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Asi e Pip, dedicate ad artigiani e industriali le nuove strade
15 febbraio 2006

La città di Molfetta si sta ampliando a gran velocità, nascono nuovi quartieri e nuove strade, che hanno bisogno di nuovi nomi. Una recente delibera municipale ha sancito il “battesimo” delle nuove strade nei comparti 14, 15 e 16 di espansione residenziale, oltre che nella zona di ampliamento P.I.P. (nuova zona artigianale) e nella zona A.S.I. Il progetto della nuova denominazione è passato attraverso varie fasi: la commissione Toponomastica ha individuato le aree di circolazione da denominare, passando al vaglio le proposte e le segnalazioni di denominazioni pervenute da parte di cittadini, enti ecclesiastici ed associazioni. Subito dopo, il progetto è passato alla Giunta comunale; una volta approvato è stato revisionato dalla società di Storia Patria di Bari, per poi essere stato approvato definitivamente dal Prefetto. Tra le nuove strade del comparto 14, figurano le nuove vie intitolate rispettivamente a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi alti magistrati siciliani, che hanno dedicato e sacrificato la loro vita per la lotta contro la mafia, a distanza di poco tempo uno dall'altro, rimasti vittime di due attentati negli anni '90. Fra le vie del comparto 15 da annoverare via Madre Teresa di Calcutta, la celebre religiosa che sposò la causa indiana e Viale Mons. Antonio Bello, intitolato al mai dimenticato vescovo di Molfetta. Nel comparto n.16 spiccano via Tommaso Salvemini (statistico) e Sandro Pertini. Nella zona di ampliamento P.I.P. si è pensato di dedicare le nuove strade a una moltitudine di classici e caratteristici lavori artigianali per ricordare le varie attività produttive che meritarono alla città, alla fine dell'Ottocento, il nome di "Manchester delle Puglie". Molti mestieri artigianali oggi scomparsi, erano legati alle attività produttive della cantieristica navale, alla lavorazione della pietra e all'olivicoltura. Figurano così, via dei Frantoiani (gestivano i frantoi, provvedevano alla spremitura della massa oleosa da cui ricavavano l'olio e utilizzavano la massa residua, ossia la sansa, per la fabbricazione di saponi); via dei Bottai (le botti sostituivano nei grandi viaggi, gli otri di pelle con cui originariamente si raccoglieva l'olio), via delle Ricamatrici (simbolo nobile del lavoro femminile), via dei Carpentieri e via dei Calafati (le attività di questi ultimi erano complementari tra loro) e via degli Agricoltori, per citarne solo alcune. Nella zona Asi le nuove strade sono state intitolate a nomi di grandi industriali, legati strettamente al panorama economico locale o a quello nazionale ed internazionale. Tra le più significative: via Cementificio de Gennaro (il più grande degli impianti il cui prodotto era richiesto dall'intensa attività edilizia di Molfetta e dall'intera provincia), via Tattoli, altra famiglia industriale, proprietaria degli omonimi cantieri navali che, come richiesto dalla pesca atlantica, tentarono la produzione di imbarcazioni in ferro per affrontare l'oceano, via dei Barchettai, che costituivano un numeroso stuolo di barche a remi, poi dotate di piccoli motori, che esercitavano la pesca giornaliera, via degli Oleifici e Saponerie, via Adriano Olivetti, grande esempio di "capitalista umanitario", fu il primo a concepire la fabbrica, non come luogo di sfruttamento del lavoro, ma come casa dell'operaio facendo costruire nell'ambito delle sue fabbriche, abitazioni con giardini, scuole e attrezzature sportive. Ancora, via Giovanni Agnelli, il grande industriale italiano, fondatore della Fiat, che raggiunse con la produzione e esportazione di automobili, fama internazionale; in un ambito più circoscritto ma ugualmente importante, via Luigi Gambardella, l'industriale molfettese di maggior successo, che assicurò il lavoro a generazioni di operai molfettesi; via Luigi de Lillo fondatore, alla fine dell'800, di una fabbrica per mattoni da pavimento, azienda oggi, ancora vitale e resistente alla concorrenza delle fabbriche di mattonelle in ceramica del Nord Italia. Tutte queste strade (citate solo in parte) attestano un positiva espansione produttiva della città di Molfetta, che nonostante alcune immancabili difficoltà che contraddistinguono ogni Comune, guarda avanti con fiducia. Domenico Gadaleta
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