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Tradizione e arte, forza dell'artigianato al Rotary di Molfetta
04 ottobre 2011

MOLFETTA - «Fai della bellezza il tuo costante ideale». È questo il principio guida che da sempre accompagna le creazioni artistiche di Marina Corazziari, presentate nell’ambito di un convegno sulla valorizzazione e diffusione dell’artigianato realizzato dal Rotary Club di Molfetta, in collaborazione con la Fidapa locale e Giovinazzo e l’Inner Wheel di Trani.
Definendo l’artigianato come «una vera e propria potenzialità di lavoro» il presidente del Rotary Club, Domenico Aiello, ha delineato come «la funzione dei membri dell’associazione sia quella di farsi promotori di requisiti etici, riconoscendo il valore di tutte le professioni ed evidenziando le problematiche sociali che caratterizzano il nostro tempo», mediante l’azione interna, professionale, d’interesse pubblico, internazionale e di supporto alle nuove generazioni.

Presentata come artista, jewels designer nonché come docente di Storia del gioiello, l’attenzione dei presenti si è poi focalizzata su Marina Corazziari. Con il suo stile eclettico mediterraneo che fonde il neoetnico con il liberty, il barocco con il post-industriale, l’artista barese realizza dei monili unici «con inserti di modernariato, tanto da creare pezzi che superano la staticità e il superfluo».
La trentennale carriera lavorativa che ha visto le sue mani protagoniste della sua arte, le ha insegnato che «per realizzare un gioiello bisogna avere alle spalle un solido bagaglio culturale». L’arte non è improvvisazione, ma è frutto del connubio tra studio ed esperienza. L’arte realizza il suo fine ultimo quando riesce a trasmettere emozioni, mediante il perfezionamento della tecnica creativa dell’artista.
Non c’è un confine netto e marcato tra arte e artigianato: «c’è dell’arte in entrambe», ha spiegato laCorazziari. Solo una differenza può rendere l’idea della linea sottile che separa questi due universi creativi: è la serialità che caratterizza le produzioni artigianali a fronte dell’unicità, elemento proprio e distintivo dell’arte. Qualità e la creatività sono dunque il binomio per il successo, valori vincenti che possono sfidare l’omologazione della globalizzazione e dar vita a creazioni uniche, aumentandone così il valore intrinseco.
Con il supporto d’immagini relative alle sue creazioni, la Corazziari ha delineato in maniera dettagliata il suo lavoro, partendo dallo studio che vi è dietro per poi giungere alla creazione di un modello da realizzare attraverso i suoi materiali prediletti. Granate, perle, topazi, coralli, quarzi, oro sono gli elementi cardine con cui sono realizzati i suoi monili, definiti anche come «elementi decorativi» che possono essere adoperati in diverse soluzioni.
Il lavoro per la creazione di un gioiello prosegue poi con la manipolazione di lastre in argento o in oro su cui sono applicate meticolosamente le pietre prescelte, cercando di «antichizzare il manufatto per dargli un aspetto magico, come se fosse stato ritrovato in un vecchio baule della nonna».Lo spunto da cui parte tutto il lavoro di studio, creazione e invenzione, è il materiale che deve ispirare i suoi capolavori, a volte molto elaborati e così importati, «tanto da essere stati realizzati per essere indossati da donne che non hanno paura di mostrare la loro personalità».
Ma nella filosofia artistica della Corazziari non c’è solo la strada dell’invenzione, ma anche un’altra da poter percorrere. Si tratta della reinterpretazione di oggetti in disuso, come possono essere dei vecchi cammei realizzati generalmente su corniola o conchiglia.
I soggetti preferiti dell’artista barese, creati mediante giochi di trasparenze e riflessi, sono le farfalle, cui si aggiunge una predilezione anche per soggetti marini, come stelle e tartarughe. Ma il suo estro artistico non si ferma alla sola realizzazione di gioielli da indossare, ma anche di oggetti per la decorazione di ambienti e di ventagli impreziositi dall’applicazione di pietre o dalla presenza di pizzi.
Il convegno si è poi concluso con la premiazione di Marina Corazziari da parte del presidente Aiello per la sua arte e per il contributo fondamentale dato all’artigianato locale e non solo.
 
© Riproduzione riservata
 
Autore: Angelica Vecchio
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