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Cartoline, recitazione e versi scritti per strada. Il Classico celebra così la poesia
15 aprile 2005

Anche quest'anno il Liceo Classico di Molfetta ha celebrato il 21 marzo, giorno fissato dall'Unesco, la “Giornata mondiale della poesia”. Un happening iniziato al mattino, offrendo in Piazza Principe di Napoli ai passanti, a dir la verità abbastanza stupiti, un assaggio del recital di musiche e poesie preparato per l'occasione. A mezzogiorno altri alunni hanno tracciato con tempera bianca versi famosi sulle basole di Corso Umberto. A sera, con le sedie tirate fuori dalle aule e disposte a semicerchio al centro della strada ed una scena inventata praticamente con niente, davanti al cancello della scuola, c'è stata la performance curata da Matilde Bonaccia e Francesco Tammacco per la recitazione e Federico Ancona per le musiche, protagonisti una cinquantina di studenti di tutte le classi, iniziata con un doveroso omaggio a Mario Luzi, recentemente scomparso, e proseguita con un'alternarsi di liriche diverse, Garcia Lorca, Neruda, Saffo, Shakespeare, recitate anche nella doppia versione della lingua originale e traduzione italiana, ma anche la famosa Livella di Totò e l'ironia graffiante di Stefano Benni. Un folto pubblico ha seguito per un'ora e mezza questo omaggio alla poesia, dimostrando che si può osare, portarla fuori dalle aule, dai manuali, dalle accademie, farla circolare per le strade della città ed anche più lontano. Il progetto, messo a punto dalle docenti Marta Giancaspro e Maddalena Salvemini, ha previsto anche la stampa e la distribuzione di otto cartoline, con versi famosi di poeti di epoche e terre diverse, fissati da un'immagine, a rendere in qualche modo visibile agli occhi, oltre che al cuore, quel che i poeti hanno voluto trasmetterci. Duemila cartoline che sono state distribuite agli alunni del Liceo, ma anche ai passanti, durante la manifestazione del 21 marzo, chiedendo a tutti di spedirle, in modo che i versi possano viaggiare e portare ovunque il loro messaggio di bellezza. Confidando in un vero inizio di primavera, tutto in maniera apparentemente irrazionale, da sognatori, da chi non ha i piedi per terra, ma amore per la poesia, per la loro bellezza gratuita e apparentemente effimera e che, come recita Rodari da una delle cartoline, non si identifica con la formica e preferisce affermare: “Io sto dalla parte della cicala/Che il più bel canto non vende, regala”. Alessandra Palmiotto
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