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Conclusa la settimana di spiritualità per i 100 anni del Seminario di Molfetta
28 marzo 2009

MOLFETTA - Alla conclusione della Settimana di Cultura e Spiritualità incentrata sulla commemorazione dei 100 anni del Seminario Regionale Pugliese, l'intervento «Attualità e prospettive della formazione dei futuri presbiteri» di S. Ecc. Mons. Agostino Superbo (Arcivescovo Metropolita di Potenza e vice Presidente della Cei) è stato indirizzato alla lettura e valutazione del presbiterato giovanile odierno, secondo tre problematiche fondamentali: l'urgenza educativa della nuova generazione, le risposte concrete del Seminario e la formazione che questi può fornire (nella foto da sinistra: mons. Ladisa Rettore del Seminario, mons. Superbo e il vescovo mons. Martella). Il problema, a parere di Mons. Superbo, deve essere affrontato secondo una prospettiva spirituale, che sappia conferire priorità al «cammino con e dei giovani, allo slancio missionario ed alla centralità del messaggio evangelico, per essere veri testimoni di Cristo e conquistare la paternità pastorale». Occorrono metodi nuovi per la trasmissione della fede ai giovani in un periodo storico in cui «imperano la finanzializzazione e la globalizzazione dell'economica, la visione massmediale, la secolarizzazione della culturale religiosa ed è emersa una preoccupante questione antropologica»: sono venute meno le condizioni essenziali per il riconoscimento della dignità della persona, con la conseguente polverizzazione della questione filosofica, l'edulcorazione della dialettica ed il nichilismo. Il Seminario deve educare alla «riscoperta della consistenza della persona attraverso la cultura della responsabilità, della libertà come fine ultimo del'uomo, delle relazioni affettive, della spiritualità contro la frammentazione religiosa», migliorando il processo formativo: è necessario abitare i luoghi dei giovani, soprattutto quelli segnati dal disagio e dalla devianza, e lavorare in modo ecumenico, per colmare le lacune educative sociali. In questa prospettiva, il Seminario «potrà divenire il luogo della speranza e della spiritualità alta, semplice, profonda che dia senso a tutte le dimensioni dell'uomo»: un luogo in cui cogliere le potenzialità oggettive dei giovani, orientarli al dialogo ed alla trascendenza, alla cura del vincolo con la comunità e delle relazioni non occasionali, ma materne, basate sull'accoglienza. Domenica 29 marzo, alle ore 20,30, nell'aula magna del Seminario Regionale, sarà eseguito il concerto «Le ultime sette parole di Cristo in Croce», con le musiche di F.J Haydin, testi di J. Saramago e M. Luzi e voci recitanti Anna Garofalo e Rocco Capri Chiumarulo della “Nuova Artistudium Orchestra”.
Autore: Marcello la Forgia
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