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Pittura, musica ed editoria dell'800, sulla scia del romanzo "Ettore Fieramosca"
05 giugno 2003

BARLETTA – 5.6.2003 L'11 giugno prossimo, alle ore 17,30 presso il Castello di Barletta, sarà presentata con un Convegno un'importante Mostra a cura di Emanuela Angiuli (direttrice della Biblioteca Provinciale di Bari e autrice del progetto del Parco Letterario 'E. Fieramosca') intitolata Ettore Fieramosca ossia la Disfida di Barletta: la fortuna di un romanzo nella pittura e nell'editoria dell'800, che sarà inaugurata il 12 giugno e si protrarrà fino al 10 novembre 2003. A Barletta, nelle cinquecentesche sale del castello, saranno esposte molte opere che hanno fatto la storia della Disfida nell' 800, fra le quali 14 disegni e due Studi per La Disfida di Barletta di Tommaso Minardi, provenienti dalla Pinacoteca Comunale di Faenza; lo Studio per La Disfida di Barletta dell' Album Artisti "Merloni-Pronti", proveniente dalla Biblioteca Comunale di Forlì; 2 oli su tela intitolati La Disfida di Barletta, di Cesare Caroselli (Collezione Comune di Genazzano) e Pietro Nanin (Palazzo Forti, Verona); il già citato olio su tela di Andrea Appiani junior, intitolato Ginevra scorre la navicella con Ettore Fieramosca, di provenienza del Palazzo Reale di Torino; una collezione di disegni di costumi per il ballo Ettore Fieramosca, acquerellati su cartoncino, di Felice Cerrone, e alcuni disegni di costumi per l'omonima opera lirica, di Filippo del Buono, prestati dalla Biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Majella; l'album di disegni Souvenir du Bal Costumé donné par le chevalier A. Foster Envoyé Extraordinaire et Ministre Plénipotentiaire de S. M. Britannique, le 10 fevrier 1834, di Francesco Gonin, dalla Biblioteca Reale di Torino; alcune edizioni del romanzo di D'Azeglio, una delle quali illustrata dall'Autore, proveniente della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; la Disfida di Barletta, dipinta dal barlettano Giovan Battista Calò; la collezione di Marionette Taccardi, patrimonio dell'Associazione Parco Letterario. Un itinerario che si snoderà attraverso sei sale, presentato da un Convegno presieduto dal Sindaco di Barletta, Francesco Salerno, con relazioni di Emanuela Angiuli, Serena Bertolucci, conservatrice presso il Museo di Villa Carlotta a Tramezzo e presso il Centro Italo-Tedesco Villa Vigoni di Loveno di Menaggio, e Giovanni Meda Riquier, responsabile del patrimonio storico - artistico, archivistico e librario del Centro Italo Tedesco Villa Vigoni a Loveno di Menaggio (Como); Lucia Pastore, storica dell'arte documentalista presso la Biblioteca Provinciale di Bari; Francesco Melisi, bibliotecario del Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella di Napoli. "Ripercorrere le strade della fortuna di cui godé il romanzo nel corso dell'intero 1800, nei campi dell'arte e dell'editoria" dice la curatrice Emanuela Angiuli, "rappresenta, in occasione delle celebrazioni per il V Centenario della Disfida, che il Comune di Barletta, assieme alla Regione e alla Provincia di Bari ha avviato, l'occasione preziosa per la realizzazione di una mostra che riporta, in una visione molto ampia ed articolata, lo sguardo dentro gli scenari artistici dell'Ottocento, nell'intensità delle passioni politiche, nel clima romantico delle letterature, nelle visioni delle immagini che presero corpo, inventando nuovi linguaggi espressivi e comunicativi, dentro i personaggi di un romanzo che prima degli eventi bellici e diplomatici, si preparava a unire l'Italia e a "fare gli italiani", come lo stesso scrittore, scrivendo e dipingendo, sognava." Emanuela Angiuli ricorda inoltre che "Il romanzo di Massimo D'Azeglio Ettore Fieramosca ossia la disfida di Barletta, che vide la prima edizione nel 1833, fu un successo immediato, da un capo all'altro d'Italia. Nello stesso anno, con ben cinque edizioni fra Napoli, Milano, Torino e Firenze, Ettore Fieramosca era il libro alla moda, tanto da essere "rappresentato" anche nelle feste da ballo della corte sabauda. L'album dal titolo Souvenir du Bal Costumé... disegnato da Francesco Gonin e conservato presso la Biblioteca Reale di Torino (che sarà in esposizione a Barletta), contiene la "Quadriglia di E. Fieramosca" fra le tavole litografiche ritoccate in acquerello. Si vedono, fra gli altri, il conte e la contessa La Marmora indossare gli abiti rinascimentali di Prospero Colonna e di donna Elvira da Cordova, lo stesso marchese D'Azeglio vestito con gli abiti del francese La Motte, il cavaliere Alfonso La Marmora atteggiato, sotto un cappello piumato, ad Ettore Fieramosca." Ma pochi anni dopo, quando il romanzo era un best-seller dell'epoca, il tema dell'eroismo italiano, con tutte le implicazioni politiche del romanticismo storico, esaltato dalla scrittura azegliana, diventò una delle fonti d'ispirazione per musicisti, pittori e disegnatori. Tommaso Minardi dipinse ben 15 tavole, oggi alla Pinacoteca di Faenza, dedicate allo scontro fra i cavalieri francesi e italiani sul campo pugliese; Louis Pierre De Morraine realizzò 200 splendidi disegni per un'edizione "ornata" del romanzo uscita nel 1842; Nicola Sanesi una tenda raffigurante la Sfida di Barletta, nelle raccolte fiorentine della Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, anche questo in mostra nel Castello. Mentre al teatro San Carlo di Napoli, Nicola De Giosa faceva rappresentare una sua opera lirica intitolata al Fieramosca ed altre andavano in scena nei teatri di Genova, Venezia, Messina, nascevano le opere pittoriche ispirate ai personaggi della storia d'amore più drammatica e popolare che la creatività dello scrittore piemontese aveva fatto palpitare fra le gesta eroiche dedicate all'amor di patria. Nel dipinto di Filippo Palizzi, della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, Ettore è ormai lontano dal campo del combattimento. Dopo la vittoria, la triste notizia della morte dell'amata Ginevra lo porta sulla cresta del Gargano da dove, in preda alla disperazione, precipita in mare in groppa al suo cavallo. Su un altro metro, dall'atmosfera rarefatta e appassionante, Ginevra appare dall'immaginario del pittore Andrea Appiani junior, mentre dalla finestra del convento barlettano di Sant'Orsola in cui consuma le ore dell'attesa, scorge la navicella che porta il suo Ettore, in una delle tante visite fuggitive dell'innamorato. Tutte le sfaccettature di queste atmosfere saranno rese vive e palpitanti dalla qualificata presentazione del Convegno e dalla visita alle sale che ospiteranno la Mostra, frutto di ricerca appassionata e di lavoro intellettuale offerto alla riflessione e alla reinterpretazione del pubblico. Leonardo de Sanctis
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