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"Che’ dell'amore non si butta niente" il 3 agosto alla Cittadella degli Artisti di Molfetta. A dieci anni dalla scomparsa di Guglielmo Minervini, l'Associazione G. Minervini guarda al futuro e rilancia la sfida della Politica Generativa l'Associazione che da dieci anni a questa parte organizza “la festa dell’estate”, vive il decennale organizzando un evento dedicato all'eredità politica e umana di Guglielmo Minervini, tra interventi e performance artistiche. La novità sarà l’ufficializzazione dell’avvenuto successo della procedura di intitolazione della Cittadella degli artisti di Molfetta, nato dalle Politiche Giovanili di Bollenti Spiriti a Guglielmo Minervini (la cui cerimonia avverrà in un secondo momento)
Murales Guglielmo Minervini - Lab Urbano Rigenera Palo del Colle
28 luglio 2026

 MOLFETTA - Non ci sono eredità che vivono soltanto nella memoria. Ci sono idee che continuano a camminare sulle gambe delle persone, a trasformarsi in luoghi, relazioni, opportunità, comunità. Ci sono visioni che non appartengono al passato perché continuano ad abitare il presente e a indicare la strada del futuro. È questa l'eredità più autentica di Guglielmo Minervini: non quella di un uomo da commemorare, ma di un pensiero ancora capace di indicare la strada di tutti i cambiamenti possibili ancora da fare.

A dieci anni dalla sua scomparsa, l'Associazione Guglielmo Minervini ha scelto di vivere questo anniversario non con una commemorazione, ma con un grande momento pubblico dedicato alla forza delle idee, all'impegno civile e alla responsabilità collettiva di continuare a costruire quella Puglia che Minervini aveva immaginato e realizzato.

Lunedì 3 agosto, infatti, se la mattina alle ore 12, nell'Aula del Consiglio regionale della Puglia a Bari, si terrà l'iniziativa istituzionale promossa dal Consiglio regionale della Puglia, "Generare futuro – L'eredità di Guglielmo Minervini", la sera, a partire dalle ore 19 avrà luogo l’evento promosso e organizzato dall'Associazione Guglielmo Minervini, dal titolo "Chè dell'amore non si butta niente. Esperienze, Ricordi, Emozioni" presso la Cittadella degli Artisti di Molfetta.

Un’iniziativa che, attraverso testimonianze, riflessioni, parole e linguaggi artistici, racconterà non tanto ciò che è stato, ma ciò che continua ad accadere grazie ai semi lasciati da Guglielmo Minervini. Non è casuale il luogo scelto. La Cittadella degli Artisti è, infatti, uno dei Laboratori Urbani nati grazie al programma regionale Bollenti Spiriti, tra le più importanti intuizioni delle Politiche Giovanili pugliesi che Minervini contribuì a immaginare e realizzare durante il suo impegno in Regione. Un progetto che ha trasformato spazi pubblici inutilizzati in luoghi di creatività, partecipazione e cittadinanza attiva per migliaia di giovani.

Proprio in questa occasione sarà ufficializzato l’avvenuto successo della procedura di intitolazione della Cittadella degli artisti di Molfetta, nato dalle Politiche Giovanili di Bollenti Spiriti a Guglielmo Minervini: un gesto dal forte valore simbolico che restituisce il senso di un percorso in cui le politiche pubbliche hanno saputo generare opportunità, comunità e futuro. La cerimonia di intitolazione avverrà in un’altra occasione.

Sindaco di Molfetta, assessore della Regione Puglia, Guglielmo Minervini è stato soprattutto un innovatore sociale. Ha interpretato la politica come costruzione di relazioni, partecipazione e responsabilità condivisa, mettendo sempre al centro i giovani, la pace, la solidarietà, la cittadinanza attiva.

Una visione custodita attraverso il lavoro di animazione sociale dell’associazione fin dai suoi esordi. L'Associazione Guglielmo Minervini è un luogo in cui si continua a praticare quella Politica Generativa che rappresenta il lascito più prezioso di Guglielmo: una politica che non esercita potere, ma crea possibilità; che ascolta prima di decidere; che nasce nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi della vita quotidiana; che considera le nuove generazioni il principale patrimonio su cui investire; che promuove processi partecipativi, inclusione, giustizia sociale, trasparenza, pace e innovazione.

