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Unione Consumatori: sulla Popolare di Bari, il Governo apre agli indennizzi per gli azionisti azzerati
L'avv. Antonio Calvani
07 maggio 2021

BARI - “Finalmente uno spiraglio per gli indennizzi agli azionisti azzerati della Banca Popolare di Bari”. A dirlo è l’Avv. Antonio Calvani dell’Unione Nazionale Consumatori – Puglia.

“Dopo le recenti dichiarazioni rese, nel corso di un’audizione parlamentare sul Fondo Indennizzi Risparmiatori, dalla Sottosegretaria al Ministero dell’Economie e delle Finanze, on. Alessandra Sartore, e dalla Presidente della Commissione bicamerale sul sistema bancario e finanziario, on. Carla Ruocco, possiamo dirci cautamente ottimisti sulla possibilità che si estenda la platea dei beneficiari del FIR anche ai risparmiatori della BpB”.

Per la prima volta, infatti, due autorevoli esponenti della maggioranza di Governo hanno avanzato la proposta che, con le risorse già disponibili per il FIR, si possano erogare indennizzi del 30% anche ai risparmiatori della BPB.

“Per il FIR – spiega Calvani – sono stati stanziati dallo Stato, complessivamente, 1,5 miliardi di euro ma si stima che saranno utilizzati presumibilmente circa 800-900 milioni di euro per soddisfare le domande già trasmesse, e ci sarebbero pertanto risorse residue sufficienti per indennizzare, almeno in parte, anche gli azionisti della BpB”.

“Ora, però, bisognerà insistere perché questa prospettiva possa diventare concreta ed essere inserita quanto prima in uno dei prossimi provvedimenti legislativi, in modo da modificare la normativa attualmente prevista per il FIR, allargandone le maglie. Soprattutto – auspica l’Avv. Calvani – occorre fare presto, la gente è esasperata”.

“Si tratta – prosegue il referente per le crisi bancarie dell’UNC Puglia – dell’unica soluzione di buon senso per ottenere un duplice risultato: da un lato quello di risarcire quanto prima risparmiatori truffati e traditi, esattamente come fatto per le altre banche del nord Italia, e, d’altro canto, per consentire un reale rilancio della Banca Popolare di Bari che, altrimenti, sarebbe gravata da migliaia di contenziosi civili che ne minerebbero irrimediabilmente l’operatività. Né riteniamo giusto che lo Stato possa riservare due trattamenti differenti per risparmiatori del nord, indennizzati con il FIR, e risparmiatori del sud, tenuti fuori da ogni rimborso, nonostante le situazioni che hanno portato ai crack bancari siano identiche. A questo punto serve solo che la volontà politica si traduca in atti concreti. Noi continueremo a fare la nostra parte per sensibilizzare i nostri rappresentanti istituzionali ad intervenire”.

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