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Torna la vicenda drammatica di Mauro e Anna a Molfetta: domani lo sfratto. Emiliano promette di intervenire. Duro attacco all’amministrazione Minervini dagli attivisti 5 Stelle
12 marzo 2018

MOLFETTA – Torna in primo piano a Molfetta la drammatica vicenda di Mauro Sciancalepore e di sua moglie Anna disabile a causa di una malattia degenerativa.

Domani è previsto lo sfratto e Mauro ha fatto appello anche al presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha promesso di intervenire presso l’amministrazione comunale di Molfetta, dopo una lettera che lo stesso Mauro gli ha scritto chiedendo aiuto.

Ora prendono posizione anche gli Attivisti uniti del Movimento 5 Stelle di Molfetta: «L'amministrazione di Molfetta sta ledendo i diritti fondamentali dei cittadini e l'attuale Giunta Minervini, quando risponde, risponde in modo parziale, ufficioso, carente e inefficace, ignorando le proposte dei cittadini, pertanto disattendendo anche lo stesso Statuto comunale.

La famiglia di Mauro e Anna è soltanto una delle tante famiglie che da anni aspetta con soluzioni temporanee la possibilità di partecipare ai bandi per l'assegnazione di un alloggio sociale.

Mauro è senza lavoro da sette anni, lavorava al nord Italia dove guadagnava bene. Era un imprenditore autonomo dell'edilizia. Ha dovuto abbandonare tutto per dedicarsi a sua moglie quando si è ammalata di una patologia neurodegenerativa che l'ha resa invalida.

L'unica soluzione alloggiativa offerta dal Comune alla famiglia era del tutto inidonea e inadeguata alla loro situazione: senza ascensore, dunque impossibile da essere raggiunta per un'invalida, e con servizi igienici che non consentono il passaggio di una sedia a rotelle. 

Sulla famiglia è stata messa una croce e il mantra, con note verbali sempre più classiste e umilianti, è sempre stato lo stesso:

- o ti trovi una casa e ti diamo una mano per il primo anno di fitto

- ‎o ti fai ospitare da un'altra famiglia e diamo a quella famiglia 250,00 euro al mese per un anno

- ‎oppure ti fai assumere e "vai a lavorare".

Inutile specificare che la famiglia rivendica la propria dignità proprio attraverso il lavoro, ma in un mercato come quello attuale, dove la difficoltà di trovarne uno, soprattutto per chi è in dirittura di compiere 60 anni, è nota a tutti e dove gli esodati sono la risultante della tecnocrazia sistemica a cui la politica ci ha periodicamente 'affidati'.

Attualmente la famiglia vive con una pensione di invalidità e qualche cantiere di servizio e domani sarà sfrattata e separata - con violazione, da parte del Comune, del diritto sociale all'abitare, ma anche dell'articolo 28 della Convenzione ONU dei diritti delle persone disabili e del precetto Costituzionale della Corte Suprema secondo cui: "È doveroso da parte della collettività intera impedire che delle persone possano rimanere prive di abitazione" (Corte Costituzionale sentenza. n. 49/1987).

È noto che il 22/11/2017, il Comune di Molfetta era diffidato dalla Regione Puglia per gli inescusabili ritardi nell’emissione del bando per l’assegnazione delle abitazioni popolari e tali ritardi hanno impedito a tutte le persone bisognose, negli ultimi 9 anni, di fare richiesta per un alloggio. 

Come cita l'articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani: "Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo (...) all'abitazione."

La battaglia è di tutti, non ha colori politici, tutte le associazioni e i movimenti politici devono dare il loro aiuto.

Per questo, tutti i cittadini che volessero personalmente esprimere la propria solidarietà a questa e alle altre famiglie in condizioni di emergenza abitativa sono invitati a portare oggi, lunedì 12, alle ore 20.30 la loro indignazione e qualsiasi forma di sostegno, umano e morale, alla famiglia nei pressi della abitazione in via Luigi La Vista».

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