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Arbore e l’Orchestra italiana, tre ore di buona musica e sana ironia
15 settembre 2019

Anche questa estate la nostra città ha visto la presenza di importanti figure del panorama musicale italiano e non solo, da Antonello Venditti a Loreena McKennit. Il gran finale si è tenuto il primo settembre con l’atteso concerto di Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana: circa tre ore di buona musica e sana ironia, con una scaletta che ha sapientemente coniugato suoni innovativi con le sonorità della grande tradizione italiana e, in particolare, napoletana. Esibizione che ha coinvolto e divertito il folto pubblico giunto da ogni parte della nostra regione per ascoltare l’ecclettico showman appulo-napoletano (padre foggiano e madre napoletana). Lo spettacolo è stato introdotto da un gradevole filmato con una carrellata di immagini che hanno illustrato la biografia artistica di Arbore, dalle trasmissioni ormai entrate nella la storia della televisione (Quelli della notte, Speciale per me – meno siamo meglio stiamo, solo per citarne alcune) ai concerti che hanno registrato grandi successi in ogni parte del mondo: Radio City Music Hall, Carnagie Hall a New York, Royal Albert Hall a Londra, Olympia a Parigi e, poi, Russia, Cina ecc. Poi l’avvio del concerto con gli omaggi a Roberto Murolo e Renato Carosone e seguito da un crescendo di musica e divertimento, con brani intervallati da aneddoti personali, ricordi di grandi amici, come Luciano de Crescenzo, scomparso lo scorso luglio, nonché omaggi a Totò (con l’intensa Malafemmena) e Domenico Modugno, definito come colui che «ha inventato la canzone italiana», del quale è stata proposta la canzone Piove (ribattezzata da tanti con il primo verso del refrain “Ciao, Ciao bambina). Proprio uno degli aneddoti proposti simpaticamente da Renzo Arbore ha avuto per protagonista la nostra città. «Molfetta per noi era Hollywood» ha affermato, infatti, Renzo Arbore, ricordando il primo concerto tenuto al di fuori della provincia foggiana con la band in cui ha mosso i primi passi nel mondo della musica. L’ensemble, con la guida dello showman ha regalato grandi emozioni con brani amatissimi dal pubblico (che si è trasformato in un grande coro), da Chella llà a Reginella, da Guaglione a Comme facette mammeta, Luna Rossa, senza dimenticare un trascinante ‘O Sarracino. Nella città di Molfetta non poteva mancare un omaggio a Riccardo Muti (incontrato da Arbore a Spoleto): la romanza pucciniana “Nessun dorma”. Ci sono state incursioni non solo nella lirica ma anche nella musica internazionale, ad esempio, con “Cancao do mar” (brano portoghese, eseguito negli anni ’50 da Amalia Rodriguez con il titolo Solidao). Melodie e brani ben conosciuti, spesso trasformati da arrangiamenti inediti, atmosfere swing e jazz, beguine e swing hanno messo in luce non solo il mattatore della serata ma anche ciascuno dei validissimi musicisti che lo accompagnano nel tour, i componenti dell’Orchestra Italiana fondata ben 28 anni fa (è nata, dunque, nel 1991). Assoli strumentali e virtuosismi vocali che hanno reso ciascuno protagonista di una parte del concerto, a partire dalle splendide voci di Gianni Conte, Mariano Caiano, Barbara Buonaiuto e Giovanni Imparato e i musicisti come Peppe Sannino (percussionista come lo stesso Giovanni Imparato), Gianluca Pica (fisarmonica), Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore (chitarre), Roberto Ciscognetti (batteria), Massimo Cecchetti (basso), Raffaele La Ragione, Salvatore Esposito e Salvatore della Vecchia (mandolini). Una ensemble bene affiatata e coesa che è salita sul palco mostrando l’intento di divertirsi e di divertire, centrando perfettamente l’obiettivo. Al termine della serata, che ha visto anche la presenza di Antonio Stornaiolo, si è dato spazio alla solidarietà e all’impegno. Il sindaco Tommaso Minervini ha consegnato dei riconoscimenti a Renzo Arbore, da oltre vent’anni testimonial della Lega del Filo d’Oro, e a Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lega Italiana per la lotta ai Tumori. Consenso unanime, dunque, per una manifestazione che ha coinvolto i presenti che non hanno lesinato applausi a scena aperta, tributando, al termine del concerto, una meritatissima standing ovation ai protagonisti della serata.

Autore: Isabella de Pinto
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