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Uno scontro con la Ue incomprensibile
16 novembre 2018

Caro Direttore, vorrei sottoporre alla Sua attenzione, alcune mie considerazioni, sullo scontro in essere, tra il nostro Governo e le Istituzioni Europee.

Intanto la legge di bilancio, dal Governo presentata, è stata da tutti bocciata. Parliamo dell’Ufficio parlamentare di Bilancio, formata da professionisti di altissimo livello e assolutamente indipendenti, bocciata dalla Banca d’Italia, dalla Banca Europea, dalla Banca Mondiale, dalla UE, dall’Istat ed infine dalla Corte dei Conti.

A sostenere la manovra sono: Di Maio, Salvini, Tria e perché no il Prof Savona. Ritengo di poter affermare che l’economia non è una scienza esatta ma, appartiene invece, alla scienza sociale. Dirò di più, John Maynard Keynes affermava: “l’economia è una scienza morale”.

Pertanto in economia esistono, sullo stesso fenomeno, teorie alternative e nettamente divergenti. Mentre in matematica, una disputa viene risolta dalla verifica, in economia questo non è possibile. Quindi tutte le teorie potrebbero risultare valide. A riprova di quanto scrivo, riporto quanto persero, i due più grandi economisti dell’epoca, Fisher e Keynes allo scoppio della crisi del 29. Il primo perse 140 milioni di dollari, il secondo un milione di sterline. Probabilmente sottovalutarono e la gravità della crisi e il crollo repentino dei titoli di Wall Street.

Mi domando come i due vice ministri Salvini e di Maio possono affermare, con tanta sicurezza, che la Manovra darà i risultati previsti. Mi meraviglia la difesa, senza alcuna riserva, della Manovra da parte del Ministro dell’economia Tria, dopo le tante bocciature. È facile che abbia sposato la rispettabile posizione del Prof. Savona. Questi, in televisione affermò: “Il piano B non è concepito perché vogliamo uscire dall’euro, ma perché è possibile che sia l’Europa a mandarci fuori”.

Vorrei poter ricordare che, la nascita dell’Euro risale al 1995, deliberato dal Consiglio Europeo di Madrid, dai Quindici capi di Stato e di Governo tra cui Dini che era un economista. Una moneta unica in Europa ha un solo precedente, risale ai romani che imposero la loro moneta ai Paesi sottomessi. L’Euro è sicuramente una moneta molto più forte della nostra vecchia lira che, oltre a ridurre di molto l’inflazione, ha praticato interessi molto più bassi, capaci di stimolare la crescita. A differenza della vecchia lira che ciclicamente veniva svalutata, l’Euro dal 2002 non si è mai svalutato.

Il continuo duro attacco all’Europa, di cui noi siamo parte essenziale, oltre ad isolarci ci porterà verso la procedura di infrazione, con tutte le possibili conseguenze. Dobbiamo tutti augurarci, che questi attacchi, inutili e deleteri, serviranno ai governanti di turno, solo per la prossima campagna elettorale, senza andare oltre. Purtroppo, in questo difficile momento non abbiamo alle spalle un PD, sempre alla ricerca di un Segretario e non di trovare un nuovo programma, un nuovo linguaggio ed approccio con il Paese, con un Renzi che non vuole capire che deve oscurarsi e sparire nell’ interesse del Paese.

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Vitangelo Solimini    

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