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Gli studenti onesti del test di medicina: vaghiamo per facoltà senza una meta precisa
22 ottobre 2007

BARI - Diamo spazio ancora una volta al “grido di dolore” degli studenti onesti (fra cui ci sono molti molfettesi) che hanno partecipato alle selezioni per l'ammissione alla Facoltà di Medicina dell'Università di Bari, perché riteniamo che anche loro abbiano diritto ad avere voce e ad esprimere le proprie ragioni su questa sconcertante vicenda dell'annullamento dei test. «La delusione, la comprensione ipocrita di chi assiste ai fatti da posizioni completamente estranee ad essi, il sottile filtro dei mass-media. I giornali, le reti nazionali e locali hanno visto la nostra sventura come un ottimo mezzo su cui elargire speculazioni. Chi ha superato il test onestamente è stato, nelle migliori delle ipotesi, descritto come un irrequieto che assale il rettorato in preda alla rabbia o al contrario come un “bamboccione” bisognoso di mamma e papà per difendere i propri diritti. Così non va bene. È fin troppo facile esprimere giudizi senza provare la frustrazione che ci ha colpiti da quando abbiamo appreso delle indagine avviate dalla Procura di Bari. Da allora tutto è divenuto un vorticoso altalenare di speranze e delusioni. Ci preme sottolineare, in questo intricato susseguirsi di vicende, il ruolo primario toccato alla stampa, che ha avuto e ha tutt'ora il merito di rendere note le notizie ancor prima dell'Università. L'ultimo esempio di carenza da parte dell'Ateneo baese può essere ravvisato nella pubblicazione dell'avviso della sospensione dei test del 17 e 18 ottobre, che è stato ufficializzato attorno le 13.00 di lunedì 15 ottobre. Un po' troppo tardi, visto che in data 17 ottobre una trentina di studenti, che avevano ricevuto a casa la convocazione e avuto conferma dagli impiegati dell'urp dello svolgimento della prova, si sono presentati presso la Fiera del levante, sede di espletamento del test. I mass-media hanno però un forte demerito. Forti delle linee politiche di giornali e reti locali, le personalità più disparate, da senatori a segretari di partito, fino a diverse cariche istituzionali, tutti hanno ritenuto lecito intervenire sulla questione. La libertà d'opinione è diritto di chiunque. Intervenire senza aver alcuna cognizione degli eventi, non ci pare però opportuno. Così come riteniamo inammissibile dubitare della nostra onestà, di cui tutti noi siamo certi e fieri, e sulla quale non ammettiamo dubbi da parte di alcuno. Vogliamo ora esprimere le nostre perplessità sulla attuale situazione. In attesa della sentenza del TAR del 26 ottobre, l'unica certezza per noi aspiranti medici, è il ritardo delle lezioni presso la Facoltà di medicina. Sia nel caso in cui il TAR disponga la convalida della vecchia graduatoria, sia nel caso in cui dovesse malauguratamente rifiutare i 206 ricorsi pervenuti, le lezioni subirebbero un forte ritardo. Cosa potrebbe accadere? Slitterebbe l'intero semestre? O verrebbe contratto a due mesi, cioè dicembre-inizio di febbraio? in un modo o nell'altro i calendari delle lezioni e degli esami verrebbero stravolti, con conseguenze non certo trascurabili sulla didattica. E ai danni didattici sono da sommare quelli economici. La maggior parte di noi sta frequentando altre facoltà sognando e bramando quella di medicina. E presso queste facoltà di ripiego cominciano ad incombere gli esami. Sostenere un esame significa acquistare libri di testo: il che può implicare spese anche di 300-400 euro a semestre. Spese che si rivelerebbero inutili nel caso del cambio di facoltà. Naturalmente su tutti i problemi prevale il dissesto psicologico. Sospesi. In bilico. Vaghiamo per facoltà senza avere una meta precisa. Indecisi persino sulle discipline da studiare, perché, diciamolo, o si studia per il test, o si studia per la propria facoltà. Queste al momento le nostre sensazioni. Queste le nostre perplessità, consapevoli che perdureranno esuli da chiarimenti. In attesa che si decida sul nostro futuro».
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