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Cala Pantano, linee guida per uno sviluppo sostenibile Il WWF Bisceglie indica come agire nell'area che si estende all'interno dell'Oasi di Protezione “Torre Calderina”
24 maggio 2006

MOLFETTA - Il WWF di Bisceglie ha elaborato delle Linee Guida per lo Sviluppo sostenibile della Zona Pantano – Ripalta, una corposa proposta progettuale che vuol essere un contributo concreto alla discussione sul futuro dell'area, il territorio costiero che si estende all'interno dell'Oasi di Protezione “Torre Calderina”, come risposta a tutti i piani cementificatori che si sono succeduti negli ultimi 10 anni. Linee Guida offerte alla discussione e che di seguito riportiamo: “Gli indirizzi di tutela La salvaguardia e la valorizzazione delle bellezze naturali presenti sul territorio, oltre a garantire il sacrosanto diritto di tutti alla fruizione di ambienti quasi incontaminati, permette di disporre di una risorsa capace di indurre un forte potenziamento dell'economia turistica locale, mediante l'attrazione di flussi turistici permanenti e durante tutto l'anno. Tale strategia eco-sostenibile si contrappone a quella visione puramente utilitaristica che tende invece allo sfruttamento intensivo del territorio mediante la “riminizzazione” dei litorali, con il conseguente depauperamento dei beni ambientali e con l'instaurarsi di uno sviluppo turistico esclusivamente balneare e quindi limitato ad un'unica stagione. Non si può pertanto ravvisare nella strategia della “riminizzazione” alcuna prospettiva di creazione di posti di lavoro stabili. Abbiamo pertanto redatto un corposo progetto di recupero eco-sostenibile che, partendo dall'analisi delle componenti territoriali, ha l'ambizione di restituire l'area alla pubblica fruizione. La strategia È nostra ferma convinzione che per raggiungere gli obiettivi di uno sviluppo realmente sostenibile sia necessario coinvolgere tutti i soggetti interessati, ossia proprietari terrieri, istituzioni, associazioni e imprese. La nostra proposta progettuale si articola su quattro linee principali: analisi del territorio, definizione degli ambiti di intervento, restauro ambientale, indicazione degli interventi strutturali (mobilità, valorizzazione archeologica, restauro rurale, riqualificazione). Il progetto si basa su due capisaldi fondamentali, dai quali è impossibile prescindere: le normative di tutela (il Decreto Ministeriale del 1/8/1985, meglio conosciuto come Decreto Galassino, il P.U.T.T. Puglia - NTA - art. 3.13 - “Aree protette” - punto 3.13.4 e il D.P.R.G. n° 1061/85:) e i dieci criteri per la sostenibilità ambientale, definiti in ambito comunitario. Le priorità Per programmare la governace del territorio sotto l'egida di regole condivise e sfruttare appieno le potenzialità inespresse della zona di Levante quale centro di interesse multidisciplinare, in grado di attivare processi di sviluppo socio-economico nel territorio, è necessario intraprendere la strada del Parco Naturalistico-Archeologico, ovvero dell'Area Naturale Protetta (ex Legge Regionale 19/97) o del Parco Provinciale. Le tappe sono: 1) espressione di un indirizzo di tutela ambientale da parte del nuovo Consiglio Comunale con una apposita deliberazione nei primi 100 giorni di consiliatura. Questa è una richiesta che abbiamo formalmente avanzato durante i tre incontri con i candidati alla carica di sindaco della città e ribadiamo che questo metodo è l'unico che premetterà di salvare dalla speculazione edilizia questo nostro polmone verde, tutte le altre soluzioni condurrebbero alla cementificazione della zona di Levante; 2) nuova perimetrazione dell'area in: Zone di conservazione, Zone di ripristino, Zone di rispetto e Zone di recupero funzionale e definizione della loro destinazione d'uso. Progettualità degli interventi Tra gli altri immaginiamo: interventi di conservazione degli ecosistemi per la tutela dei livelli di biodiversità, interventi di restauro ambientale con ripristino della zona umida originaria; la creazione di sentieri naturalistici percorribili a piedi, a cavallo o in mountain bike; il recupero delle strutture rurali e dei muretti a secco e dei terrazzamenti; la definizione di una nuova viabilità con il risanamento di tracciati preesistenti di interesse naturalistico e di percorsi escursionistici funzionali al raggiungimento ed alla connessione fra le emergenze culturali; la formazione di figure professionali specializzate per poter svolgere attività di guide e di educazione ambientale all'interno dell'area, ma anche per avvicinare, coinvolgere e sensibilizzare la popolazione e i turisti verso una cultura naturalistica; l'istituzione di un centro di documentazione ambientale in grado di raccogliere, classificare e organizzare tutte le informazioni di carattere geologico, biologico, archeologico e architettonico riguardanti la Costa di Levante. Per risolvere l'annoso problema dei reflui fognari proponiamo un sistema integrato di lagunaggio con fitodepurazione per l'affinamento, a scopo irriguo, delle acque provenienti dagli impianti di depurazione di Bisceglie e Corato. La complessità dei luoghi richiede una cartellonistica verde che indichi i percorsi naturalistici, i siti, le caratteristiche botanico vegetazionali delle essenze vegetali, la fauna osservabile. È necessario attrezzare l'area con una segnaletica per i veicoli e di una segnaletica per la mobilità “lenta”. Infrastrutturazione Il problema più evidente