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Speciale: DON TONINO Vescovo di Molfetta
Tra concretezza e utopia: don Tonino e il sud
Un don Tonino provocatorio, forte ed energico nelle sue denuncie, indisponibile a cercare compromessi quando sono in gioco le idee e gli ideali. E’ questo il ritratto che Franco Cassano (nella foto), docente di sociologia della conoscenza all'Università di Bari, ha tratteggiato del suo amico Vescovo nel corso del suo applaudissimo intervento al convegno.
Don Tonino e la sua idea di chiesa
Don Tonino sognava una chiesa estroversa, vicina alle fatiche, ai drammi ma anche alle gioie di tutti gli uomini, una chiesa che avesse il coraggio di gesti “folli”, provocatori, controcorrente, una chiesa non appiattita sulle logiche dell’interesse immediato ma capace di guardare lontano, verso orizzonti sempre nuovi, una chiesa, insomma, “non prigioniera della forza di gravità del mondo”.
Don Tonino e il sud
“Per don Tonino – ha detto Cassano – il nostro mezzogiorno era paradigmatico di tutti i sud del mondo”. Un sud, dunque, che, come tutte le aree dimenticate del pianeta, ha il privilegio di una marginalità rispetto ai centri del potere che lo rende, in qualche modo, più vicino a Cristo. Su questa base il nostro compianto Vescovo diceva un no fermo e risoluto alla militarizzazione della nostra Puglia, alla sua svendita a logiche di potenza, al suo incurvarsi sotto il peso degli interessi economici e sperava, invece, in un sud ponte tra le culture e le civiltà del Mediterraneo.
Don Tonino e la cultura laica
Secondo don Tonino la cultura cattolica e la cultura laica potevano trovare un terreno comune nel rifiuto sistematico di qualsiasi complicità con il potere: le parole di tutti gli uomini di cultura, credenti e non credenti, dovevano essere franche, esplicite, lontane dagli ammiccamenti al potente di turno, dovevano essere animate da quella “parresia” che è caratteristica essenziale di tutti i servitori del vangelo. Una proposta finale...il gioco Alla logica brutale della guerra don Tonino contrapponeva la logica del gioco e in una stupenda lettera inviata, con un pizzico di audacia, alla moglie di Abramo, scriveva: “ Nessuno aveva capito meglio di te che gli uomini, giocando insieme, diventano fratelli.[...] Tu hai dato credito alla forza pericolosa di pace nascosta nel gioco”. Parole cariche di tenerezza che diventanavano proposta credibile per una società davvero altra.
Francesco Dell’Olio
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