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Vent’anni dai fatti del G8 di Genova: il flash mob di Amnesty International a Molfetta
23 luglio 2021

MOLFETTA - A vent’anni dagli avvenimenti del G8 di Genova, quelli che Amnesty International definisce: "Una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente”, il Gruppo di Amnesty 236 di Molfetta ha voluto riportare alla memoria della città quanto accaduto nel luglio 2001.

Ieri, 21 luglio, il classico via vai del Corso Umberto è stato interrotto dalla riproduzione delle urla di sgomento e paura, che caratterizzarono Genova il 19-22 luglio di vent’anni fa.
Più di trenta volontari hanno marciato nel breve tratto del Corso, all’altezza della Galleria Patrioti Molfettesi, andando incontro alla raffigurazione di una squadra antisommossa.

Nessuno scontro tra manifestanti e forze dell’ordine: nella messa in scena dei fatti storici i poliziotti hanno alzato le maschere, hanno mostrato il loro codice alfanumerico e si sono resi riconoscibili. Il flash mob, nella fase conclusiva, lancia un messaggio intriso di speranza, differente da quella che è stata la realtà dei fatti del 2001. I volontari hanno mostrato alla cittadinanza la scritta “Identifichiamoli”, nome della campagna portata avanti dall’organizzazione non governativa che, da oltre 60 anni, lotta in tutto il mondo a favore della difesa dei diritti umani.

Amnesty International Italia sostiene con forza l’introduzione dei codici alfanumerici sulle divise e i caschi degli agenti impegnati in attività di ordine pubblico, pratica diffusa in altri stati europei.
Questa riforma garantirebbe agli inquirenti la possibilità di identificare gli eventuali colpevoli, assicurerebbe giustizia ai cittadini e a tutti gli agenti che svolgono onestamente il loro servizio.

Subito dopo il flash mob la lettura di “Genova 2001 – Lezione recitata”, il monologo di Leonardo Casalino con Valeria de Santis. Un soliloquio che denuncia le violenze ingiustamente subite dai manifestanti a Genova, la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto.

Un momento dedicato alla ricostruzione dei fatti, per informare il pubblico più giovane e per continuare a denunciare quanto è accaduto.

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