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Stop anche in Italia al vaccino AstraZeneca. A Molfetta vaccinato tutto il personale scolastico. Incertezza sulla seconda dose
15 marzo 2021

MOLFETTA - Dopo che è stato vaccinato tutto il personale scolastico a Molfetta con il vaccino Astrazeneca, lo stesso farmaco è stato sospeso in tutt'Italia. La domanda alla quale occorre dare una risposta è: come faranno questi vaccinati a ricevere la seconda dose?

Infatti, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea il divieto di utilizzo del vaccino anglo-svedese "su tutto il territorio nazionale", in attesa dei pronunciamenti dell'Ema.

Il premier Mario Draghi aveva promesso giorni fa che "qualunque fosse la decisione finale dell'Ema" su AstraZeneca, "la campagna vaccinale proseguirà con rinnovata intensità". E ora, in attesa del pronunciamento definitivo giovedì dell'Agenzia europea del farmaco sul vaccino anglo-svedese, si fanno stime sul possibile impatto della sospensione decisa dall'Aifa.

La decisione della sospensione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso.

Il comitato per la farmacovigilanza dell'Ema tornerà a riunirsi domani per raccogliere le ultime informazioni circa i casi di eventi tromboembolici sospetti segnalati dopo la vaccinazione con il vaccino di AstraZeneca.

Lo apprende Ansa da fonti vicine al dossier. Gli esperti Ue potrebbero anche non arrivare a un risultato domani, ma risposte definitive sono attese in settimana, precisano le stesse fonti. L'Aifa, in coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione.

L'Agenzia renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose. La decisione della sospensione delle somministrazioni del vaccino AstraZeneca, per ragioni esclusivamente precauzionali, da parte di Aifa è stata assunta dopo un colloquio tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza. Durante la giornata Speranza ha avuto colloqui con i ministri della Salute di Germania, Francia e Spagna. 

"Le scelte compiute e condivise oggi dai principali Paesi europei su AstraZeneca sono state assunte esclusivamente in via precauzionale in attesa della prossima decisiva riunione di Ema. Abbiamo fiducia che già nelle prossime ore l'agenzia europea possa chiarire definitivamente la questione", ha affermato il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

La somministrazione del farmaco è stata sospesa da Danimarca, Norvegia, Islanda, Irlanda, Olanda, Romania, Bulgaria e, oggi, da Germania, Francia, Spagna e Lussemburgo. 

Magrini (Aifa): stop per precauzione ma il vaccino è sicuro "C'è stata una sospensione perché diversi paesi europei, tra cui Germania e Francia, hanno preferito sospendere in presenza di alcuni recentissimi e pochissimi casi di eventi avversi in donne e giovani, e ciò ha suggerito uno stop di verifiche prima di ripartire. A giorni attendiamo EMA e poi vedremo meglio i numeri che saranno analizzati nei prossimi giorni".  Lo dice a Radio Capital il direttore generale dell'Aifa Nicola Magrini, che aggiunge: "Chi ha già fatto il vaccino può e deve restare sicuro. Io mi sento di dire il vaccino è sicuro, anche avendo rivisto tutti i dati". 

Non esiste alcuna prova che il vaccino anti-Covid di AstraZeneca sia legato a degli episodi di trombosi fra i pazienti a cui è stato somministrato, aveva reso noto  l'Mhra), invitando a non sospendere le vaccinazioni. "I pazienti dovrebbero farsi somministrare il loro vaccino quando sarà il loro turno; stiamo vagliando i rapporti, ma data la grande quantità di dosi effettuate e la frequenza con cui queste embolie possono naturalmente, le prove disponibili non indicano che il vaccino possa esserne la causa" ha spiegato il responsabile della scurezza dell'Mhra, Phil Bryan. Fonti britanniche hanno sottolineato come non siano stati registrati aumenti dei casi di embolia fra i pazienti del Regno Unito, che è il Paese che ha fatto uso della maggior quantità di dosi del siero di AstraZeneca. 

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