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Tentata aggressione di una donna al Cup Ticket dell’ospedale di Molfetta. Uffici a rischio perché privi di sorveglianza e vigilanza
05 aprile 2019

MOLFETTA - Ennesimo preoccupante episodio di cronaca all’interno dell’ospedale civile “don Tonino Bello” di Molfetta, fortunatamente senza gravi conseguenze grazie alla prontezza di riflessi e alla freddezza di una dipendente esperta in arti marziali.

Questi i fatti. Qualche giorno fa, la signora, in attività presso l’ufficio CUP Ticket si accinge ad uscire dal proprio ufficio al termine del servizio lavorativo. Ad un certo punto, mentre lancia l’ultimo sguardo di controllo alla propria postazione di lavoro, intravede un’ombra scura attraverso i vetri dello sportello già chiuso al pubblico e intuisce il calpestio di passi felpati.

Tutti gli altri uffici sono chiusi, i corridoi sono vuoti e silenziosi; si insospettisce e con aria circospetta apre lentamente la porta. La brutta sorpresa è dietro l’angolo. Infatti, un giovane uomo, alto e magro, afferra la porta e tenta di aggredire la donna che, intuendo la gravità della situazione, si difende con maestria, richiude istintivamente con forza la porta e rientra all’interno del proprio ufficio. Successivamente, con il cellulare chiede aiuto.

Ovviamente, la tentata aggressione dell’uomo, molto probabilmente aveva finalità di rapina (c’era in cassaforte l’intero incasso della giornata), oppure, atti di violenza o di stupro.

Come sempre, adesso le forze dell’ordine (la signora ha presentato regolare denuncia ai carabinieri) cercheranno di far luce sull’episodio, sperando di identificare l’autore attraverso le telecamere posizionate all’interno di alcuni ambienti ospedalieri.

Ma la domanda da porsi è un’altra: è davvero pensabile che vi siano uffici ospedalieri (alcuni già oggetto di furto e rapine notturne) privi di sorveglianza, di moderni apparati di sicurezza, di guardie giurate almeno nelle ore più critiche? Ovvero di elementari deterrenti per ladri o tossicodipendenti che spesso si aggirano in zona (anche perché l’autore della tentata aggressione, dileguatosi rapidamente, è stato poi avvistato ancora all’interno dell’ospedale)? Oppure dobbiamo aspettare di versare lacrime ipocrite di coccodrillo solo quando si verificano situazioni di maggiore gravità o pericolosità?

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