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Call for papers a Molfetta, insegnanti ed educatori al dibattito sulla pedagogia del cambiamento L'incontro per i vent'anni della casa editrice “la meridiana” con Enrico Euli, ricercatore dell'Università di Cagliari, che ha presentato il suo ultimo libro “Casca il mondo! Giocare con la catastrofe”
04 ottobre 2007

MOLFETTA - La casa editrice di Molfetta “la meridiana” (via Di Vittorio, 7) compie vent'anni e invita numerosi docenti alla presentazione del convegno del 23-24 novembre, dal titolo Doppio senso. Relazioni finite. Educare al cambiamento. In questa occasione, Enrico Euli, ricercatore dell'Università di Cagliari, (dove insegna Metodologie e tecniche del gioco, del lavoro di gruppo e dell'animazione) partendo dalla presentazione del suo ultimo libro sulla pedagogia del cambiamento: Casca il mondo! Giocare con la catastrofe, ha introdotto i temi del convegno. Euli ha detto: “Guardare alla catastrofe in faccia, allora, significa risalire fino alle nostre premesse più profonde: i nostri modi di vita, di concepire l'educazione, la civiltà, lo sviluppo.” È dalla catastrofe che bisogna quindi partire, dall'educazione al cambiamento, per apprendere e immaginare un mondo nuovo che ne può nascere. Elvira Zaccagnino, presidente della casa editrice, ha poi illustrato l'articolazione del convegno e le presenze che lo animeranno. Docenti e operatori sociali sono stati invitati a sperimentare pratiche educative e culturali che risultino innovative e originali, pratiche educative che possano fronteggiare il cambiamento, mettendosi “in gioco nel convegno”. A tal proposito, sono stati loro proposti laboratori su tematiche che vanno dalla famiglia alla comunicazione, alla convivialità, da realizzare nel corso del convegno del 23 e 24 novembre. Forte è stato l'interesse degli insegnanti, coinvolti in un tema stimolante seppur complesso. L'intento è ripartire dall'educazione, dalla scuola, per fornire agli insegnanti gli strumenti per vivere questo passaggio, perché, -continua Euli- “per apprendere dalla catastrofe bisogna disporsi ad un approccio diverso, meno consueto e più sorprendente, anzi spiazzante”.
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