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Una cittadina protesta: l’evento “Maria Callas, la divina” a Molfetta non era aperto a tutti. Gli effetti della cattiva comunicazione Torna il problema della mancanza di un teatro comunale, chiesto dalla città, ma che l'amministrazione Minervini non considera fra i suoi programmi
23 gennaio 2018

MOLFETTA – Una cittadina di Molfetta protesta per la gestione dell’evento “Maria Callas, la divina” che, a suo parere, non era aperta a tutti. A rendere pubblica la lettera è Gabriele Vilardi che l’ha girata a “Quindici”. La riportiamo come esempio di cattiva comunicazione, che ha provocato un inconveniente che si poteva facilmente evitare. Per comunicare efficacemente occorre affidarsi a professionisti.

«Gentile Direttore, Vi riporto qui di seguito l'amara testimonianza di una cittadina molfettese, vissuta Domenica scorsa presso la cittadella degli artisti.

Sono convinto che riportare questo tipo di esperienze possa essere utile affinchè non ricapitino più, soprattutto quando si parla di cultura partecipata, di ingresso aperto, di eventi pagati dai cittadini (3.400 euro dati alla Black Service per l'evento così come dichiarato nella Delibera di Giunta n 21 del 16/1/2018).

"Caro Gabriele,
ti scrivo per denunciare un episodio increscioso relativo alla infelice gestione dell’evento “Maria Callas, la divina”, inserito nella rassegna contro la violenza di genere “Rosso Porpora”, finanziata dall’amministrazione comunale e quindi, in sostanza, da noi cittadini. Tele spettacolo si è svolto ieri alle 20.30 presso la Cittadella degli Artisti.

Come potrai vedere dal manifesto qui sotto, la partecipazione all’evento era gratuita…. e non riservata ai soliti noti….. ma ieri sera alle 20.00, quando io, mio marito e una mia amica siamo arrivati presso la Cittadella degli Artisti abbiamo notato con stupore che davanti al cancello d’ingresso c’erano circa 100 persone che aspettavano di entrare, ed altri invece che arrivavano ed entravano immediatamente.

Ho chiesto spiegazioni ad alcune persone che erano lì in attesa e mi hanno riferito che per l’ingresso si dava la prelazione a coloro i quali avevano gli inviti; i comuni mortali dovevano andare dall’addetto alla biglietteria (gestore di una associazione per l’organizzazione di eventi e candidato alle scorse elezioni comunali in una lista afferente all’attuale maggioranza), prendere dei biglietti numerati e attendere speranzosi all’ingresso che le persone con gli inviti non arrivassero, che rimanessero dei posti liberi e che fosse permesso anche a loro di entrare in base al numero stampato sul biglietto.

A questo punto, mi sono recata dall’addetto alla biglietteria per ritirare il mio ticket e chiedere spiegazioni su dove era possibile ritirare questi inviti, della cui esistenza nessuno era a conoscenza: mi è stato risposto che avrei potuto ritirare gli inviti presso lo IAT di Molfetta (ma perché questa opzione non era stata resa nota sul manifesto?) e che purtroppo, non avendo il famoso invito, avrei dovuto attendere anche io di essere eventualmente chiamata per entrare. Mi sono inalberata, ho espresso le mie rimostranze e prontamente….. è venuto fuori un invito per me, che mi ha permesso di entrare immediatamente….. lasciando tuttavia le altre persone non abituate a rivendicare i propri diritti, ad attendere di poter entrare. Ho constatato dopo un po’ che tutti, anche i cittadini senza invito, sono riusciti ad entrare, e ciò mi fa piacere.

Resto tuttavia amareggiata poiché gli eventi ad “ingresso libero” devono essere accessibili a tutti in base all’ordine di arrivo, non devono esserci dei posti riservati a chi possiede gli inviti e, se avanzano dei posti…. a tutti gli altri. Grazie per avermi ascoltata, Una cittadina molfettese onesta e delusa».

E' vero che molti cittadini non erano informati della necessità di avere un invito, ma poi sono riusciti ad entrare (dopo che erano entrati quelli che si erano procurati l'invito), come è accaduto alla signora in questione. Va detto che il teatro è piccolo e non poteva contenere tutti.

Forse la prossima volta sarebbe più opportuno da parte dell'amministrazione comunale, pubblicicizzare meglio l'inziativa, mettendo in evidenza sul manifesto che per accedervi è necessario premunirsi dell'invito.

Ma l'episodio ripropone il problema della mancanza di un teatro comunale, che tutte le amministrazioni comunali promettono, ma che nessuno realizza. Forse, sarebbe opportuno, che l'assessore alla cultura Sara Allegretta, sensibile al problema, prenda un impegno a mettere subito in cantiere il teatro, al posto di altri progetti del programma del sindaco MInervini che non ci sembrano così urgenti e soprattutto richiesti dalla popolazione, come invece, è il teatro comunale.

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