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Il Consiglio regionale ricorda Guglielmo Minervini
04 agosto 2016

 
BARI - Il Consiglio regionale ha ricordato Guglielmo Minervini che per lunghi anni è stato autorevole rappresentante. La commemorazione ufficiale è stata tenuta dal Presidente del Consiglio Mario Loizzo, da Mino Borraccino suo compagno di partito (Noi a sinistra per la Puglia), e dal presidente della Regione, Michele Emiliano.
Il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo con voce rotta dalla commozione ha ricordato ai colleghi le qualità umane, morali e politiche di Minervini, sottolineando come la sua scomparsa costituisca un impoverimento dell’aula, la difficoltà del momento rappresentata dal dolore per la sua scomparsa: Minervini “non sarà più tra questi banchi, eppure siamo certi che la compostezza esemplare, il tratto pacato, la dolcezza del suo sorriso non ci lasceranno”, ha detto Loizzo.
“Fedele al credo pacifista che lo ha sempre guidato, Guglielmo non aveva nemici – ha sottolineato il presidente del Consiglio - si era formato alla scuola di Don Tonino Bello, vescovo della sua città e apostolo pugliese di pace”.
Loizzo ha poi messo in risalto le espressioni che hanno accompagnato la scomparsa di Minervini, gli attestati di profonda stima che gli sono stati rivolti per il suo impegno politico e sociale.
“Sino all’ultimo ha lavorato per dare un contributo al futuro della sua Città, della sua Puglia, dei giovani della sua Regione. A questi, si rivolgevano i progetti sviluppati nel corso della sua gestione dell’Assessorato alle politiche giovani e proiettati proprio al futuro. Progetti ai quali dava per primo nomi efficaci come “Bollenti spiriti” e “Ritorno al futuro”, tesi a valorizzare le grandi intelligenze delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”, ha detto il presidente del Consiglio regionale.
“La sua capacità di guardare lontano, i progetti che ha realizzato, il futuro che ha contribuito ad offrire a tanti giovani, resteranno a ricordarlo per sempre. Guglielmo era un uomo sereno, discreto, dal sorriso aperto. Per me è stato un compagno di partito e un amico indimenticabile. La sua presenza amica lascia vuoto che non sarà facile colmare”, ha concluso.
Rinnovando a nome dell’intera Assemblea la partecipazione al dolore della famiglia, l’Aula ha osservato un minuto di raccoglimento, conclusosi con un prolungato applauso, mentre la bandiera della pace era spiegata sul banco solitamente occupato da Guglielmo Minervini.

 

