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Unione consumatori sulla Banca Popolare di Bari: “Risposte insoddisfacenti dal Governo sugli indennizzi agli azionisti azzerati della BpB”
23 aprile 2021

BARI - “Siamo molto insoddisfatti e delusi per le risposte fornite dalla Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Maria Cecilia Guerra, all’interrogazione proposta dall’on. Ubaldo Pagano riguardante l’ipotesi di indennizzare gli azionisti azzerati della Banca Popolare di Bari”.

Con queste parole l’Avv. Antonio Calvani, referente dell’Unione Nazionale Consumatori Puglia per le crisi bancarie, commenta l’esito della discussione svoltasi ieri, in Commissione Finanze della Camera, sul tema della Banca Popolare di Bari.

“Innanzitutto ringraziamo l’on. Ubaldo Pagano per aver accolto le nostre sollecitazioni, ponendo con forza all’attenzione del Governo la crisi gravissima che stanno attraversando circa 70.000 famiglie di azionisti della BpB che hanno visto sfumare tutti i loro risparmi a causa del sostanziale crac di questo storico istituto finanziario. Purtroppo però la risposta fornita dal Sottosegretario è davvero inaccettabile perché dimostra come non vi sia alcuna consapevolezza, negli uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di quanto è successo negli scorsi anni alla Banca Popolare di Bari e di quale sia la portata dei danni che decine di migliaia di risparmiatori hanno dovuto subire, anche a causa dei mancati controlli e della scarsa vigilanza da parte delle istituzioni preposte (Consob e Banca d’Italia, in particolare).

Ebbene, dinnanzi a 70.000 famiglie lasciate sostanzialmente sul lastrico, l’on. Guerra si è limitata a ricordare che la Banca Popolare di Bari, in occasione della trasformazione in SpA, ha proposto un accordo transattivo agli azionisti per un importo di 2,38 euro ad azione, omettendo di evidenziare come quella proposta fosse destinata ad una platea molto ristretta (e cioè solo agli azionisti che avevano aderito all’aumento di capitale del 2014 e 2015) e che, comunque, si trattava di una vera e propria miseria che in moltissimi hanno giustamente rifiutato. L’on. Guerra ha anche escluso che si possa procedere con forme di indennizzo per gli azionisti della Banca perché si correrebbe il rischio di incorrere in procedure sanzionatorie da parte dell’Unione Europea. Dal nostro punto di vista, riproporre oggi, dopo la recente sentenza della Corte di Giustizia Europea proprio sul caso della Banca Popolare di Bari, lo spauracchio dell’ “aiuto di Stato” non è altro se non un tentativo di sviare il problema per non affrontarlo e risolverlo.

Tra l’altro è a tutti noto che in casi simili rispetto a quello della BpB, lo Stato è intervenuto con il Fondo Indennizzo Risparmiatori, proprio per riconoscere ristori economici agli azionisti azzerati delle banche venete (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza) o per le altre banche del nord cadute in disgrazia (Banca delle Marche, Banca Etruria, Cariferrara, Cassa di Risparmio di Chieti, e molte altre).

Per questo ribadiamo che per una banale questione di equità e di giustizia si deve estendere anche agli azionisti della Banca Popolare di Bari lo stesso trattamento. Le soluzioni tecniche ci sono o possono essere trovate, se c’è la volontà politica. A questo riguardo apprezziamo lo sforzo che sta profondendo l’on. Pagano nel porre all’attenzione del Governo questo tema e ci auguriamo che altri parlamentari del territorio facciano, con forza, altrettanto, proponendo finalmente una soluzione di buon senso a questo problema.

Altrimenti l’unica strada per i risparmiatori sarà quella di trascinare la Banca Popolare di Bari in Tribunale in migliaia di giudizi per risarcimento dei danni, pregiudicando ogni ipotetico rilancio dell’istituto finanziario per cui lo Stato ha già investito 1,5 miliardi di euro. Questo sarebbe il più colossale fallimento per tutti. Se vogliamo evitarlo, Governo e Parlamento devono fare la loro parte e smetterla di ignorare il problema”.

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