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SPECIALE ELEZIONI POLITICHE – Emiliano a Molfetta a sostegno di Lezoche, Piergiovanni e Spina
Michele Emiliano a Molfetta
23 febbraio 2018

MOLFETTA – Emiliano arriva a Molfetta e il popolo del Pd esulta (un po’ meno i renziani) per questa visita di sostegno ai candidati del centrosinistra: Loredana Lezoche, Nicola Piergiovanni e Francesco Spina all’auditorium “Madonna della Pace”.

A fare da padrona di casa il segretario politico del Pd Erika Cormio che ribadisce il concetto del progetto politico di Emiliano delle liste civiche e della definizione di “Comunità di destino” coniata dal sindaco Tommaso Minervini per giustificare la condivisione politica di soggetti diversi perlopiù di destra. Ma Erika ha sottolineato soprattutto l’aspetto delle radici comuni sul territorio: “Siamo stati gli unici a presentare un serio programma politico di governo”, ha aggiunto.

Il sindaco Tommaso Minervini ha sottolineato il suo lavoro per ricostruire la filiera istituzionale e non ha nascosto la difficoltà di mettere insieme le persone: “dividerle è facile e triste, ma mettere insieme pezzi di storie e culture diverse è complesso e rivoluzionario”. “Non siamo politici virtuali, ma reali e in carne ed ossa”. Il sindaco ha rivendicato la sua capacità di far arrivare i finanziamenti dalla Regione.

Applaudito l’intervento di Nicola Piergiovanni (candidato alla Camera), ormai divenuto “l’amico della città” per antonomasia, che ha esordito dicendo che “in questa campagna elettorale si è promesso di tutto, anche la luna, come Berlusconi che va vendendo fumo da 25 anni, mentre Piergiovanni è abituato a fare promesse concrete come Emiliano”. “Occorre dare una pensione dignitosa a tutti e certezza ai giovani – ha aggiunto -, ma anche aumentare i fondi per le periferie, rilanciare piazza Immacolata e Paradiso, dare più sicurezza con maggiore presenza dello Stato”.

Secondo Piergiovanni non si deve consentire ai 5 Stelle di provare a governare l’Italia, perché sarebbe un disastro come abbiamo visto a Roma e Torino e questo non ce lo possiamo permettere. In quanto agli impegni dell’amministrazione va completato il porto commerciale (“lo vedremo noi e lo faremo vedere ai nostri figli”), ma anche quello turistico, valorizzando il lungomare come avvenuto a Bisceglie e soprattutto garantire che l’ospedale non sarà chiuso e continuerà a funzionare e sarà potenziato. “Questo ce lo deve il presidente Emiliano, non ci deve tradire e noi non vi tradiremo”. Ecco perché serve una presenza locale in Parlamento “una presenza come noi di persone legate al territorio e non calate dall’alto”.

No a populismo e demagogia, sì a politiche reali sul territorio, capaci di legare insieme le città vicine come Bisceglie e Molfetta, che hanno anche interessi comuni: è la filosofia di Francesco Spina, candidato alla Camera. “Credevo di aver esaurito le emozioni, ma oggi ha Molfetta le ho ritrovate in questa comunità, che è una squadra che va consolidandosi. Se sarò eletto, avrò come prima attenzione l’ascolto del territorio, mettendo una segreteria in ogni Comune, non sarò il parlamentare lontano dal popolo, ma l’amico politico che si incontra per strada e non quello che ti fa fare anticamera. Molfetta e Bisceglie hanno tanti punti in comune: dalla zona Asi e dalla residenza di tanti molfettesi nella città vicina”. Spina ha poi lodato le liste civiche che ha sperimentato per primo a Bisceglie quando i partiti hanno fatto cadere la sua amministrazione e lui si è presentato proprio con le civiche e ha vinto. Insomma, il futuro non è dei partiti, ma delle liste autonome, civiche. Ha quindi criticato i 5 Stelle che non hanno candidati del territorio e soprattutto hanno perduto quell’aura di onestà e capacità, come dimostrano gli ultimi avvenimenti di cronaca. Il centrodestra ha poi colonizzato la nostra terra con un vento di sapore salentino (Fitto). “Noi invece le promesse le manteniamo e lo abbiamo dimostrato amministrando Bisceglie. E il 4 marzo giorno del mio compleanno, spero mi facciate un bel regalo. Non staremo immobili come davanti a una playstation, ma come nel calcio giocheremo duro, suderemo, ci sporcheremo, ma vinceremo: la realtà contro la virtualità”.

“Siamo squadra ora e lo saremo soprattutto dopo – ha detto Loredana Lezoche” (candidata al Senato) che si è dichiarata soddisfatta di appartenere ad una coalizione compatta. Come nello sport, che lei ha praticato da ragazza come giocatrice di hockey, la squadra vince sempre e lei si è impegnata a far crescere il territorio. Coraggio e concretezza è il suo slogan, che ha praticato fin da piccola, quando partita dal povero quartiere della Madonna dei Martiri, è riuscita a diventare imprenditrice. “Ogni promessa che facciamo, ha un valore reale e anche il colore fucsia che ho scelto, rappresenta la mia determinazione. Vogliamo non solo la quantità nel lavoro, ma soprattutto la qualità, parificando anche le retribuzioni fra uomo e donna, facendo crescere in brand Puglia come sta facendo Emiliano, che ringrazio per avermi dato questa grande opportunità. C’è ancora tanto fa fare per la nostra regione, lo dobbiamo ai nostri figli che dobbiamo anche far rientrare dall’estero: devono lavorare qui”.

Michele Emiliano (presidente della Regione Puglia), chiamato in causa, non poteva ignorare il discorso dell’ospedale: ha detto che Molfetta non chiuderà, perché è scritto nel piano di riordino generale. Ritiene utile costruire un nuovo ospedale, ma non ci sono i 150 milioni necessari per farlo, perciò si cercherà di percorrere la strada del potenziamento di Molfetta o Corato (non si è sbilanciato in campagna elettorale, dopo si conosceranno meglio le sue scelte per quello che diventerà di I livello), ma non quella della chiusura. “E’ ignobile fare campagna elettorale sull’ospedale: non sarò io a decidere, sarete voi, secondo quello che riterrete più giusto, perciò nomineremo una commissione indipendente per decidere”. Pur non promettendo nulla, Emiliano ha riconosciuto che l’ospedale di Molfetta è più facile da raggiungere e da espandere, “ma è una mia opinione” (ha messo le mani avanti). “Non ci interessa dove sarà quello di I livello, basta che funzioni. Dovremo trovare il punto di mediazione, come si fa nelle buone famiglie con buonsenso e sforzo comune”. Infine per quanto riguarda la politica locale ha affermato: “un esperimento politico come quello di Molfetta, va difeso”. Più benedetta di così l’amministrazione Minervini, non si può.

Per Emiliano il potere logora chi ce l’ha e lui lo sperimenta ogni giorno, con levatacce mattutine, notti insonni e consunzione continua. Ma ha sottolineato la sua idea di unità: “da solo non sarei andato da nessuna parte e oggi stiamo costruendo una scala istituzionale”. “Questi candidati ci rappresentano, ognuno di loro ha una sua storia che è la storia del territorio”.

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