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Cinestar, ecco 12 multisale per godere il piacere di un film a 360 gradi
15 ottobre 2006

È stato inaugurato il 27 settembre scorso il nuovo cinema multisala, il Cinestar, nella zona Asi, all'interno dell'Outlet Molfetta. Oltre ai doverosi discorsi di presentazione dell'amministratore delegato Giuseppe Taini, del presidente del Fashion District di Molfetta, Danilo Rossi e dell'amministratore delegato di Cinestar, Tommaso Missaglia (sconveniente l'assenza degli amministratori locali, mentre erano presenti il vice presidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo, l'assessore regionale Guglielmo Minervini e quello provinciale Antonello Zaza), gli organizzatori dell'evento non si sono fatti mancare davvero nulla. A cominciare da una mostra fotografica, passando per un gustoso buffet di benvenuto, terminando con la proiezione in anteprima nazionale di uno dei film più attesi di questa stagione cinematografica: “Il diavolo veste Prada”. La nuova apertura, la seconda in Puglia dopo quella di Andria, è l'ottava in quattro anni e segue Montano Lucino (settembre 2005), Messina (maggio 2005), Ferrara e Andria (dicembre 2004), Fiume Veneto (ottobre 2004), Mestre (marzo 2004) e Piacenza (dicembre 2002). Il Multiplex ha 12 sale cinematografiche di dimensioni variabili tra i 123 ed i 305 posti, per un totale di 2.078 posti. L'accesso alla multisala avviene da un ampio foyer che ospita la biglietteria, mentre al piano superiore vi sono il bar Concession, caramelleria e sala giochi. I parcheggi esterni offrono una capienza complessiva di oltre 2.000 posti auto. Nel pieno rispetto degli standard Cinestar, il multiplex è fornito di biglietterie computerizzate, prenotazioni telefoniche e on-line, impianti di amplificazione e di proiezione all'avanguardia corredati da schermi wall-towall, impianti di climatizzazione in tutte le sale, sistemi di video-informazione, poltrone ergonomiche e confortevoli. Le zone relax, food concession e accoglienza, rendono il Cinestar di Molfetta una struttura pronta ad accogliere le molteplici esigenze degli utenti ed appassionati di cinema. La mostra fotografica, intitolata “Lo stile italiano nella moda e nel cinema”, a cura della giornalista Rai, Stefania Giacomini, autrice del libro “Alla scoperta del set” edito dalla Eri Rai voleva essere, come suggerisce il titolo stesso, una finestra aperta sul variegato mondo della moda e sul connubio che lo lega al cinema. Attraverso alcune fotografie dell'archivio del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, la mostra ha riproposto al pubblico fotogrammi di film che hanno immortalato nella pellicola non solo una indimenticabile storia, non solo i successi dei loro protagonisti, ma anche una pagina della storia del costume e della moda. Abbasso la ricchezza, Anni ruggenti, Dolce vita, Cronaca di un amore, La certosa di Parma, Totò e Cleopatra, Il Gattopardo sono solo alcuni dei film da cui la mostra ha tratto i suoi spunti, offrendo, se non un esaudente campionario della moda italiana, quantomeno dei suggestivi esempi di costume. E se quest'ultimo ha trovato il suo meritato spazio di rappresentazione durante l'evento dell'inaugurazione, un certo malcostume non è stato da meno. Non si è fatto attendere neppure molto e si è palesato in tutta la sua pittoresca realtà durante il buffet. Accanto ai modi educati e composti di alcuni degli invitati, hanno avuto sfoggio anche quelli più indecorosi di altri. Gomitate e spintoni presso la rissa affamata attorno ai tavoli, per iniziare. A seguire, piatti e bicchieri sporchi ovunque, persino in una pila di rifiuti posta a terra nel bel mezzo della sala. In seguito, l'arraffarsi di quanto di buono era possibile portare a casa, dai pani alle intere forme di formaggio. A finire, persino il “furtarello” di alcuni elementi di decorazione della sala, come le zucche artisticamente intagliate. Note decisamente stonate in un contesto nel quale si sarebbe dovuto festeggiare non tanto l'evento in sé dell'apertura di un cinema, quanto la cultura ed il buoncostume che sono sempre imprescindibili da ogni manifestazione artistica, non ultima quella cinematografica. Note decisamente stonate, che non possono che suscitare sconforto o rammaricata derisione. Un riso amaro, che ci riporta alla memoria il consiglio di Coco Chanel (che di costume se ne intendeva): “Una signora elegante dovrebbe fare i suoi acquisti senza essere presa in giro. Chi ride ha sempre ragione”. Spesso, quanto vale per la moda vale anche per la società in generale.
Autore: Silvestro Capurso
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