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Sinistra italiana: le classifiche farlocche sulla “vivibilità” a Molfetta
16 agosto 2020

MOLFETTA – Sulla fantomatica classifica di una disinformata rivista (si tratta spesso di inserzioni pubblicitarie) che indica Molfetta al 14° posto nella classifica della vivibilità, interviene il circolo di Sinistra Italiana Molfetta: «Abbiamo letto in questi giorni che la rivista “Amazing Puglia” stilando la sua Top70 della “vivibilità” delle città pugliesi ha classificato Molfetta al quattordicesimo posto, destando meraviglia in molti cittadini che hanno un’altra percezione della realtà nella vita di tutti i giorni.

La rivista sottolinea che “i centri ben classificati sono quelli rinati grazie al recupero e alla valorizzazione del loro centro storico, cuore pulsante che muove tutta la città”; inoltre “le città che prosperano sono quelle aperte, sicure e ambiziose, che guardano al futuro ma rispettano e custodiscono bene il loro passato”.

Noi non la vediamo così! Noi abbiamo un’altra percezione di “vivibilità”, vediamo da alcuni anni un governo cittadino che non tutela a dovere la sua memoria storica e il suo territorio.

In questi anni abbiamo denunciato in città e, con la nostra azione politica, in Consiglio comunale la scarsa o nulla attenzione della amministrazione di Tommaso Minervini su molti degli “indicatori” usati per classificare le città pugliesi sulla “vivibilità” urbana e che qui ricordiamo:

Cura e decoro del Centro Storico: già nel periodo del lockdown, Molfetta vecchia è stata oggetto di pericolose occupazioni abusive di edifici pubblici e privati; a giugno abbiamo denunciato le forti preoccupazioni dei residenti che ci hanno raccontato di un peggioramento delle condizioni di vita: nessun controllo sulla sporcizia dilagante e sul ritorno dello spaccio nei vicoli, sulla spazzatura appesa alle porte, sulle fioriere diventate pattumiera; ma ciò che più dispiace è lo stato in cui versa Cala Sant‘Andrea nonostante la grande frequentazione dei bagnanti.

La sicurezza dei cittadini: evidentemente gli estensori della classifica non hanno raccolto informazioni, ad esempio, sulle auto incendiate di notte o sulle baby gang serali.

Nessuna ricucitura tra le PERIFERIE e il CENTRO: per i cittadini che vogliono recarsi in centro, l’uso dell’automobile resta sempre il mezzo più comodo ma, specie in questo periodo di numerosi cantieri aperti, si rivela un boomerang per la mancanza di parcheggi.  Le alternative sono ancora insufficienti e insicure: chi vuole venire in centro con una circolare è costretto a fare percorsi lunghissimi e inutili; chi vuole venire in bicicletta non ha piste ciclabili che dai quartieri periferici arrivano in sicurezza in centro esponendo i pochi temerari a difficoltà di attraversamento sui ponti a levante e a ponente o nel sottopasso di via Terlizzi.

Le aree verdi: i bambini, le famiglie e gli anziani che frequentano le aree verdi possono descrivere meglio di noi il degrado in cui versano questi fazzoletti di verde soprattutto nelle periferie. Inoltre è ancora chiuso e sempre più in degrado il Parco Baden Powell nella zona 167. Registriamo, infine, l’attenzione recente verso Lama Martina che, lo ricordiamo, è e rimane un’area di protezione idrogeologica fondamentale per la città e non può diventare un parco pubblico attrezzato.

I Palazzi “palafitte”: si sta compiendo l’ennesima frattura tra il lungomare e il resto della costa con la costruzione di altri palazzi in riva al mare. Altro che “WaterFront”, “Piscina comunale con solarium” o area della “cittadella dello sport”. E’ in atto l’ennesimo e irreversibile abbruttimento di una zona vicina al mare e fortemente frequentata da tanti cittadini e sportivi.

La memoria STORICA: per il PULO, dopo aver speso centinaia di migliaia di euro per la rimessa in sicurezza della dolina carsica, manca ancora un piano di gestione discusso e condiviso con cittadini e associazioni che denota come questa amministrazione non sa fare cultura seria e duratura.

Per i CANTIERI NAVALI, dopo gli annunci fatti ormai da due anni, si notano le strutture ottocentesche della nostra “archeologia industriale” degradare ogni giorno di più e vede allontanarsi la prospettiva di un grande Museo del mare e della Marineria molfettese che manca fortemente in questa città.

Dulcis in fundo, la RACCOLTA DIFFERENZIATA: il “sacchetto selvaggio” assieme a tanti rifiuti dell’edilizia e ingombranti imperversano in città e nelle campagne; su questo la linea scelta dalla amministrazione è il “non intervenire con le sanzioni” ovvero… fate pure tanto poi le maggiori spese della raccolta le prendiamo dalle tasse dei cittadini perbene.

Se questa è “vivibilità”, “qualità della vita” e tutela del territorio, noi di SINISTRA ITALIANA (pagina Facebook: Sinistra in Comune) saremo sempre dall’altra parte e continueremo a denunciare il degrado in città perché QUESTA NON E’ LA CITTA’ CHE VOGLIAMO!».

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