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Aperta la nuova cala S. Andrea a Molfetta, il sindaco Natalicchio: basta polemiche e divisioni, la città è una ed è di tutti non solo di Azzollini e dei suoi amici
17 aprile 2014

MOLFETTA - Inaugurata dal sindaco di Molfetta Paola Natalicchio (nella foto con Pasquale De Tullio e Lazzaro Pappagallo) l’area ristrutturata della caletta S. Andrea alle spalle del Duomo (vedi video gallery a destra).

Nel corso della cerimonia, la Natalicchio si è detta dispiaciuta dell’assenza dell’ex sindaco Antonio Azzollini, il quale, pur invitato, non ha voluto condividere l’iniziativa che aveva provveduto ad avviare, confermando la voglia di continuare nell’azione di odio nei confronti dell’attuale sindaco, cominciata fin dalla campagna elettorale. Dividere la città e i cittadini di Molfetta, ispirandosi alla politica di Berlusconi, resta l’obiettivo principale di Azzollini, perseguito per anni e che continua tuttora, ma è l’obiettivo anche di tutto il nuovo centrodestra e di Forza Italia che si esprime con aggressioni ed insulti in consiglio comunale e con manifesti offensivi per la città. Insomma, il centrodestra mostra la mancanza di una cultura democratica, legato ad una autoritaria che è stata rappresentata negli ultimi 10 anni da Azzollini.
La Natalicchio si è detta rammaricata di questo comportamento: “Manca qualcuno oggi che, siccome non poteva mettere il cappello sul microfono – ha affermato – pur invitato, non si è presentato. Io spero che quel qualcuno (con chiaro riferimento ad Azzollini) ci ripensi perché la città è una, ce ne dobbiamo fare una ragione e la dobbiamo smettere di dividerla sempre in mille pezzetti”.
Il sindaco ha ricordato come, nei giorni scorsi, siano state distribuite 10.000 cartoline a tutti i bambini delle scuole della città chiedendo cosa fosse per loro una città sana. La risposta: è la città dove non si fanno polemiche”. Una lezione esemplare dai bambini, che mostrano più maturità degli esponenti del centrodestra che dalle divisioni sperano solo di ottenere vantaggi elettorali. Una lezione, a nostro parere inutile, perché difficile da comprendere per un centrodestra che continua a fare critiche insignificanti come l’asfalto davanti al duomo o la collocazione dell’opera “Un altro orizzonte” (foto) dell’artista giapponese Nagasawa, donata a Molfetta e collocata proprio nei 5mila metri della cala S. Andrea. Ma, secondo i benpensanti, si tratta di un’opera brutta e che deturperebbe la bellezza del duomo romanico. E così l’opposizione, perde ancora una volta la possibilità di fare politica costruttiva, limitandosi, per mancanza di argomenti, alla critica fine a se stessa.

E, come sempre, malgrado i desideri dei bambini, non sono mancate del polemiche da parte di chi si firma come portavoce del comitato di quartiere Molfetta vecchia (Biscotti, Bufi, De Tullio, Fusillo, Mezzina) i quali «hanno deciso di disertare l'inaugurazione dell'approdo di sant'Andrea perchè ritengono di essere stati emarginati ingiustamente nel corso delle  fasi che hanno riguardato la sistemazione dell'area retrostante il Duomo. L'esclusione subita mina alla base la filosofia del contratto di quartiere stesso, che avrebbe dovuto promuovere momenti di partecipazione dal basso e di progettazione partecipata con i diretti interessati dalle opere di rigenerazione urbana : gli abitanti del quartiere. Un’Amministrazione che fa della trasparenza e del dialogo con i cittadini la sua bandiera, che non ha risposto alla nota del Comitato del 3/3/2014 solo perché venivano sottolineate le difformità  dell’esecuzione dal progetto approvato e non ha garantito l’accesso completo agli atti,  indica che Essa intende  ancora seguire vecchie strade e logiche che speravamo sepolte per sempre».

