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Valorizzando le idee della gioventù: premiazione della quinta edizione del concorso “Gaetano Salvemini e i giovani” alla Cittadella degli Artisti di Molfetta
14 maggio 2018

MOLFETTA - Valorizzare le idee dei giovani, permettendo loro di riflettere, interpretare e rielaborare la storia: è questo uno dei messaggi del concorso “Gaetano Salvemini e i giovani”, promosso dalla Rete delle Scuole Superiori di Molfetta e giunto alla quinta edizione, la cui premiazione si è tenuta alla Cittadella degli Artisti.

Molfetta, con iniziative come questa, continua ad ampliare i propri orizzonti: quest’anno ospite per la seconda volta l’istituto “Vittorio Emanuele II” di Bergamo, unito alla figura di Salvemini grazie ad Ernesto Rossi, e ospite per la prima volta l’istituto “Gaetano Salvemini” di Alessano, unito allo storico molfettese grazie a don Tonino Bello e a quella sete di giustizia che ha rappresentato il fulcro delle vite dei due grandi personaggi.

Queste le due scuole superiori che, insieme a tutte le scuole superiori di Molfetta e all’istituto “Gaetano Salvemini” di Bari, si sono cimentate nella realizzazione di uno o più elaborati che vertessero sul tema della questione meridionale, a partire dalle tre malattie individuate dallo stesso Gaetano Salvemini: lo Stato accentratore, il feudalesimo e l’oppressione economica.

L’arduo compito di dare agli studenti delucidazioni sul tema è spettato al prof. dell’Università Statale di Milano, Andrea Ricciardi, il quale è stato introdotto da una delle organizzatrici del concorso, la prof.ssa Maddalena de Fazio e dalla referente della Rete delle Scuole Superiori, la prof.ssa Anna Margherita Bufi. Anche il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, è intervenuto durante l’iniziativa, rimarcando di esser figlio anche lui di quel metodo salveminiano che consente di ricercare la verità. In omaggio al grande storico molfettese il sindaco Minervini ha regalato una copia della lettera che Salvemini scrisse al sindaco dell’epoca e una copia del registro anagrafico del politico molfettese scomparso sessant’anni fa.

Cenni sulla figura di Gaetano Salvemini come antifascista hanno accompagnato i riferimenti al divario fra il Nord e il Sud del Paese, che è stato analizzato con creatività e attenzione da parte degli studenti di tutti gli istituti, che al termine della conferenza di Riccardi sono divenuti, proprio sulle orme salveminiane, protagonisti indiscussi della giornata, articolatasi in due fasi. La prima che ha visto l’esposizione di tutti gli elaborati prodotti, rendendo il confronto la chiave di lettura adatta al concorso; la seconda che, invece, è coincisa con l’assegnazione, da parte delle giuria, di premi e menzioni speciali. 

Ma speciale è stato ogni contributo apportato, o almeno è stata questa la consapevolezza maturata dagli studenti partecipanti. Frutto del confronto tra istituti di indirizzi differenti è stato proprio l’emergere del marchio di fabbrica di ciascuna scuola: mentre i classicisti si sono cimentati nei componimenti poetici, nella realizzazione di fumetti e di cortometraggi, le studentesse del settore moda del Vespucci hanno tramutato il divario fra Nord e Sud nella diversità dei tessuti con cui hanno realizzato un vestito; ancora gli studenti dell’istituto Alberghiero si sono soffermati sulle opportunità di lavoro nell’ambito della ristorazione che andrebbero incentivate nel Mezzogiorno, mentre gli allievi del Liceo delle Scienze Applicate hanno focalizzato la propria attenzione sulle infrastrutture, rilevando l’arretratezza dei mezzi di trasporto meridionali rispetto a quelli settentrionali.

Ma la giornata, che non è mancata di sorprese, si è arricchita di un ulteriore testimonianza, quella portata direttamente dalla terra natia di don Tonino Bello: sono stati gli studenti di Alessano a proporre, come omaggio alle due figure, una delle lettere politiche scritte da don Tonino in cui egli aveva fatto riferimento a Gaetano Salvemini. Sullo storico molfettese, però, non sono terminate qui le testimonianze: “Mi sembra di sognare vedendo che si parla di Gaetano Salvemini in questo modo”- ha esclamato con tutta la sua energia Liliana Gadaleta, apprezzata collaboratrice di “Quindici”, la quale ha avuto l’onore di laurearsi con Salvemini. È stata proprio lei a sottolineare un aspetto che ha contraddistinto il politico molfettese e che i giovani, non avendo avuto possibilità di conoscerlo, non hanno trattato: l’importanza della sinergica cooperazione. 

È proprio la collaborazione ad aver garantito il premio per la produzione scritta ad alcuni studenti del Liceo Scientifico, i quali hanno realizzato, unendo le proprie forze, quattro pagine di un giornale che hanno intitolato “La voce di Salvemini”. Per la produzione grafica a meritare il premio è stato l’Amerigo Vespucci con l’originale idea della sagoma che evidenzia la questione meridionale in maniera del tutto insolita. Tre le menzioni speciali della quinta edizione del concorso: una spettata al “Leonardo Da Vinci” con le tavole di fumetti dal titolo “Quel che resta di un ricordo”, una al “Gaetano Salvemini” di Bari con “La coscienza di Meridio” e l’ultima all’istituto di Alessano con “Una causa persa da non perdere di nuovo.”

Nessuno studente ha perso il concorso perché la vittoria è coincisa con l’arricchimento culturale che sprona a fare sempre meglio. Così come sprona chi organizza il concorso ad incentivare lo spirito di collaborazione talvolta carente nelle giovani personalità. Si prospettano modifiche nelle modalità della sesta edizione del concorso: è questa la novità con cui gli organizzatori hanno rinnovato l’appuntamento al 2019, con la certezza che un’altra occasione di far rivivere Gaetano Salvemini e i suoi ideali ci sarà. Assieme a tanti giovani pronti a farsene portavoce.

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