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Cirillo, da Molfetta al Belgio con nostalgia Un calciatore molfettese si fa onore in Europa
15 gennaio 2003

La morale della favola è la seguente: nel calcio si fanno carte (pardon, passaporti) false per appesantire gli organici delle squadre con qualche carneade straniero e poi capita che i gioiellini locali partano per altri lidi e Dio solo sa se ritorneranno un domani a casa. Ora che è chiara la morale, ci tocca raccontare la favola: il protagonista si chiama Nico Cirillo, classe 1981, professione calciatore. Una gemma del calcio molfettese costretta a cercare gloria, a soli ventuno anni, nelle fredde lande belghe. Partito, numero dieci dietro le spalle e numeri da circo nelle scarpette, dalle giovanili della Pro-Molfetta, subito per Cirillo si presenta la possibilità di militare in una grossa compagine: trattasi del Benevento, team di serie C1, i cui dirigenti fanno da balia ad uno spaesato ragazzino poco più che quattordicenne. A sedici anni, così, Nico esordisce in campionato e sembra non intenda fare altro “apprendistato”; i rapporti, però, tra suo papà e i responsabili del sodalizio campano si incrinano bruscamente a seguito di una stupida incomprensione e la società decide di spedirlo tra i Dilettanti, a Taranto o a Cerignola. Ma il fantasista di casa nostra, deciso a non inaugurare la spola, fatale a molti promettenti atleti, tra campionati professionistici e campionati dilettantistici, punta i piedi e resta ai box, senza calcare i campi da gioco, fino ai diciotto anni. La sua battaglia è vinta e il Benevento, nel dicembre del 2001, lo cede al Sestri Levante (serie C2). Una nuova vetrina per Nico, il quale sfrutta l'occasione per farsi notare dagli emissari dell'Anversa, club della massima serie belga: e a gennaio del nuovo anno avviene il passaggio, accompagnato da qualche titolo sulla “Gazet van Antwerpen” (la Gazzetta di Anversa, ndr) senza timore di fallire e con qualche paura legata alla nuova lingua. L'inglese scolastico appreso al Tecnico Industriale, comunque, è sufficiente per sopravvivere nel nuovo ambiente; tuttavia gli spazi per scendere in campo sono pochi ed il ragazzo scalpita per far vedere quanto vale. E' per questo che a luglio, allora, Jos Anvaert, direttore sportivo del Londerzeel (serie C belga) ottiene in prestito il molfettese dall'Anversa e gli offre un stagione da titolare nelle file della nuova squadra. Vedendoci più che bene: dopo tre mesi di incontri il Londerzeel comanda la classifica e Cirillo, avanzato per la prima volta nella sua carriera a seconda punta, ha già siglato undici reti. Alla favola mancherebbe il lieto fine, ovvero il ritorno a casa, ma il fato ci mette di nuovo lo zampino: dopo che nello scorso mese era girata voce di un interessamento del Bari per l'atleta molfettese e qualcuno aveva azzardato la previsione di un suo imminente acquisto, in concomitanza del mercato d'inverno, da parte della società biancorossa per rafforzare il reparto avanzato, i travagli del club barese (via il mister Perotti per Tardelli), i soli due giorni (29 e 30) disponibili per mettersi in mostra negli allenamenti del Bari (la partenza di Cirillo alla volta del Belgio era fissata per il 2 gennaio) ed un fastidioso strappo alla coscia hanno impedito al molfettese di giocarsi un'altra grossa chance per salire in serie B e farlo nella compagine del cuore. Ma le favole riservano sempre qualche colpo di scena… Eugenio Tatulli
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