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Cento anni di tradizione e fede a Molfetta narrati dall'Arciconfraternita della Morte Presentato l'interessante volume a cura di Giovanni Antonio Del Vescovo e Gaetano Magarelli
Da sinistra: Paola de Pinto, Onofrio Sgherza, Gaetano Magarelli e Giovanni Antonio Del Vescovo
26 marzo 2022

MOLFETTA – Un ritratto di Gioacchino Poli (opera del fotografo greco Nicolaos Bircos), il ritratto di Mons. Gaetano Rossini (vescovo di Molfetta dal 1867 al 1890) realizzato in occasione del Concilio Vaticano I, le processioni con le antiche statue, oggi custodite presso il Museo Diocesano di Molfetta, sono solo alcune tra le testimonianze raccolte nel volume “Memorie fotografiche dell’Arciconfraternita della Morte di Molfetta dal ‘900 ad oggi”, a cura di Giovanni Antonio Del Vescovo e Gaetano Magarelli.

Un testo che consente di ricostruire alcuni essenziali momenti della vita confraternale e delle processioni quaresimali, ma anche una storia della città, della sua devozione, della sua trasformazione urbanistica e culturale.

Attraverso l’osservazione di volti, posture, dettagli architettonici è possibile, ad esempio rivedere insegne di esercizi ormai scomparsi, come “l’Istituto di Bellezza” Squeo, o riconoscere la sede della Federazione coltivatori Diretti (entrambe in alcune foto degli anni ’50 del ‘900). Manifesti e scritte murali, poi, ci riportano all’inaugurazione del Politeama Attanasio (1909) o alle competizioni elettorali tra Pansini e Salvemini (1914).

Il volume, frutto di una accurata ricerca fotografica e documentale, è stato presentato in una partecipata conferenza che si è tenuta presso il Museo Diocesano, alla quale sono intervenuti, oltre agli autori, il priore dell’Arciconfraternita Onofrio Sgherza e la presidente della FeArT Società Cooperativa Paola de Pinto.

Giovanni Antonio Del Vescovo, appassionato di fotografia d’epoca, sta approfondendo una particolarissima tematica: il legame tra filosofia e fotografia. Egli stesso ha sottolineato come la sua passione per la fotografia d’epoca sia nata dalla frequentazione di due studi fotografici non più esistenti (de Judicibus e de Pinto), studi nei quali ha potuto osservare provini in bianco e nero, oltre che della Libreria Einaudi, dove era possibile acquistare stampe d’epoca.

Il testo riporta anche l’interessante contributo “Musica sacra e pietà confraternale. Per una storia della cultura e dell’estetica musicale a Molfetta tra Ottocento e Novecento” curato dallo stesso Giovanni Del Vescovo, in cui viene analizzato un lungo periodo storico, denso di avvenimenti. Si apprende che numerosi compositori, spesso sacerdoti, scrivevano musica per le devozioni confraternali. Si trattava di musica spesso influenzata dall’opera lirica ma destinata «all’edificazione spirituale e morale» dei partecipanti ai riti.

Come ha evidenziato il Maestro Gaetano Magarelli, dall’accurata ricerca d’archivio è emerso che le liturgie e i pii esercizi sono nati senza accompagnamento musicale e si concludevano con la recita dell’Ave Maria o di giaculatorie. Successivamente è stato aggiunto il repertorio musicale.

Sono state riscoperti due canti del pio esercizio della Desolata. Le due arie, “Vedi dall’erto colle” (ultima esecuzione nel 2003 proprio da Giovanni Antonio del Vescovo), e l’inedita “Ascolta quella pia”, sono state magistralmente proposte dal tenore Yoosang Yoon, accompagnato al pianoforte dal Maestro Gaetano Magarelli.

Un momento particolarmente intenso che meritato il lungo applauso del folto e attento uditorio.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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