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Che città sporca! Molfettesi impedite questo sudiciume disarmante LA MOGLIE DEL MAESTRO RICCARDO MUTI SCRIVE A “QUINDICI”
15 settembre 2007

Gentile Direttore De Sanctis, mi preme far giungere anche la mia voce riguardo alla Vostra inchiesta: “Molfetta pattumiera”…. dal momento che ricevo sempre la Vostra rivista. Sono arrivata con la famiglia sulla nostra barca alla fi ne di luglio nel porto di Molfetta. Siamo stati accolti da uno splendido uffi ciale della Guardia Costiera che per la gentilezza da solo valeva il più bel biglietto da visita della città. Eravamo di fronte alla Cattedrale magnifi ca, unica nel suo genere, ed avevamo alle spalle uno dei più bei tramonti sul mare cui si possa assistere dietro l'antica Chiesa della Madonna dei Martiri. Ma soprattutto la barca posava tranquilla sul porto largo, immenso quieto, disteso…e sporco di Molfetta. Ma quanto sporco! Inesorabilmente, orribilmente sporco e puzzolente. Si dirà “non si sputa sull'ospitalità!” eppure non riesco proprio a tacere. Amo Molfetta da quando mio marito Riccardo Muti mi ci portò insieme ai Suoi ed i Miei Genitori alla fi ne degli anni '60. Eravamo ancora fi danzati. D'allora siamo tornati ogni anno quasi di soppiatto e magari di corsa per le processioni della Santa Pasqua. Il nonno Mimì, il Dottor Domenico Muti, tanto amato a Molfetta e che tanto amava Molfetta ci conduceva a testa alta e pieno d'orgoglio per le strade della sua città felice che tutta la sua famiglia, cinque fi gli maschi e relativi numerosi nipotini, si riunissero due volte all'anno, per le festività settembrine e per Pasqua lungo le processioni. Cosa direbbe oggi Don Mimì, “il medico Muti”? Si urina ovunque, si getta di tutto, tracce di vomito sul bel selciato di pietra antica, autoradio a volume iperbolico e tant'altro che non è bello infi erire! La tristezza diventa ancora più profonda quando ci si rende contro del grande potenziale che Molfetta potrebbe offrire: Chiese, piazze, litorale campagna odorosa, colline a pochi passi con il bel Castel del Monte, una posizione invidiabile situata tra l'altipiano delle Murge ed un mare dolcemente azzurro su cui sorge uno dei più bei porti, dal punto di vista strutturale, che l'Adriatico possa offrire. E poi la cittadella …… L'antica cittadella, vera medina orientaleggiante, dalle bianche ed architettoniche facciate che nascondono cortili fascinosi, tiepidi, ombrosi e balconi e terrazzi sotto le volte morbide e fra colonne di pietra addormentate. Ebbene lì fra quei vicoli della Molfetta vecchia mi è tornato il sorriso ed ho ricominciato a sperare. A sperare che ricominci di qui l'educazione alla bellezza, la voglia di civiltà, l'amore per l'arte e la rivalsa della bella e simpatica gente molfettese.Quella che assomiglia a Don Mimì, “il medico Muti” che sapeva educare con allegria, severità e fi erezza i suoi cinque fi gli. Se ne incontrano di Don Mimì per strada, nei negozi, nei ristoranti e si riconoscono subito! Gente allegra genuina cortese disponibile…. Ed allora ? Gente di Molfetta tocca a Voi l'intervento defi nitivo il guardarVi intorno e impedire questo sudiciume disarmante! Lo dico da innamorata della Vostra terra e da romagnola purosangue. Difendete l'acqua del Vostro porto del Vostro mare, siate severi con chiunque non onori le Vostre strade, le Vostre case, le Vostre piazze, vigilate, siate paladini della Vostra immagine. Ricordo quando con ammirazione guardavo i Vostri anziani lavare e pulire il tratto di marciapiede davanti alle loro case, fossero pure umili bassi. Ne riportai allora un esempio di educazione e di straordinaria testimonianza di come la comunità possa condividere la propria dignità. Le amministrazioni comunali possono avere le loro colpe ma anche il cittadino deve imparare ad essere tale a fare la sua parte per poi potersi lamentare, quando è necessario, con ragione, e con le credenziali di chi per primo sa dare il buon esempio. Mi scuso per questo lungo sfogo dovuto solo a tante belle memorie che la Vostra città ha seminato per sempre nel mio cuore e per rispetto ed amore profondo verso Don Mimì ”il medico Muti” di cui non posso dimenticare l'esempio che sapeva portare in giro per tutto il mondo da cittadino Molfettese e lo sottilineava sempre. Grazie per l'ospitalità. Cristina Muti Gentile Sig.ra Muti grazie per la sua signifi cativa e ahimé! dura lettera, che però conferma l'immagine di una città che, da qualche tempo, ha rinunciato anche al proprio decoro. E' quello che andiamo scrivendo da tempo: abbiamo sollevato il problema per primi e ci fa piacere che altri media si siano accodati. In questo modo si è creata una maggiore cassa di risonanza. Il fatto che forestieri, turisti e gli stessi cittadini emigranti, che ritornano nella loro città nel periodo estivo, abbiano manifestato disgusto per questa situazione, conferma la validità della nostra scelta di denunciare il problema.
Autore: Cristina Muti
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