“Guglielmo è stato uno straordinario ed originale dirigente politico della nostra terra, un visionario con il dono della concretezza, capace di legare le più innovative pratiche di governo che hanno contraddistinto quegli anni con la fedeltà a principi irrinunciabili, per lui e per noi, principi e valori che fanno la differenza soprattutto quando si nutrono della pratica”.
Lo ha detto il consigliere regionale Mino Borraccino che a nome del partito in cui ha militato (Noi a Sinistra per la Puglia), ha commemorato la scomparsa di Guglielmo Minervini, svoltasi nell’aula di via Capruzzi prima dell’inizio della seduta consiliare.
“L'ho conosciuto così, nel 2005, quando in Regione si è determinato il "grande cambiamento della Primavera Pugliese" per mano di una generazione che ha provato a governare senza esercitare il potere, che si è aperta alla società e ne ha preteso la più ampia partecipazione. E Guglielmo, in questo, è il nostro Maestro. Il suo carattere mite, il suo comportamento sereno, la curiosità verso il tutto, una straordinaria capacità di relazionarsi, la cura e l'attenzione verso il protagonismo in particolare dei giovani sono stati ampiamente riconosciuti ed apprezzati da più parti, anche dai nostri avversari, come ci confermano i giudizi e i commenti di questi giorni”, ha aggiunto Borraccino.
“Guglielmo è quella "brava persona" perché è "bravo" nella politica che ha inteso sempre come leva di cambiamento a favore dei più deboli, come strumento di trasformazione dei rapporti nella società e nel mondo a partire dalla grande contraddizione pace-guerra. Noi lo conosciamo così: uno dei dirigenti più significativi dell'area progressista e della sinistra capace di andare ‘oltre’ le vecchie culture politiche non per tatticismo e compromessi, non per resa alla contingenza ma per raggiungere prima e meglio quegli obiettivi valoriali che lo e ci ispirano. L'ho poi ritrovato con piacere un anno fa nella campagna elettorale e poi nel Gruppo consiliare che ha rappresentato con riconosciuto equilibrio e con efficacia”.
“Ha combattuto contro la malattia con una forza incredibile e nonostante le difficoltà in questi pochi mesi della nuova legislatura regionale, ha continuato a lavorare con noi, con Sinistra Italiana, su temi che gli stavano molto a cuore: la lotta al caporalato e contro il lavoro nero, il miglioramento del sistema sanitario e poi le politiche giovanili, il destino delle giovani generazioni pugliesi.
Su questi temi, come su altri, Guglielmo lascia una eredità pesante per chi come noi non ha la sua statura e la profondità di pensiero. Un'eredità che è a disposizione non solo del nostro gruppo politico e della nostra comunità, ma di tutti i pugliesi e di coloro che vorranno e sapranno coglierne il senso più profondo, più intimo. Ovvero che la politica è una "cosa bella" quando serve a qualcuno, quando è capace di ribaltare i rapporti di forza, quando si fa capace di organizzare le risorse che nella società ci sono per sconfiggere le ingiustizie e le iniquità. Perché come diceva Guglielmo nel suo libro "La Politica generativa", ognuno può e deve fare la sua parte per riappropriarsi della politica, quella bella”.
“Mai, in questi giorni in cui l'ho sostituito nei lavori dell'Aula e del Consiglio – ha concluso Borraccino - avrei immaginato di dover rinunciare alla sua presenza, ai suoi consigli e alle sue intuizioni: uno strazio che è di un'intera comunità e che è solo attutito dalla certezza che i tanti buoni semi che Guglielmo ha diffuso nella sua straordinaria vita politica germineranno altre speranze, altri impegni, altre trasformazioni perché il vento del cambiamento non si è ancora placato grazie a persone come lui”.

Il presidente della giunta Michele Emiliano ha quindi voluto dedicare a Minervini la legge sulla partecipazione appena approvata dal governo regionale. «Dedico a Guglielmo Minervini il disegno di legge sulla partecipazione dei cittadini all’amministrazione nella Regione. È casuale che l’abbiamo approvata proprio oggi in giunta ma ha del simbolico e ci lancia un messaggio che non sono in grado di interpretare perché non ho le parole adatte per descrivere quello che provo in questo momento. Devo riconoscere che le sue ispirazioni di una vita sono state alimentate dall’idea che la politica non fosse semplicemente una decisione tecnica, ma costituisse un modo attraverso il quale chi ha la rappresentanza delle persone se ne assume la responsabilità continuando a dialogare con loro anche quando l’urgenza della decisione si impone. Minervini aveva dentro di sé i semi di questa idea della politica. Mi auguro che il disegno di legge sulla partecipazione dei cittadini, assieme all’attività della nostra amministrazione, passata, presente e futura, continuino ad ispirarsi alle sue idee. Approvando il disegno di legge ho provato davvero la sensazione di fare una cosa a nome e per conto suo. Ne avevamo parlato tante volte, e l’avevamo esaminata anche assieme. Avevamo dato vita ad un processo partecipativo per realizzare e costruire il disegno di legge».

«La sua assenza ci peserà»

Emiliano si è soffermato sull’assenza di Minervini e sul suo effetto sull’assemblea della quale faceva parte. «Il suo stato di salute gli ha impedito di fare tutto quello che avrebbe voluto, ma mai la sua presenza è venuta meno! La legge che tra breve verrà all’esame del Consiglio, porta anche il suo nome. Vedere la bandiera che copre il suo abituale seggio e la consapevolezza di non poterlo più interrogare, peserà moltissimo su di me, sulla Giunta e peserà soprattutto su tutti i pugliesi che l’hanno conosciuto, apprezzato ed amato».

 

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