Per l'Associazione, la Politica Generativa significa trasformare le comunità in protagoniste del cambiamento, riconnettere esperienze virtuose, ricucire il tessuto sociale, costruire fiducia, accompagnare amministratori e cittadini in percorsi concreti di crescita collettiva. È la convinzione che il cambiamento possa nascere dai territori e che proprio la Puglia possa continuare a essere laboratorio nazionale di innovazione civica.

Una convinzione che Guglielmo Minervini sintetizzava con parole ancora oggi straordinariamente attuali: "La sfida è proprio questa: cambiare la Puglia dalla Puglia, non da Roma o da Bruxelles. Siamo qui e vogliamo sentirci protagonisti del mondo che sta nascendo. Non ci sentiamo più nel posto sbagliato."

La serata sarà aperta dall'intervento di Lino Renna, vicepresidente dell'Associazione Guglielmo Minervini, cui seguiranno i saluti istituzionali di Toni Matarrelli, Presidente del Consiglio regionale della Puglia, e del sindaco di Molfetta Manuel Minervini.

Successivamente, i riflettori si accenderanno sugli speech di Nick Difino, con "I Luoghi Parlanti", Davide De Palma, con "La metafora delle scarpe", e Milla Minervini, con "La speranza che accade".

Ad accompagnare i diversi momenti di riflessione saranno tre interventi artistici curati da Miriana Spadavecchia, Mauro Losapio e dalle allieve del Movement Art Studio, in collaborazione con il Collettivo Magnitudo, che attraverso il linguaggio della danza offriranno una lettura poetica delle tematiche della serata, con particolare attenzione all'investimento sulle giovani generazioni come scelta politica e culturale. La danza si fa, così, linguaggio narrativo e corpo poetico per accompagnare il tema della serata: «Dell’amore non si butterà niente». Attraverso due interventi coreografici, il movimento trasforma in gesto performativo la memoria, la complessità delle emozioni e la responsabilità del presente. Miriana Spadavecchia porterà in scena l’assolo “Le Scarpe”. Un intervento solista intimo e profondo che prende spunto dalla metafora delle "scarpe di Guglielmo", simbolo dello strumento con cui ci si mette in cammino verso l'altro e verso la reciprocità. La danza esplora il tema del passaggio, dell'impronta e del contatto con la fragilità: un corpo che attraversa le emozioni, i ricordi e le sfide per ricordare che ogni vissuto non va perduto, ma diventa strada.

Cinque giovani interpreti allieve del Movement Art Studio si esibiranno, invece, in una coreografia d’insieme dal titolo “La Speranza come Responsabilità”. Un lavoro corale legato all'intervento conclusivo e allo sguardo sul futuro. La coreografia traduce in movimento una speranza che non è consolazione o illusione, ma forza attiva, freschezza e "responsabilità di far accadere le cose". I corpi delle giovani danzatrici diventano testimonianza viva di un’eredità che continua a germogliare e a guardare avanti con visione e determinazione.

A spiegare il senso profondo dell'iniziativa è Maria Turtur, moglie di Guglielmo Minervini e presidente dell’associazione:

«Per il decennale abbiamo scelto una frase tratta da una canzone di Francesco De Gregori: "Chè dell'amore non si butta niente". È una frase che ci rappresenta perché racconta come l'amore continui a manifestarsi nella sua interezza anche quando si attraversano tempi difficili come quelli che stiamo vivendo. Fin dalla sua nascita, nel 2016, l'Associazione ha scelto di non legarsi a una memoria esclusivamente istituzionale, ma di custodire e rilanciare la radice motivazionale del libro-testamento La Politica Generativa. In questi anni abbiamo attraversato i territori della Puglia dove continuano a vivere i laboratori urbani, le start-up, le esperienze nate per generare cambiamento; abbiamo incontrato nuove generazioni, accompagnato giovani amministratori, costruito occasioni di confronto e formazione. Oggi si apre un nuovo decennio. Con la consapevolezza che le istituzioni debbano diventare sempre più le case della cittadinanza attiva e della formazione, perché solo così sarà possibile affrontare le nuove sfide che ci attendono.»

L'appuntamento del 3 agosto rappresenta, quindi, molto più di un anniversario. È una chiamata collettiva alla responsabilità. Un invito a creare nuovi spazi per le nuove generazioni, favorendo la partecipazione e la capacità delle comunità di costruire il proprio futuro.

Perché, come insegnava Guglielmo Minervini, la politica migliore è quella che riesce a generare altra politica, altra cittadinanza, altre speranze. E perché, davvero, dell'amore non si butta niente.

 

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