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Zes e spiaggia Maddalena (cantieri navali) a Molfetta, Area Pubblica e Sinistra italiana chiedono chiarezza Ancora nessuna risposta alla nostra interrogazione consiliare. Il silenzio del sindaco Minervini
Spiaggia Maddalena
23 marzo 2021

MOLFETTA – Area pubblica e Sinistra italiana chiedono chiarezza al sindaco di Molfetta su Zes, Spiaggia Maddalena e cantieri navali.

«Con la Delibera di Giunta Comunale n. 135 del 24/06/2019 c’è stata la presa d’atto della istituzione della ZES Adriatica nel territorio comunale. La ZES, zona economica speciale, è un territorio che ha una “regolamentazione speciale” economica diversa da quella nazionale, con il duplice obiettivo di sostenere la crescita e l'internazionalizzazione delle attività produttive locali e di attrarre investimenti stranieri. Tra i benefici della ZES ci saranno agevolazioni fiscali e doganali, tempi dimezzati per le autorizzazioni e oneri amministrativi e istruttori più bassi. La ZES di Molfetta comprende complessivamente 128 ettari. Di conseguenza la zona produttiva della città potrebbe presto triplicare il numero delle imprese.

Tra questi 128 ettari c’è tutta la zona dei cantieri navali di Spiaggia Maddalena, come dimostrano gli allegati della delibera 135.

A gennaio 2021 abbiamo appreso dalla stampa che anche la Zona economica speciale Adriatica, che comprende Molfetta, potrà usufruire delle novità approvate con la legge di bilancio 2021: le nuove imprese che si insedieranno nelle ZES potranno godere di una riduzione dell'imposta sul reddito del 50%. Sono tre le condizioni per ottenere il beneficio: il mantenimento dell'attività nell'area Zes per almeno 10 anni, la conservazione dei posti di lavoro creati e il requisito di non essere in stato di liquidazione o di scioglimento.

Alcuni giorni fa abbiamo sempre appreso dalla stampa che il Comune di Molfetta ha affidato al geometra Vito Pappagallo l'incarico di redigere una relazione tecnico-illustrativa con la descrizione di tutte le aree coinvolte nella ZES. Il tecnico deve anche realizzare una piantina per la Regione Puglia mostrando dunque le aree coinvolte nella ZES, che si limita ad alcune aree ritenute strategiche per lo sviluppo produttivo. In particolare, le aree ZES per la città di Molfetta sono pari a 128 ettari, e comprendono le Banchine Seminario, San Domenico e tutto il nuovo porto commerciale. In più tutti i moli, i cantieri navali di Spiaggia Maddalena, tutta l'area retro portuale, la zona Asi e le zone artigianali nonchè i comparti produttivi dal numero 21 al 25 che sono relativi alle zone produttive.

I gruppi di Area Pubblica e di Sinistra Italiana di Molfetta pongono all’ Amministrazione comunale alcune domande che saranno poi formalizzate anche in una nuova interrogazione consiliare, in attesa ancora che il Sindaco risponda all’interrogazione già presentata sui Cantieri Navali.

Abbiamo una domanda, su tutte: nell’area produttiva attuale di Spiaggia Maddalena - che dovrebbe trasferire le attività cantieristiche nella nuova area dei Cantieri navali oltre il molo Pennello - chi dovrebbe avvantaggiarsi di queste agevolazioni? E, ancora: a quanto risulta da alcune nostre ricerche, nell’area permangono due sole concessioni attive come cantieri navali, alcune altre come rimessaggio nautico (deposito di barche da diporto) e sparute situazioni in completo abbandono. Alcune situazioni, dopo il sequestro del 2016, restano opache, con alcuni subingressi subentrati rispetto alle situazioni originarie. Qual è il futuro di queste concessioni?

Vogliamo chiarimenti dal Sindaco su cosa si voglia realizzare nell’area Zes di Spiaggia Maddalena. Noi riteniamo, come scritto e dichiarato negli ultimi anni, che tutta la zona di “Archeologia industriale” debba essere interessata da interventi di recupero dei fabbricati a scopo turistico, ricreativo e di fruizione culturale e pubblica, con la realizzazione in zona di un grande Museo della Marineria molfettese, condividendo l’ipotesi di realizzazione di un “cantiere unico attrezzato” nell’area Molo Pennello/Secca dei Pali.

Area Pubblica e Sinistra Italiana vogliono sapere, quindi:

1) quante sono le attuali concessioni nell’area di Spiaggia Maddalena con annessa mappa;

2) chi sono i titolari delle relative concessioni;

3) se le concessioni siano state tutte prorogate al 2033, in contrasto con la Direttiva Europea (Direttiva Bolkestein) e quindi senza passare da un bando, e se siano state prorogate anche le concessioni inattive da anno;

4) quali sono le attività produttive dichiarate da ciascun concessionario e se tali attività vengano realmente esercitate o meno;

5) quante e quali concessioni sono ancora sotto sequestro o sottoposte a limitazioni dell'attività lavorativa da parte di Enti di qualsivoglia genere (Capitaneria, Asl, Spesal, Tribunale, etc);

6) quante e quali concessioni sono state subentrate, e da chi, a far data dal sequestro del 2016;

7) cosa ne sarà dell’Ex Cinet, che auspichiamo essere destinato ad ospitare il Museo della Marineria.

La città vuole chiarezza su quello che accade in quell’area, soprattutto alla luce della istituita Zona Economica Speciale, che potrebbe richiamare investimenti di dubbia provenienza».

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