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Centro storico e Catecombe, finanziato il Contratto di quartiere Circa 5 milioni di euro saranno investiti nella riqualificazione di Molfetta vecchia e dell'area retrostante il Duomo
15 marzo 2006

Sarà la prossima amministrazione a gestire i finanziamenti ottenuti con la partecipazione ad un bando nazionale del ministero delle Infrastrutture, volto a sovvenzionare i “contratti di quartiere”. Questi ultimi sono una sorta di progetto complesso che prevede interventi sia di tipo sia urbanistico che edilizio, di carattere pubblico e privato, volti a infrastrutturare, migliorare la domanda abitativa e favorire l'integrazione sociale in zone della città che presentano più di un problema. Molfetta due anni fa partecipò al bando con un progetto che riguardava il centro antico e il rione Catacombe, un progetto che si è guadagnato l'inserimento nella graduatoria nazionale di quelli considerati ammissibili al finanziamento da parte del ministero. Un bel po' di denaro, circa 5 milioni di euro, che saranno investiti, per quanto riguarda gli interventi pubblici nel centro antico, con la riqualificazione dell'area retrostante il Duomo e anche del suolo libero di Via San Girolamo, che si affaccia proprio su quella alle spalle della chiesa. Prevista anche la riqualificazione della piazzetta di Via Amente, più l'interramento di tutte le linee aeree, Enel, Telecom e di pubblica illuminazione, che attualmente passano sulle facciate degli edifici, con il conseguente necessario rifacimento parziale della pavimentazione. Un'operazione di pulizia di fili che passano su stemmi, muri, decorazioni e abbruttiscono gli edifici. Verrà rinnovato e reso finalmente omogeneo l'impianto di illuminazione, visto che c'è un campionario di lampioni e luci diverse che si provvederà a rendere uniforme. Per il quartiere Catacombe, il finanziamento servirà al recupero dell'ultimo pezzo di immobile chiamato isolato 7, attualmente di proprietà comunale, prospiciente su Piazza delle Erbe, con in più l'interramento delle le linee aeree per l'elettricità e il telefono ed il completamento dell'illuminazione pubblica. Per quanto riguarda gli interventi privati, i “contratti di quartiere” prevedono obbligatoriamente che essi riguardino il recupero di edilizia pubblica o per la locazione permanente o per l'assegnazione secondo le graduatorie Iacp oppure con alcuni progetti di sperimentazione su questi immobili, sulla qualità ambientale, sulle fonti di energia alternative o sul recupero delle acque piovane per i nuovi impianti. I privati parteciparono due anni fa al bando per alcuni immobili destinati alla locazione permanente. Dopo la comunicazione del finanziamento si stanno raccogliendo i progetti esecutivi relativi a questi interventi, pubblici e privati, da trasmettere al ministero. Del primo programma complessivo sono venuti meno alcuni interventi privati, come, ad esempio, quello della Curia che puntava alla riqualificazione dell'istituto di San Pietro, perché successivamente è stato precisato che solo imprese, cooperative e comuni sono ammessi al finanziamento, non enti ecclesiastici. Una volta raccolti, tutti i progetti saranno inviati al Ministero entro la metà marzo, per poter arrivare nel giro di qualche mese all'avvio dei lavori.
Autore: Lella Salvemini
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