consiste nell'individuazione delle strutture turistiche in grado di ospitare ed offrire servizi ai visitatori, al fine di rendere fruibile il futuro parco e le sue spiagge e contribuire all'esigenza di sviluppo dell'economia locale. Una prima soluzione consisterebbe nella costruzione di queste strutture al di fuori del perimetro dell'Oasi di protezione Torre Calderina. A tal fine si potrebbe scegliere come ubicazione, per esempio, la zona interposta fra la S.S. 16 e la linea ferroviaria Bari-Foggia. Una seconda soluzione, integrativa o alternativa rispetto alla precedente, consisterebbe nella creazione di aree pic-nic e verde attrezzato esclusivamente nei territori costruiti. Massima attenzione Sull'area aleggiano progetti interventisti che, a nostro avviso, romperebbero irrimediabilmente il delicato equilibrio ambientale e che teorizzano tutti la frenesia di trasformare il territorio con procedure d'urgenza. Ci rendiamo conto che il nostro progetto si scontra con questo muro di gomma e ricordiamo il “Piano per lo sviluppo ecosostenibile dei distretti balneari e delle spiagge cittadine” promosso dall'amministrazione uscente. Le recenti linee guida del futuro Piano Regolatore prevedono nella zona, tra l'altro, strutture ricettive di tipo alberghiero, un'idea quantomeno opinabile e invasiva che noi rigettiamo in toto in quanto risulterebbe in palese contrasto con le leggi di tutela tutt'ora vigenti. Non dimentichiamo gli abusi edilizi e le discariche abusive, vere piaghe, che progressivamente contribuiscono al degrado ambientale. Un altro progetto di Legambiente, che circola solo in certi ambienti, prevedrebbe l'istituzione di un “parco rurale provinciale”. Usiamo il condizionale perché questo di questo progetto non ci è concesso saperne più di tanto e ci vengono distillati periodicamente stralci da estratti o scarni comunicati. Una situazione che di fatto lo rende un progetto calato dall'alto: non ci convincono i 12 km di pista ciclabile e “l'inserimento di attività produttive”, ma ci preoccupa l'affermazione che il territorio “è attualmente gravato da una congerie di vincoli che, se da un lato hanno concorso (con l'inquinamento marino) a impedire il consumo di queste terre, dall'altro danno luogo ad una serie di legacci e legacciuoli”. Per noi le leggi non sono la base da cui partire e non un ostacolo da superare e quindi vorremmo apprenderne i contenuti, per poterli finalmente comunicare alla cittadinanza. Le azioni intraprese Si articolano in quattro linee di azione principali: 1- Le nostre “Linee Guida per lo Sviluppo sostenibile della Zona Pantano – Ripalta” sono state promosse in diverse sedi. Sono state consegnate ai candidati alla carica di Sindaco e inviate all'attenzione dell'Assessore all'Ambiente e del Presidente della Provincia di Bari. 2- Assicurando il nostro contributo alle due conferenze cittadine del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino (unica associazione ambientalista) e alla conferenza finale svoltasi ad aprile a Trani, abbiamo avanzato la proposta di inserire le Lame Biscegliesi di Macina e di S. Croce nel Parco dell'Alta Murgia. Questa idea è stata talmente interessate che il dott. Barone e l'arch. Iacoviello del Patto hanno pensato di venirci ad incontrare presso la nostra sede. Durante il cordiale colloquio sono emersi diversi elementi di concordia e contiamo di sviluppare questo percorso in futuro. 3 – Controlliamo il territorio attraverso giri di perlustrazione che hanno prodotto diverse segnalazioni di abusi edilizi all'autorità giudiziaria. Continua inoltre il monitoraggio delle specie faunistiche e botaniche. 4 – L'unico dibattito tra i candidati alla carica di sindaco sul futuro della zona di levante è stato organizzato dal WWF. A tutti i candidati il WWF ha inoltrato formalmente la richiesta di revoca della delibera di Consiglio Comunale n° 97 del 14 Dicembre 2005, concernente la variante al piano regolatore in zona Pantano per la costruzione della stazione di servizio con annesso motel. Il WWF ha richiesto, in tal senso, un preciso impegno di annullamento della suddetta delibera ai candidati, in caso di elezione riuscita alla carica di primo cittadino”. Il comunicato del WWF di Bisceglie si conclude con una nota indirizzata al mondo politico: “ Da ormai 15 anni il WWF rappresenta un'autentica diga ai progetti cementificatori della Zona Pantano-Ripalta, portiamo avanti un'idea forte e certamente non improvvisata e quindi rivendichiamo un ruolo attivo in qualsiasi decisione sul futuro dell'Area. Già nel 1993 il Gruppo attivo WWF di Bisceglie chiese l'istituzione del Parco costiero del Pantano ma la proposta, supportata da numerose firme raccolte per petizione popolare, non ebbe successo. Nel 2002 furono raccolte addirittura 2500 firme, ma il consiglio comunale a maggioranza votò contro. È ora che si cambi registro e speriamo che la nuova amministrazione comunale voglia finalmente rompere con il passato e avviare l'iter per l'istituzione dell'Area Naturale Protetta. Pertanto auspichiamo l'adozione di una delibera di Consiglio Comunale che esprima l'indirizzo politico-amministrativo unanime di istituire l'Area Naturale Protetta in Zona Pantano-Ripalta. È questo l'unico modo per salvare dalla speculazione edilizia questo nostro polmone verde, tutte le altre soluzioni sono chiacchiere, o peggio astuzie, per avviare la cementificazione della costa di levante”.
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