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Un atto di barbarie a Molfetta: mutilato il secolare ulivo di Antignano
L'Ulivo di Antignano vandalizzato
06 aprile 2018

MOLFETTA - E’ un vero atto di barbarie, non di semplice vandalismo quello perpetrato nell’agro di Molfetta: nella notte qualche selvaggio ha tagliato con una motosega il secolare ulivo di Antignano.

Ce lo ha segnalato un amico, inviandoci alcune foto con un commento significativo: «Eppoi chiamiamo barbari i militanti Isis che distruggono monumenti. Come definire la canaglia che ha fatto ciò?».

L’albero viene fatto risalire al 1.600 ed è alto quasi 8 metri e largo oltre 600 centimetri ed era un simbolo della nostra città. Il nome Antignano deriverebbe da un rione di Napoli, dal quale l’ulivo sarebbe stato trasportato a Molfetta da un frate e piantato nell’agro molfettese. Si parla anche di un villaggio sorto in quella zona in epoca medioevale. La sua maestosità ha fatto fiorire molte leggende, al di là delle quali, è indiscutibile che questo albero sia diventato parte della nostra storia.

Amareggiato il proprietario Luigi Solimini che non trova parole per definire questa incivile e brutale aggressione nei confronti di una pianta che era l’orgoglio del nostro territorio.

Di fronte a questa barbarie, non possiamo fare a meno di sottolineare, come abbiamo fatto altre volte, come sia cresciuto il livello di inciviltà di una parte della nostra cittadinanza, soprattutto giovanile, anche per la tolleranza degli ultimi 15 anni verso una violenza diffusa nei confronti delle persone e delle cose.

Le responsabilità non sono mai solo dei barbari, ma di coloro che hanno abdicato al loro ruolo di educatori. Anche la politica ha fatto la sua parte, per colpa dell’assenza di una classe dirigente adeguata e soprattutto dotata di cultura necessaria a conservare quel clima di civismo che aveva caratterizzato Molfetta nei secoli.

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