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Centro Storico, salvati altri 4 isolati ULTIM’ORA – Successo dell’asta. Rialzi fino al 400% Acquirenti 2 cooperative e 6 imprese
15 gennaio 2001

Dopo il completo recupero dell'isolato 7 (palazzo Turtur, dove hanno sede una sala conferenze, gli uffici dell'Assessorato alla Cultura e il Centro Giovani), dopo la già avvenuta realizzazione di nuovi appartamenti privati nell'isolato 10, mentre, inoltre, proseguono i lavori di restauro in via Morte, via Triscine, via S. Salvatore, via Macina e via S. Pietro, può considerarsi di fatto avviata anche l'operazione di recupero degli isolati 8, 9, 12 e 13. L'asta conclusasi lo scorso 16 gennaio ha siglato la cessione da parte del Comune di 64 unità immobiliari, vendute a due cooperative edilizie e a sei imprese. Questi i vincitori, fra parentesi le sigle degli isolati riconoscibili sulla piantina): cooperativa F.lli Rosselli (B9 – 13A – 13B); cooperativa Mi. Di. (12 A); Gadaleta Luciano (B8); Società Antichitalia (12 B-C - 12 altri); ing. Gianni De Biase (13 C); Amato Michele (13 e altri immobili); Balacco lavori edilizia del comm. Michele Balacco e ing. Ignazio Balacco snc (13 D). Clamoroso l'esito dell'asta: i prezzi base dai quali si è partiti per ogni singolo blocco da porre in vendita, sono lievitati tutti in media del 400%; per la verità non erano affatto alti, né pretenziose le proposte del Comune che, a conti fatti, chiedeva complessivamente a chi intendesse acquistare gli immobili (64, come si è detto, divisi in 11 blocchi) 122 milioni. Insomma, cooperative e imprenditori sono stati opportunamente invogliati a comprare, e l'incentivo, com'è evidente, ha funzionato bene a tal punto da scatenare la corsa al rialzo. Ma qual è il destino di questi stabili a restauro avvenuto? Lo scorso 7 aprile il consiglio comunale deliberò che fossero adibite a edilizia residenziale pubblica tutte le unità immobiliari messe all'asta questi giorni, ad eccezione dei locali che occupano il piano terra all'interno dei quali è stata prevista invece la realizzazione di piccoli esercizi commerciali, botteghe e ancora spazi per attività culturali. Per questa ragione, nonostante il costo finale degli stabili sia risultato enormemente più alto di quello proposto in partenza dal Comune, nonostante, insomma, chi ha comprato abbia posto sul banco cifre considerevoli, tuttavia, non c'è da temere che in seguito i successivi prezzi di vendita possano lievitare in modo spropositato: la destinazione degli immobili, infatti, (edilizia residenziale pubblica) pone precisi vincoli alle imprese acquirenti che non potranno rivendere a un prezzo superiore rispetto a quello già fissato dal Comune: 1.600.000 per m2, prezzo valido a immobile restaurato allo stato di rustico. In altre parole, è dell'impresa l'onere di recuperare gli stabili con interventi di "ristrutturazione primaria", vale a dire ripristino delle volte, dei solai o delle pareti, ove ce ne fosse bisogno, restituendo agli immobili le prioritarie e strutturali condizioni di abitabilità; spetterà, invece, al futuro acquirente (che naturalmente dovrà possedere i requisiti necessari per accedere all'edilizia residenziale pubblica) rifinire i vani già sottratti al pericolo di crollo e resi dunque quanto meno sicuri, aggiungervi gli infissi, l'intonaco o rinnovare i pavimenti. Per il momento il prossimo passo sarà la elaborazione e la presentazione dei progetti di recupero da parte di imprese e cooperative aggiudicatrici, progetti che passeranno poi al vaglio della Sovrintendenza che dovrà verificarne il rispetto delle norme e dei vincoli vigenti. Non da domani vedremo le gru anche in via Preti, via Sibinico e via S.Andrea, dove per lo più si addensano i locali e gli stabili, futuri appartamenti, appena venduti: non domani, certo, così com'è vero che non è da ieri che si è dato inizio al complesso e articolato processo di recupero e rivitalizzazione del Centro Storico, dove, questo è certo, la Storia arrestatasi per anni o, peggio, abbandonata lì a se stessa, come cosa che non dovesse riguardare il resto della città, riprende faticosamente a marciare e questa volta facendo parlare di sé, non per Reset e la droga, ma per il possibile futuro rinnovato che l'attende. Tiziana Ragno
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