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Storie di una bambina ribelle: Francesca Cavallo racconta la propria ribellione al Ghigno di Molfetta Secondo appuntamento letterario del festival “Storie italiane”
Isa de Marco e Francesca Cavallo
18 luglio 2019

MOLFETTA - “Il nostro scopo è fomentare la voglia di leggere in grandi e piccini: negli adulti e nei bambini”, introduce la professoressa Isabella de Marco, in occasione del secondo appuntamento del festival letterario “Storie italiane”, presso la libreria “Il Ghigno” di Molfetta.

“Ho sempre voluto raccontare storie vere per i cittadini del presente: i bambini, ai quali si deve verità sin dall’età tenera dell’infanzia in modo che possano diventare cittadini informati, attivi politicamente!”, questo è l’intento della scrittrice Francesca Cavallo, autrice insieme ad Elena Favilli, di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”.

Dopo aver concepito il progetto digitale di “Timbuktu magazine”, piattaforma digitale americana e letteraria dedita ai bambini dall’età di 6 anni, le due autrici hanno posto le basi per una letteratura sui generis, una letteratura che non fomentasse i cliché delle solite favole ma che spronasse gli adulti di domani ad esprimere al meglio la propria personalità.

“Il progetto è nato in America, poi è stato tradotto in Italia da Mondadori, in concomitanza con la vincita delle elezioni americane di Donald Trump. Le basi del progetto furono gettate in Italia, ma dopo un anno di continue ricerche di investimenti che portarono in un vicolo cieco, abbiamo deciso di spostarci nella Silicon Valley dove non abbiamo avuto fortuna maggiore tranne per un’investitrice donna che ci finanziò”, racconta la scrittrice Cavallo.  

Nonostante il progetto fosse andato avanti a stenti grazie agli investimenti di 2 milioni di utenti, la rivista non riusciva a fronteggiare le spese per cui fu chiusa inesorabilmente. Nonostante l’animo delle due atrici fosse tribolato interiormente, decisero di fare un ultimo tentativo a Los Angeles, città in cui riuscirono a raccogliere grazie al crowdfunding 8.000 euro, somma di denaro che fu utilizzata per prepagare la pubblicazione di “Storie della buonanotte per bambine ribelli”.

“Eravamo stressate, eravamo due immigrate, lesbiche senza contatti con qualche conoscente in una situazione economica davvero difficile, ma in 48 ore riuscimmo a quantificare 40.000 dollari e in 28 giorni 675.000 dollari e così il libro ha finalmente preso vita”, racconta con emozione Francesca. Il libro ha avuto un grande successo, è stato illustrato da 60 diverse disegnatrici dallo stile più variegato ed è stato tradotto in 48 lingue.

“Abbiamo scelte storie di donne che permettessero di focalizzare sull’immagine della donna prescelta un mix di fiaba e biografia, non avrei mai scritto un’enciclopedia barbosa e di scarsa consultazione. Rivolgere la collazione di storie alle bambine è stata una provocazione che però non dovrebbe sussistere in quanto nella mia vita ho letto talmente tanti libri con protagonisti uomini, storie in cui le donne hanno sempre avuto ruoli marginali e non mi sono mai sentita messa in disparte quindi non vedo perché i bambini, gli uomini si possano sentire isolati dalle storie raccontate nel libro”, afferma l’autrice. Rimarcando il fatto che la questione della parità dei sessi è una questione prioritaria rispetto a quella ambientale in quanto le donne sono esattamente la metà della popolazione mondiale, quindi non devono essere considerate una minoranza da difendere.

“Ai papà che hanno accompagnato le figlie a questo incontro dico che non ha senso accompagnarle a comprare un libro sulle donne se nel loro piccolo, nel quotidiano non sono alleati delle donne perché corresponsabili del futuro di oppressione che vivranno le proprie figlie. Il libro non celebra il capitalismo, il successo è un’opera incentrata sul fallimento, su sconfitte che non devono essere viste in maniera negativa ma che devono rivendicare il superamento dei confini invisibili disegnati intorno alle donne e alle proprie passioni”, annuncia con fierezza l’autrice Cavallo. A tal proposito la storia della poetessa portoghese Cora Coralina è emblematica: donna brasiliana mai riuscita a studiare, la quale nella sua panetteria regalava una poesia con ogni dolce che vendeva.

Viva e entusiastica è stata la partecipazione delle bambine e delle ragazze che sono accorse all’incontro letterario, le quali dopo aver esposto le proprie preferenze su Frida Khalo e Alicia Alonso hanno curiosamente chiesto all’autrice quale fossero le sue storie preferite, la quale ha risposto: “Da donna del Sud, originaria di Lizzano, in provincia di Taranto, ho adorato le storie di Serafina Battaglia e Lella Lombardi, donne carismatiche che sono state rivoluzionarie” e alla fatidica domanda posta sull’inserire lei stessa in un ipotetico terzo libro, afferma: “Ho pensato di scrivere su di me perché la mia storia sia da insegnamento: sono lesbica e l’ho accettato tardi, penso che se avessi letto di qualcuna che avesse vissuto le mie scelte sessuali in maniera così limpida e trasparente forse avrei accettato prima questa parte di me”.

In fine dopo aver menzionato l’ultima opera “Io sono una bambina ribelle. Il quaderno della mia rivoluzione”, prodotto letterario che offre alle lettrici bambine una vera e propria palestra per il proprio spirito ribelle, ponendo interrogativi diversi e stimolanti per affinare le caratteristiche della propria personalità, l’autrice saluta l’uditorio con la promessa di un libro in pubblicazione a Natale, con l’editore Feltrinelli.

© Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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