configurazione si ripete al riquadro che attacca con l’altro fabbricato (ex palazzo Calvario). In alto un ampio cornicione modanato corre tutto intorno al fabbricato. Le finestre del primo piano hanno il timpano curvo mentre gli altri piani hanno un semplice cornicione. Le ringhiere delle finestre del primo piano sono in ferro battuto con riquadri a volute, mentre quelle degli altri due piani sono prettamente di stile liberty. Nel 1930, all’angolo tra Corso Umberto e Via Muscati il dott. Giuseppe Abbate aprì un laboratorio di radiologia. Nel 1945 l’ex calciatore della Molfetta Sportiva Salvatore Binda fu Leopoldo al civico 20 di Corso Umberto I aprì un ristorante intitolato “Sorci verdi”. Negli anni successivi al posto del ristorante si aprì un bar che mantenne la stessa denominazione. Nel 2000 circa cambiò denominazione in “Bar Astoria”. Palazzo Attanasio poi Calvario Corso Umberto I, 30 Abbiamo già detto che la nuova strada che doveva collegare la stazione ferroviaria con la città tagliò in due il fondo del Capitolo Cattedrale di Molfetta situato a mezzogiorno dell’incrocio tra Via Torre del Pane e con Via Cavallotti. Con le leggi del 7 luglio 1866 e 15 agosto 1867 tutte le proprietà rurali ed urbane del Capitolo furono espropriate a favore dello Stato e per mezzo del Demanio furono poi vendute a privati. Il suolo rimasto a ponente fu venduto dal Demanio il 21 novembre 1870 per mezzo di asta pubblica a diversi. Frazionato in seguito, una parte di suolo era del muratore Simone Visaggio che nel 1885 costruì e vendette a Saverio Attanasio un fabbricato a Via Umberto e Torre del Pane; esso confinava a levante con Via Umberto, a mezzogiorno con strada ad aprirsi, a ponente con il resto del suolo di Visaggio e a settentrione col giardino di Pietro de Lago. Il portone doveva venire al centro del fabbricato a levante su Via Umberto. Progettista fu l’ing. Giuseppe Lanari. Nel 1897 per contrasti tra l’Attanasio e il Visaggio si limitò alla consegna del solo primo piano. In tempi successivi l’Attanasio fece costruire il primo piano, infatti il fabbricato era già completato nel 1902. Alcuni locali prima del portone furono venduti sempre dal Visaggio nel 1890 a Domenico Pasculli; all’epoca si doveva completare ancora parte del primo piano; nel 1900 i detti locali al piano terra furono ricomprati dal Visaggio. Nel 1915 il palazzo era già venduto alla famiglia Calvario e al n. civico 14 vi abitavano: Calvario Pasquale fu Francesco con la moglie Giovanna de Judicibus e il figlio Matteo, il dottor Francesco Calvario (1874-1962) di Pasquale con la moglie Maria Rotondo e i figli Giovanna e Pasquale. Il dottor Calvario si laureò in medicina e chirurgia all’Università di Roma nel 1900. Su alcune cartoline d’epoca raffiguranti questa parte di Corso Umberto si nota sulla destra l’insegna verticale al neon Caesar del negozio di confezioni di abiti maschili di Vincenzo Natalicchio distrutto da un incendio nel 1952; era al n. civico 24. Il palazzo fu demolito nel 1966 e al suo posto fu edificato un moderno fabbricato. XI continua

Autore: Corrado Pappagallo
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