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Molfetta, il consiglio approva l'assestamento da 16milioni di euro Sì al nuovo Aro. Gestione dei rifiuti, rischio privatizzazione. I danni per le buche ci costano 230mila euro
28 novembre 2010

MOLFETTA - Manovra da 16,7 milioni di euro, il consiglio comunale approva l’assestamento del bilancio di previsione 2010. Saldate alcune passività latenti di precedenti esercizi con risorse correnti (risparmi), quali contenzioso ex Lotto 10, caserma dei Carabinieri, adeguamento alla norme di sicurezza per le scuole e esproprio della zona artigianale. «511mila euro per queste passività latenti senza ricorrere a mutui o finanza straordinaria - ha sottolineato l’assessore al Bilancio, Giulio la Grasta nella relazione introduttiva - l’amministrazione continua nel consolidamento e contenimento della spesa per raggiungere una programmazione sana e corretta delle risorse disponibili, in linea con gli interessi della comunità».

Prelevati nel 2010 62mila euro dal Fondo di Riserva ordinario (rimpinguo di quasi 9mila euro con delibera G.C. n215 del 30 agosto), la cui disponibilità residua ammonta a oltre 47mila euro. Ici (imposte e riaccertamento) e Tarsu (anni pregressi) gli importi aggiuntivi rispetto alle previsione 2010 delle entrate per un totale di 625mila euro.
Variazioni anche al capitolo delle spese, tra cui 300mila euro per le indagini sul Francesco Padre, il settore socialità (200mila euro) e la manutenzione straordinaria degli impianti termici scolastici (80mila euro), per cui il consigliere di opposizione, Giuseppe de Candia (Pd), ha auspicato un «rimpinguamento del capitolo sui servizi sociali per l’introduzione della mensa sociale» e «una manutenzione preventiva degli impianti termici, prima dell’inizio dell’anno scolastico» (da questa mattina, ha ricordato il dirigente Giuseppe de Bari, sono funzionanti gli impianti delle scuole comunali).
 
Spese legali per danni da buche: +230mila euro
Rimpinguamento di 230mila euro al capitolo delle spese legali, «dovuto a fattori imprevedibili e inaspettati», secondo l’assessore la Grasta (stanziati nel bilancio di previsione già 1,7milioni di euro). «Responsabilità della maggioranza per non aver agito prontamente già dal 2006 - l’opinione di Mino Salvemini (Pd), consigliere di opposizione - perché una parte di queste spese è da attribuire al risarcimento danni per i sinistri causati dalle pessime condizioni del manto stradale». In aumento, dunque, il peso sulla spesa corrente, mentre è in corso l’appalto per la sistemazione di un 15-20% delle strade cittadine, dopo l’approvazione della cassa Depositi e Prestiti per il mutuo da 3 milioni di euro.
«Avremmo dovuto stanziare nel tempo e per ogni anno una certa cifra per porre in sicurezza le strade e evitare questi sinistri - l’osservazione del consigliere Salvemini - usiamo l’indebitamento per la mera conservazione del patrimonio stradale, invece di porla nella spesa corrente». Conseguenti «l’incremento del debito e l’irrigidimento della spesa», a tal punto che «l’amministrazione potrebbe non essere più libera di emanare servizi per la comunità».
Critico verso alcune azioni giudiziarie dell’amministrazione «non opportune e molto onerose, perché vicende patologiche assai discutibili sotto il profilo politico» (ricorsi Pip, Pirp, ecc.), il consigliere Salvemini ha ricordato che «le spese legali (incarichi legali, ndr) costano al Comune di Molfetta quasi 2 milioni di euro all’anno, ovvero 6mila euro al giorno, una spesa corrente quasi doppia rispetto agli standard che graverà sui bilanci successivi». Questo provoca una compressione impropria sulla spesa corrente: «risparmiamo sul corrispettivo contrattuale all’Asm per far quadrare i conti e avere anche un avanzo di amministrazione - la chiosa del consigliere - occorrerebbero, invece, quasi 500mila euro sulla spesa corrente e altri 500mila euro da eliminare dall’avanzo di amministrazione per il mancato pagamento dei fitti sociali».
Non dissente e condivide le osservazioni del consigliere Salvemini, ma Angelo Marzano (Pdl), consigliere di maggioranza, non solo evidenzia la «buona gestione economica delle casse del Comune, se nel 2006 la situazione era molto grave a causa dello spalmamento dei debiti comunali alla fine degli anni ‘90», ma richiama anche una certa speculazione sugli incidenti relativi allo status delle strade. Per i ricorsi, «il Comune risponde per non essere inferiore a nessuno», la replica del consigliere di maggioranza, che anzi spera in un «potenziamento del settore legale».
 
Nuovo Aro, rischio privatizzazione
Approvato anche l’affidamento congiunto dei servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani e d’igiene urbana tra i Comuni di Molfetta, Corato, Ruvo e Terlizzi. Prevista, dunque, la nascita dell’Aro (Ambito Raccolta Ottimale), «necessaria per il nuovo Piano d’Ambito, dal momento che la creazione della provincia Bat ha creato delle anomalie nella gestione del servizio all’interno dell’Ato Ba/1 - ha spiegato l’assessore alle Municipalizzate Mauro Magarelli - un affidamento congiunto che apre nuovi scenari per l’azienda Asm, propedeutico anche all’economicità e all’efficienza del servizio». Già presentata il 25 maggio scorso una lettera al presidente dell’Ato Ba/1 con cui i sindaci dei Comuni contraenti chiedono la costituzione di questo nuovo bacino.
Punto cruciale della discussione, la creazione di una società mista privato-pubblico, soluzione poco convincente per l’opposizione, non contraria all’Aro, ma preoccupata per la possibile privatizzazione del servizio. Primo passo la trasformazione delle aziende speciali Asm (Molfetta) e Asipu (Corato) in società di capitali, in prospettiva di un nuovo soggetto, le cui quote siano poi acquisite da Ruvo e Terlizzi. Ultimo passaggio, una gara pubblica per includere un privato, «cui sarà ceduto non meno del 40% del capitale, mentre il capitale pubblico non potrà essere superiore al 40%», ha chiarito l’assessore Magarelli. Questo secondo la normativa nazionale, anche se «l’intendimento dei quattro Comuni è una quota pubblica non inferiore al 50,01% - la chiosa del sindaco Antonio Azzollini - mentre la struttura sarà aperta per altri Comuni, fino alla soglia ottimale per completare il ciclo dei rifiuti».
 
De Robertis passa al Sel
Il consigliere di opposizione Mauro de Robertis conferma al consiglio comunale la sua adesione a Sel (Sinistra ecologia e libertà di Vendola). «Politicamente sono nato sotto l’egida del Partito Socialdemocratico italiano - spiega il consigliere - l’adesione a vari movimenti politici (Ambiente Club, Ambientalisti, Primavera in movimento, primavera Pugliese, ndr) non mi hanno mai fatto perdere quei valori e quei principi che mi hanno visto sempre in prima fila lottare per difendere e migliorare la qualità della vita, dell’ambiente e in particolare delle classi sociali meno abbienti». De Robertis ritrova questi valori nella formazione politica Sel e nel suo leader, Niki Vendola, cui aderisce «in maniera convinta e serena».
 
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Autore: Marcello la Forgia
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