Il sindaco, in occasione dell’inaugurazione della caletta ristrutturata, ha poi invitato ad avvicinarsi al microfono anche l’arch. Lazzaro Pappagallo direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento e Pasquale De Tullio, uno dei 271 dipendenti comunali che ha sempre seguito i restauri del centro antico, al quale si sta lavorando per il recupero fin dal lontano 1994 con i sindaci Guglielmo Minervini prima e con Tommaso Minervini dopo, che avevano deciso di ricominciare a scommettere sul centro antico e ricostruirlo pezzo per pezzo, casa per casa, perché le cose per farle bene ci vuole tempo e sono passati 20 anni, in cui sono successe tante cose. I finanziamenti sono arrivati nel 2006, poi i comitati di quartiere. “Sulla cala S. Andrea c’erano i grandi progetti di qualcuno che voleva farne la piazza dei grandi concerti, qualche altro voleva trasformarla in spiaggia, le idee erano tante, ma con la pazienza della mediazione e con l’efficienza della tecnica si è arrivati a questo risultato, che è veramente bello. Non dimentichiamo che qui c’era un parcheggio, un ingorgo di macchine, noi le abbiamo tolte, come abbiamo fatto a piazza Municipio e davanti al Duomo. Abbiamo restituito questo spazio alla città, lo abbiamo voluto fare prima dell’estate, perché questo deve essere un altro posto dove passeggiare, dove poter stare per godere il meraviglioso panorama del mare. Un posto dove portare i bambini, abbiamo pensato perciò anche di mettere alcuni giochi, ma lo faremo successivamente, faremo succedere delle cose in questi spazi”.

Poi Paola Natalicchio ha parlato delle polemiche sulla collocazione dell’opera di Nagasawa in quest’area. “E’ un grande artista di fama mondiale, lo abbiamo accolto in consiglio comunale, c’erano gli studenti di arte contemporanea, che sono venuti da tutta la Puglia per incontrarlo, hanno scritto di questa mostra curata dal molfettese Giacomo Zaza nel Torrione Passari tanti giornali stranieri e tutti i più grandi giornali di arte contemporanea. Insomma nel Torrione Passari si respirava aria di Europa. Noi siamo gente del fare, che guarda oltre il proprio campanile. Sono belle le torri del Duomo, sono nostre, sono quelle che, come mi raccontava mio nonno, guidavano i pescatori al loro ritorno a casa e quando dovevano orientarsi le cercavano. Sono meravigliose le cose del passato, ma occorre aprirsi anche all’arte contemporanea”.

Il sindaco ha confessato di non amarla molto l’arte contemporanea, ma di aver avuto da Giacomo Zaza un’ottima lezione sulla sua capacità di far riflettere, far discutere, far anche arrabbiare. “Io la trovo bella questa croce con i pesi che la tirano giù, la trovo profonda in queste giornate in cui è cominciata la nostra Pasqua. Rispettiamo anche chi la trova meno bella, ma questa è una cosa che è successa in questa bomboniera della casa S. Andrea, un posto dove non si deve avere paura di calpestare i ciottoli, la ghiaia messa lì per abbellire il tutto col sapore di mare”.
Paola Natalicchio, sempre in tema di risposta alle polemiche sciocche ha detto che il divieto per i cani era indispensabile, proprio per la presenza dei ciottoli, che sarebbe stato difficile pulire dagli escrementi degli animali, col rischio che si rovinasse il tutto, mentre l’area va protetta e tutelata per evitare che faccia la fine di tutti gli altri giardini di Molfetta dove sono stati sprecati soldi pubblici per una ristrutturazione che non è durata nulla per mancanza di sorveglianza e di tutela.

“Dobbiamo passeggiare in questa cala, sentire il piacere di questa cosa bella che è successa in città, dobbiamo andare nei ristoranti, nei negozi, girare per Molfetta e sentire sulla pelle che è bella questa città e quando siamo qui a S. Andrea guardare l’orizzonte e il nostro mare che ci dà l’orgoglio di appartenere a questa terra”.

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