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Tamponi Covid, segnalate a “Quindici” altre disfunzioni. I rischi della mancanza di coordinamento e organizzazione
01 dicembre 2020

MOLFETTA - Ancora segnalazioni di disfunzioni e disorganizzazioni per l’emergenza Covid 19.

Una lettrice scrive a “Quindici”: «Salve, purtroppo la storia dei mancati tamponi si ripete. Siamo in 3 a casa, io e mia madre positive dal 12 novembre a seguito di un tampone effettuato privatamente e mio fratello negativo. Siamo state segnalate dal medico di base e la chiamata per il primo tampone è arrivata dopo qualche giorno, il 18 novembre abbiamo effettuato il tampone io e mio fratello, io ho avuto conferma della positività e fortunatamente mio fratello è negativo.

Poi il vuoto assoluto, viviamo una situazione surreale. Mio fratello ha vent’anni e per non contagiarlo è dal 12 novembre che è chiuso nella sua stanza, esce solo per andare in bagno, bagno che è unico per tutti e che sanifichiamo in ogni momento. Io e mia madre abbiamo la mascherina tutto il giorno, la togliamo solo per dormire, ci stiamo tutelando come meglio possiamo, ma non è accettabile un comportamento simile dall’Asl. Nessuno risponde, mandiamo mail ogni santo giorno, chiamiamo tutti i numeri verde per cercare di trarre delle informazioni, che non sono mai chiare e soprattutto non sono MAI uguali. Abbiamo mandato i nostri cari all’ufficio igiene a chiedere spiegazioni, ma anche lì, il vuoto assoluto, hanno preso i nostri dati dicendo che ci avrebbero chiamati, ma ovviamente non ci ha chiamato nessuno.

Capiamo la situazione, lo sappiamo che non è semplice, ma chiediamo un po’ di chiarezza, non possiamo nemmeno muoverci privatamente perché dicono che è l’Asl che deve registrare tutto, ma noi poveri cittadini che dobbiamo fare? Restare chiusi in casa fino a data da destinarsi? Basterebbe anche una mail o una chiamata, in cui ci viene almeno data una tempistica o una spiegazione chiara. Fortunatamente sono 10 giorni che siamo senza sintomi e ora stiamo meglio, ma da un punto di vista psicologico sta diventando una situazione pesante, ci sentiamo abbandonati da tutti e soprattutto non riusciamo a vedere una via d’uscita. Ci dicono che dopo 21 giorni la carica virale si abbassa e non siamo più un pericolo per gli altri, ma chi si prende questa responsabilità senza aver effettuato un tampone?!

Siamo gente di buon senso e non abbiamo nessuna intenzione di uscire prima di avere la conferma delle negatività da parte di un tampone. Scusate per lo sfogo e grazie mille per aver ascoltato una cittadina delusa».

Per fortuna ci sono tanti cittadini responsabili che evitano di uscire per non danneggiare gli altri. Ma possono esserci molti irresponsabili che possono provocare contagi: ecco perché servono controlli e un minimo di organizzazione. Ma il sindaco non aveva affidato a Pasquale Mancini il coordinamento? Anche lui si è perso nel caos dell’emergenza Covid?

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