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Nominato l’addetto stampa del sindaco: è Lucrezia D’Ambrosio, corrispondente della “Gazzetta del Mezzogiorno” da Molfetta. La farsa dell’avviso pubblico e l’attesa per la nomina di un secondo addetto stampa
La sede del Comune a La Mascotella
30 agosto 2018

MOLFETTA – Come “Quindici” aveva previsto e anticipato già nel giugno scorso, la farsa dell’avviso pubblico costruito ad hoc per la nomina di due (uno non bastava, forse il sindaco ha scambiato il Comune per Palazzo Chigi?) si è conclusa (delibera n. 52612 del 28.8.18) con la nomina di Lucrezia D’Ambrosio, 48 anni pubblicista, ad addetto stampa del sindaco di Molfetta Tommaso Minervini.

Una conferma che l’avviso pubblico, predisposto per questo incarico, serviva solo come foglia di fico per una nomina fiduciaria legittima, ma che poteva essere fatta direttamente, senza illudere altri giovani come usa fare il sindaco con le nomine fiduciarie, vedi quella della sua segretaria Titti Lioce. Anche lì ci fu l’avviso pubblico con risultato già scontato.

Forse la scelta del sindaco è ricaduta sulla D’Ambrosio per avere un canale preferenziale nelle notizie su Molfetta pubblicate sulla Gazzetta del Mezzogiorno, della quale la nuova addetto stampa è corrispondente da Molfetta?

Le cronache da Molfetta della “Gazzetta”, scritte dalla D’Ambrosio, hanno rivelato fin dall’insediamento di questa amministrazione di destracentro “ciambotto”, una conversione mariana della Lucrezia, al punto che l’assessore ai lavori pubblici era presente quasi ogni giorno con le sue iniziative, anche inutili per la città. Mai abbiamo letto articoli di critica (che non fossero comunicati dell'opposizione) all’amministrazione Minervini sulla “Gazzetta” in questi mesi e ancor più quando la nomina era già stata pubblicata da “Quindici” e mai smentita.

Non sappiamo se questa sia stata una linea filo governativa del giornale, anche se, conoscendo il direttore, non lo crediamo. Comunque ora la D’Ambrosio dovrebbe lasciare la corrispondenza, come è avvenuto in altri casi nel quotidiano barese, essendo l’incarico incompatibile con la nomina di addetto stampa del Comune, per un palese conflitto di interesse. Riuscirà la D’Ambrosio a dialogare con la stampa locale, in considerazione della sua difficoltà a rapportarsi con altri colleghi?

Altro interrogativo (il compito del giornalista è soprattutto quello di fare domande, lo ricordiamo a chi lo avesse dimenticato): per quale motivo il sindaco ha deciso di nominare due addetti stampa, quando ne bastava uno solo? Per accontentare qualche collaboratore del suo sito di riferimento, che è diventato l’organo ufficiale dell’amministrazione e che riceve le notizie anche in anticipo? Ci risparmiamo di rivelare il nome dell’altro addetto stampa che già circola in città. Ma ci chiediamo se con la “Gazzetta” non ostile e un sito amico a cui passa tutte le veline, fosse necessario far spendere altri soldi ai cittadini, quando il risultato propagandistico era già assicurato?  Ammenocchè il sindaco non pensi a una sorta di Minculpop con la stampa locale nell’era del governo Salvini che vuole cancellare anche l’Ordine dei giornalisti. Per la vecchia cultura salveminiana di Minervini sarebbe inammissibile, per la nuova cultura destrocentrica a cui si è votato, forse sì.

Assolutamente nulla di personale, ma chiediamo: solo la D’Ambrosio rispondeva ai requisiti necessari per svolgere questo delicato incarico che avrebbe potuto anche essere assegnato a qualche giovane giornalista locale disoccupato, che ha partecipato all’avviso pubblico? 

Una maggiore trasparenza del sindaco non guasterebbe. E’ questo il cambiamento annunciato?  Quello di prendere in giro il cittadino con nomine già decise, ma mascherate con avviso pubblico.

In attesa di conoscere il nome dell’altro addetto stampa, facciamo sinceri auguri di buon lavoro a Lucrezia D’Ambrosio (il cui incarico terminerà contemporaneamente a quello del sindaco), augurandoci un confronto serio e non parziale nell’espletamento del suo incarico.

Noi continueremo a scrivere “quello che gli altri non dicono” e anche quello che il Comune non vorrebbe che si dica. Non ci limiteremo, insomma, come abbiamo sempre fatto a pubblicare asetticamente i comunicati stampa del Comune.

La libertà è proprio questa e ad essa non intendiamo rinunciare, nell’interesse dei lettori e al servizio della verità.

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