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Tenta di riprendersi la cantieristica navale a Molfetta. Varato un nuovo peschereccio che andrà ad arricchire la flotta della marineria di Caorle
20 novembre 2018

MOLFETTA - La bottiglia di vetro che colpisce la prua del natante. Il suono della sirena e poi gli applausi. Molfetta, dopo la chiusura di alcuni cantieri e il sequestro degli altri, tenta di rilanciare la tradizione cantieristica navale. Porta la firma del maestro d’ascia Michele Cappelluti, "Eliseo" il peschereccio varato domenica scorsa in località spiaggia Maddalena. Diciotto metri di lunghezza, sei mesi di lavoro, Eliseo è destinato a solcare le acque dell’alto Adriatico con pesca a strascico fino a quaranta miglia. A  bordo di Eliseo ci sono impianti di altissimo livello, lampade e plafoniere a led e strumentazioni di ultimissima generazione.

Dopo anni di “silenzio” i maestri locali tornano a costruire un peschereccio, destinato ad “arricchire” la marineria di Caorle per conto degli armatori Walter de Guglielmi e Riccardo Mago, che sarà anche comandante del peschereccio.

Alla cerimonia del varo di Eliseo erano presenti il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, l'assessore all’economia del mare, Antonio Ancona, e del suo predecessore, Pasquale Mancini, il rappresentate del Consorzio cantieri navali di Molfetta, Mimmo Petruzzella, gli armatori veneti, Walter de Guglielmi e Riccardo Mago, i maestri d'ascia e le maestranze che hanno contribuito alla realizzazione del peschereccio e di tanti molfettesi.

«Con questo nuovo peschereccio comincia a toccarsi con mano la vita dei cantieri navali. Dopo il periodo di sequestro abbiamo sottoscritto una intesa con tutti i concessioni e stiamo realizzando il progetto generale di messa in sicurezza e funzionalità di tutti i cantieri navali».

Tra qualche settimana Eliseo lascerà spiaggia Maddalena di Molfetta per raggiungere il Veneto.

Si spera che questo nuovo natante la situazione dei cantieri possa avere una ripresa, anche se la cosa appare difficile perché ormai la spiaggia Maddalena sembra più un deserto e il ricordo del passato è ormai lontano. Già nel 2016 i cantieri furono sequestrati perché mancava la sicurezze e l’area non era a norma, poi il dissequestro nel maggio del 2017 per due cantieri.

Una rondine non fa primavera, ma la speranza di rinascita resta ancora aperta, anche se la strada appare molto difficile per la scomparsa di molti maestri d’ascia.

 

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