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“Sveglia! Sindaco, è ora di dimettersi”: al via la campagna affissioni di “Rinascere” per chiedere le dimissioni del sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini
22 giugno 2021

 MOLFETTA – Fuoco di fila a Molfetta sul sindaco Tommaso Minervini per chiedere le sue dimissioni e dell’amministrazione ciambotto di destracentro, dopo lo scandalo “Appaltopoli” che vede in carcere l’ex assessore ai Lavori Pubblici Mariano Caputo, la consigliera e capogruppo dei centrodestra (Forza Italia) Sara Castriotta e il funzionario comunale Orazio Lisena, oltre a 41 indagati fra imprenditori, dipendenti comunali, tecnici, per presunte mazzette.

Dopo l’uscita del Pd dalla maggioranza è ora la volta del movimento politico Rinascere (Felice Spaccavento, probabile candidato sindaco del centrosinistra) che ha avviato una campagna di stampa e di affissioni in città, «finalizzata a richiedere con forza a Tommaso Minervini di rassegnare le dimissioni dal suo incarico di primo cittadino di Molfetta, alla luce dello scandalo giudiziario che ha interessato pezzi importanti della sua amministrazione.

Sullo sfondo giallo dei manifesti affissi sulle plance della città in queste ore, si staglia il profilo stilizzato della nostra Molfetta sovrastato da un elicottero, a voler chiaramente richiamare l’operazione della Guardia di Finanza che martedì 8 giugno, alle prime luci dell’alba, portò all’arresto di ben 16 persone tra amministratori pubblici, funzionari del Comune, tecnici e imprenditori, nell’ambito di un’ampia inchiesta della Procura di Trani che vede oltre 40 indagati, a vario titolo, per molteplici ipotesi di corruzione oltre che per altri reati contro la collettività.

Il rombo di quell’elicottero ha rappresentato una “sveglia” per la città, dal momento che l’ha messa di fronte a una realtà dura da accettare, quella di un vorticoso giro di mazzette che (stando a quanto emerge dalle indagini della Procura) avrebbe coinvolto amministratori, funzionari comunali, tecnici e imprenditori per l’affidamento di incarichi e lavori pubblici. Ma la “sveglia” è suonata anche per il sindaco Minervini che non può continuare a far finta di niente e ha il dovere etico e politico di trarre le conseguenze di questa situazione.

Oggi, a prescindere dai risvolti penali della vicenda che spetterà alla magistratura accertare ed eventualmente sanzionare, esiste un enorme problema di credibilità di chi governa la città. Chi amministra Molfetta oggi, infatti, non ha più quel necessario profilo di autorevolezza che deve possedere dal momento che per tutti gli atti, le delibere, i provvedimenti che il Comune sta adottando o adotterà potrà sempre sorgere il dubbio nei cittadini che, dietro, ci possa essere qualche interesse non lecito da perseguire. Per questo, per una banale ragione di igiene etica e politica, riteniamo che il sindaco abbia un’unica strada da intraprendere, quella delle sue dimissioni per restituire alle istituzioni della nostra città quella credibilità e quella dignità che le foto e i video delle tangenti pagate in macchina, hanno spazzato via.

A questo proposito riteniamo assordante il silenzio dell’intera maggioranza che, a cominciare dal consigliere regionale Saverio Tammacco, grande dominus della coalizione di governo cittadino, sta cercando di tacitare questa vicenda, non avendo nulla da dire su uno scandalo di queste proporzioni.

Se l’obiettivo è far finta di niente, sappiano il sindaco Minervini e la maggioranza trasformista e trasversale a suo sostegno che noi non abbasseremo la guardia e siamo pronti a costruire un’alternativa forte e credibile per il governo della città che abbia nei principi di legalità, trasparenza e buona amministrazione i suoi pilastri fondamentali».

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