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Sinistra Italiana Molfetta: bene l’ampliamento di Medicina. Appena possibile riaprano ortopedia e urologia all’ospedale
L'ospedale di Molfetta
01 maggio 2020

MOLFETTA - «Bene, anzi benissimo l’ampliamento di Medicina all’Ospedale di Molfetta, con l’apertura di un secondo corridoio al quarto piano e quattro posti letto dedicati alla nefrologia, che fanno tirare un sospiro di sollievo ai nostri concittadini in dialisi. Ottima anche la notizia dei nuovi infermieri, che consentono il rafforzamento dell’organico e mettono in maggiore sicurezza i malati del reparto – dice il Circolo di Sinistra Italiana Molfetta -.

Siamo davanti alla conferma che le battaglie condotte dalla cittadinanza negli anni passati in difesa del nostro ospedale e contro il suo ridimensionamento e declassamento erano battaglie giuste e siamo fieri di averle condotte senza fare sconti a nessuno, anche nella primavera calda del 2016, quando una parte delle forze politiche che oggi governano la città si mostrarono tiepide e timide. Oggi la difesa del nostro ospedale e della sanità pubblica è patrimonio comune e questo è un bene, un punto positivo da cui ripartire. Con una rinnovata disponibilità anche delle istituzioni regionali a fare retromarcia sulle scelte scellerate che erano state proposte con il Piano di Riordino Ospedaliero, fatte di tagli inaccettabili.

Ora, però, chiediamo a gran voce la riattivazione dell’Urologia e dell’Ortopedia, visto che Molfetta non è Ospedale Covid e visto, dunque, che è giusto che continuino i servizi ai malati come prima dell’emergenza Coronavirus. Lo abbiamo già denunciato e lo ribadiamo: è inaccettabile che per la cura dei problemi urologici, ad oggi, bisogna raggiungere la lontana Monopoli o che l’Ortopedia si sia sostanzialmente spostata al Di Venere a Bari, con enormi problematiche per il territorio.

Vogliamo capire il perché della sospensione di questi servizi. Lo abbiamo chiesto al Sindaco, che ci ha dato una prima risposta legata alle carenze di organico relative all’emergenza Covid. E allora chiediamo alla dirigenza Asl e al presidente della Regione Michele Emiliano di trovare una soluzione appena possibile. Il Nord Barese ha bisogno di protezione sanitaria ospedaliera. Ogni segnale in questa direzione sarà da noi sempre applaudito. Ogni segnale in direzione contraria ci vedrà sempre sulle barricate e dalla parte dei bisogni dei cittadini più fragili e deboli, su cui rischia sempre di scaricarsi ogni problematica e disagio».

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