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Allarme sicurezza, ancora episodi di inciviltà in pieno centro a Molfetta
04 luglio 2026

 MOLFETTA – “Quindici” lancia da anni l’allarme sicurezza a Molfetta, criticando l’amministrazione di Tommaso Minervini per non aver preso di petto il problema, lasciando che questo si incancrenisse.

Ora siamo al punto in cui tutti si accorgono di un tema spesso sottovalutato non solo dal ciambotto delle liste civiche, ma anche da parte di alcuni partiti di entrambi gli schieramenti.

Si doveva arrivare all’omicidio di un ragazzo freddato nella sua auto a colpi di pistola davanti alla sua ragazza (le indagini proseguono e i carabinieri hanno già una pista che potrebbe portare presto ad arresti) perché alcuni cittadini e qualche forza politica si accorgesse del fenomeno.

Che in larga parte riguarda il mondo giovanile e soprattutto minorile.

Oggi è circolato sui social un video relativo bravata dei soliti teppisti a Corso Dante in pieno centro con sgommate e urla, bulli padroni della notte, complice anche la città deserta per paura, ma anche per mancanza di iniziative e di quella vitalità che una volta caratterizzava Molfetta, dove era possibile passeggiare a Corso Umberto e anche nella villa comunale per godere la città di notte in tutta tranquillità.

All’epoca si diceva che Molfetta era un paese tranquillo rispetto ai Comuni vicini e se ne menava vanto (perfino qualche politico ha continuato a sostenere questa tesi, anche in tempi recenti). Poi il fenomeno della microcriminalità, delle baby gang è esploso e, il fuoco che covava sotto la cenere, è diventata fiamma che incendia anche le auto e vandalizza vetture parcheggiate in centro a Capodanno.

Il candidato sindaco del centrodestra Adamo Logrieco ha diffuso il video sollevando giustamente anch’egli il problema sicurezza, che l’Amministrazione del nuovo sindaco Manuel Minervini ha messo fra le priorità. Ma c’è stato anche un esponente della passata amministrazione che ha tentato di fare il moralista, dimenticando di aver fatto parte di una compagine che ha fatto scempio di una città, consegnando una pesante eredità ai successori.

In altre occasioni abbiamo definito questi amministratori “facce di bronzo” che raccontavano una città inesistente, con la pura propaganda alla quale ci ha abituato anche la premier Meloni.

Oggi ci chiediamo: a cosa è servito armare la polizia locale (un provvedimento sempre criticato da “Quindici” come inutile, e si è rivelato tale)? Si era detto che i vigili urbani si sarebbero trasformati in sceriffi della notte, ma in realtà si sono trasformati solo in imitatori di poliziotti veri, senza che questa soluzione costosa e pericolosa raggiungesse un qualche risultato efficace, nemmeno dal punto di vista della deterrenza.

Ora siamo passati dall’allarme sicurezza, lanciato da “Quindici”, all’emergenza sicurezza che viviamo in una città che non trova risposte ai timori della gente, sempre più sconcertata.

Bene ha fatto, allora il sindaco Manuel Minervini a tenere per sé la delega alla sicurezza e polizia locale, perché i vigili urbani che aspirano ad essere poliziotti e il cui numero è stato potenziato, dotandoli anche dei mezzi necessari ad operare, non si limitino a fare le multe per divieto di sosta o eccesso di velocità sulla SS16 bis per fare cassa, ma aumentino la loro presenza sul territorio, anche nelle ore notturne, ora che sono armati.

Ma questo non basta: occorre non solo la deterrenza, ma soprattutto la prevenzione, con politiche mirate, i cui risultati si potranno raccogliere in tempi lunghi, ma se non si comincia subito, ogni intervento rischia di essere vanificato. Quest’ultimo episodio può essere considerato una ragazzata un po’ eccessiva, lo sarà anche stato (è avvenuto anche in passato), ma in questo clima di microcriminalità diffusa, l’allarme va tenuto alto. Non si può più ignorare o sottovalutare.

Non ci piace il ruolo della Cassandra, non soffriamo, per fortuna di questo complesso, ma cerchiamo di guardare alla realtà col distacco del cronista, che non ha bisogno di consensi come il politico, ma che ha il dovere di inquadrare la situazione in modo reale, raccontando il presente per migliorare il futuro.

© Riproduzione riservata

Autore: Felice de Sanctis
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