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Una barca spinta dal vento e due marinai che guardano verso il faro: inaugurato a Molfetta il Monumento ai Caduti del Mare
Lo scultore Giovanni Morgese dinanzi al Monumento ai Caduti del Mare
15 maggio 2018

MOLFETTA – Una imbarcazione la cui vela gonfia consente di navigare grazie al soffio continuo di due marinai inseriti all'interno della stessa mentre guardano verso il faro, luminoso punto di riferimento e di ausilio alla navigazione: questa è l'immagine stilizzata che da questa mattina può essere ammirata al punto di intersezione tra la banchina Seminario e il molo San Corrado, a fianco degli uffici della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera.

Nel punto segnato sino a poco tempo fa da una grande fioriera, infatti, è stato collocato il monumento ai Caduti del Mare, ideato dallo scultore Giovanni Morgese (nella foto) e realizzato con la collaborazione del maestro artigiano molfettese Pasquale De Nichilo.

L'opera, fortemente voluta dal Gruppo di Molfetta dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, vuole essere un omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita sul mare, non a caso è stata inaugurata in un anno in cui ricorre il 75° anniversario dell'affondamendo del Regio Sommergibile Dessiè e del centesimo anniversario della fine della Grande Guerra (1915-1918).

Del resto il Gruppo di Molfetta è intitolato al Guardiamarina Giuseppe Piccininni, membro dello sfortunato equipaggio del Dessiè.

La lunga cerimonia ha preso il via con il raduno delle associazioni interessate dinanzi alla foresteria della Capitaneria di Porto. Dopo una breve commemorazione di alcune tra le più emblematiche figure molfettesi legate alla Marina Militare, si è snodato un corteo preceduto dalla Fanfara e composto dalle Autorità Militari e dai rappresentanti dei Gruppi dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia, giunti da ogni angolo della regione nonché da Matera, ciascuno con i propri vessilli e gonfaloni.

Presente anche il Medagliere della Marina Militare Italiana.

Accolto da un picchetto d'onore, dalle Autorità civili, in primis il sindaco Tommaso Minervini, il presidente del Consiglio comunale Nicola Piergiovanni e l'assessore ai Lavori Pubblici Mariano Caputo, il corteo ha raggiunto la banchina Seminario.

A tagliare il nastro e scoprire il monumento è intervenuta la dott.ssa Giovanna Piccininni. Dinanzi al monumento, benedetto dal parroco della chiesa Cattedrale e del Duomo don Vito Bufi e dal rettore della Basilica Madonna dei Martiri padre Francesco Piciocco, è stata deposta una corona d'alloro, omaggio ai Caduti del Mare.

Toccante il minuto di raccoglimento a loro dedicato mentre risuonavano le note de “Il silenzio” nonché la lettura dei versi della poetessa Marta Maria Camporeale.

Particolarmente orgoglioso della manifestazione il presidente del Gruppo ANMI di Molfetta, Lamberto Piccininni, tra l'altro nipote del Guardiamarina Giuseppe Piccininni, per aver portato a termine un obiettivo che in molti si prefissavano da tempo.

«L'idea di realizzare un monumento che onorasse i marinai caduti è piuttosto datata», come ha sottolineato lo stesso presidente Piccininni se ne è parlato più volte, negli anni Sessanta e ancora negli anni Novanta.

Gli interventi, da quello del presidente nazionale ANMI Paolo Pagnottella a quello del Comandante Marittimo Sud Ammiraglio Salvatore Vitiello, si sono soffermati sul senso del dovere e del sacrificio che, da sempre, connota i marinai. «Tanti hanno sacrificato la propria vita per un ideale: per costruire un Paese libero» ha evidenziato l'Amm. Vitiello.

Non sono mancati i riferimenti al mare come elemento di unione e di solidarietà e all'importanza del valore della pace: «quando c'è una guerra non ci sono né vinti né vincitori, si perde sempre» ha messo in evidenza il vescovo Mons. Domenico Cornacchia nel suo intervento.

«Questa è una giornata che indica un sistema di valori – ha affermato il sindaco Tommaso Minervini – la gente di mare sa bene che prima di tutto viene la vita umana. È una legge non scritta che i marinai ci insegnano». Ha proseguito rimarcando come sia molto forte l'intreccio del mare con la vita della nostra città e con la cultura: «il mare ha consentito di far conoscere e coniugare culture e saperi diversi».

Il mare visto, dunque, non solo come elemento fondamentale per l'economia ma anche come sistema di valori e divulgatore di cultura.

@Riproduzione riservata

Autore: Isabella de Pinto
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